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LE CITAZIONI: Bauman. Se il vento della storia spira al contrario

Zygmunt Bauman

by Ernesto Scelza
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Per suggerire i tratti del futuro che ci attende, il grande sociologo Zygmunt Bauman, in apertura di questo suo ultimo libro che indaga le ragioni del rimpianto del passato nella società contemporanea, richiama il famoso passo delle ‘Tesi di filosofia della storia’ di Walter Benjamin che analizza un quadro di Paul Klee intitolato ‘Angelus novus’: Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese”. Così recensisce Benedetto Vecchi sul ‘manifesto’: “Abbiamo invertito la rotta e navighiamo a ritroso. Persa ogni fiducia nell’idea di costruire nel futuro una società alternativa e migliore di quella in cui viviamo, molti si rivolgono indietro, alle grandi idee del passato, seppellite ma non ancora morte”. E Maurizio Ferraris: “Non siamo più capaci di immaginare il futuro e allora ci rivolgiamo al passato, alimentando nostalgie e rimpianti: sono gli anni della ‘retrotopia’, l’utopia dell’umanità in fuga dal presente”.

 

«Ecco – per chi le avesse dimenticate – le parole con cui all’inizio degli anni Quaranta Walter Benjamin, nelle Tesi di filosofia della storia, commentava l’Angelus Novus – da lui ribattezzato “angelo della storia” – dipinto nel 1920 da Paul Klee:

L’angelo della storia ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che egli non può più chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.

 A quasi un secolo da quella lettura, di imperscrutabile e incomparabile profondità, a guardar bene l’opera di Klee si scorge di nuovo l’angelo della storia ad ali spiegate. Ma ciò che forse colpisce di più l’osservatore è il cambio di rotta, come se quell’angelo fosse colto nel bel mezzo di un’inversione di marcia: il volto del passato si rivolge al futuro, le ali vengono respinte dalla tempesta che, stavolta, spira dall’inferno del futuro (immaginato imprevisto e temuto prima ancora che accada) verso il paradiso del passato (un passato probabilmente solo raffigurato a posteriori, dopo averlo perduto e visto andare in rovina). Ma le ali dell’angelo sono schiacciate, adesso come allora, con una violenza “che egli non può più chiuderle”.

La possibile conclusione è che in quel disegno il passato e il futuro sono colti mentre si scambiano i rispettivi vizi e virtù registrati da Klee – come ci spiega Benjamin – un secolo fa. Tocca ora al futuro, deprecato perché inafferrabile e ingestibile, finire alla gogna ed essere contabilizzato come voce passiva, mentre il passato viene spostato tra i crediti e rivalutato, a torto o a ragione, come spazio in cui la scelta è libera e le speranze non sono ancora screditate.»

Zygmunt Bauman, Retrotopia, (trad. Marco Cupellaro).