L’Osservatorio Regionale sull’Inceneritore di Acerra ha da poco pubblicato la sua prima relazione, trasmessa al Consiglio regionale della Campania e al Comune di Acerra: 78 pagine che illustrano il lavoro svolto e avanzano proposte migliorative. Un tema storicamente controverso quello della combustione dei rifiuti, sul quale il dibattito fra sostenitori e detrattori va avanti da decenni. Dalla loro, gli abitanti del territorio cercano di capire, di sapere, di interloquire con soggetti tecnicamente e scientificamente affidabili, di ottenere informazioni e dati reali sull’impatto ambientale dell’impianto, di valutare progetti di miglioramento e adeguamento del sistema.
E’ in quest’ottica che nel 2023 venne istituito l’Osservatorio come organismo indipendente di interfaccia fra i cittadini e le loro associazioni, le istituzioni ed il gestore dell’impianto … per consentire la puntuale lettura e verifica dei dati derivanti dal funzionamento… presieduto dal Direttore Generale dell’ARPAC – l’avv. Stefano Sorvino – e composto da rappresentanti: della Regione Campania; dell’ASL NA2 NORD; del Comune di Acerra; del Comune di San Felice a Cancello; delle Associazioni ambientaliste Legambiente Campania, Verdi Ambiente e Società, L’Altritalia Ambiente.
Cosa deve concretamente fare l’Osservatorio? Acquisire i dati sul funzionamento del termovalorizzatore e quelli derivanti dal monitoraggio ambientale e promuoverne la divulgazione. Redigere una relazione annuale sulle attività svolte. Informare i cittadini “evitando la diffusione di informazioni contraddittorie e non tecnicamente corrette”.
E cosa ha, sempre concretamente, fatto? Per rispondere, cominciamo guardando i contributi specifici dei vari componenti.
ARPAC. Ha fornito i dati ambientali allo stato disponibili, con particolare attenzione alle emissioni, ai rifiuti trattati, alle acque reflue, ai rifiuti prodotti e ai controlli effettuati. Ha monitorato la qualità dell’aria ambiente (outdoor), attraverso la rete di centraline fisse e deposimetri localizzati sul territorio, relativamente a polveri sottili (PM10 e PM2.5), biossido di azoto, ozono e altri inquinanti. Ha controllato e ispezionato l’inceneritore con particolare attenzione a: emissioni in atmosfera, acque reflue, rifiuti prodotti, conformità degli autocontrolli svolti dal gestore. Al riguardo vale la pena sottolineare che nel 2015 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra ARPAC e Procura della Repubblica di Nola in base al quale gli esiti di tutte le attività di controllo effettuate dall’Agenzia sono prontamente trasmesse alla Procura della Repubblica competente.
Per dare un’idea della mole del lavoro svolto e dei dati forniti, questi sono i titoli dei sottoparagrafi della Relazione nella sezione “Contributo di Arpac”:
- Presentazione dei dati ambientali pubblicati sul sito web agenziale.
- Rifiuti combusti nell’impianto ed energia prodotta.
- Tipologie di controlli: Acque superficiali; Acque sotterranee; Inquinamento elettromagnetico; Acque reflue; Rifiuti prodotti; Emissioni in atmosfera; Inquinamento acustico.
- Autorizzazione Integrata Ambientale AIA.
- Sistema di Monitoraggio in continuo delle Emissioni (SME): Verifica degli autocontrolli dell’inceneritore ad opera del Gestore; Relazione “semestrale” inerente al funzionamento dell’impianto;
- Focus sulle centraline della qualità dell’aria e sui deposimetri;
- Monitoraggio qualità dell’aria.
- Le fonti di emissione in atmosfera: Il monitoraggio della qualità dell’aria eseguito da ARPAC; I risultati del monitoraggio; Raffronto con le altre stazioni della conca aversana-acerrana-nolana.
- Prestazioni Ambientali Termovalorizzatore di Acerra – Indicatore emissioni in Atmosfera.
- Emissioni in atmosfera.
In questo quadro il DG Sorvino ha sottolineato un concetto: più si fa la raccolta differenziata e meno rifiuti dovrebbero arrivare all’impianto per essere bruciati: di conseguenza meno significativo sarà l’impatto dell’impianto, che comunque già oggi rispetta i limiti di emissione con la previsione di poter ulteriormente migliorare le performance ambientali.
ASL Napoli 2 nord. Ha fornito l’analisi dei dati derivanti dal Registro Tumori e dal Re.N.Ca.M. (Registro Nominativo delle Cause di Morte), relativi all’intero territorio di riferimento e in particolare al territorio di Acerra. Alla fine del paragrafo conclusivo, “Sintesi dei dati”, si legge: “Suddividendo l’intero periodo di studio in quinquenni, si osserva per i maschi del Comune di Acerra, nell’ultimo decennio di studio, un SMR che definisce un eccesso di mortalità per tutte le cause, pari al 23% per l’intervallo 2014/2018, per poi scendere al 9% nell’ultimo quinquennio di analisi (2019/2023). Parimenti per le donne acerrane l’ultimo decennio di studio (2009/2023) mostra per il quinquennio 2014/2018 un eccesso di mortalità rispetto al confronto aziendale del 20% per poi ridursi all’11% nell’ultimo quinquennio (2019/2023)”.
Regione Campania. Ha istituito l’Unità di Intelligenza Ambientale – UIA per “coordinare le azioni dei vari attori istituzionali coinvolti nel monitoraggio e nel controllo del territorio e dell’ambiente”. In questo quadro, il comune di Acerra è considerato come comune pilota.
Comune di Acerra. Ha avanzato le proposte così sintetizzate: “istituzione e insediamento organismo di controllo per la qualità dell’aria; allargare i parametri del monitoraggio delle emissioni del termovalorizzatore; verifiche sui metalli presenti al suolo; campagne di screening sanitario e comunicazione”.
Legambiente Campania. Ha proposto di diffondere la consapevolezza che, anche nelle migliori condizioni di funzionamento, gli inceneritori di rifiuti, tra cui quello di Acerra, emettono in atmosfera rilevanti quantità di inquinanti e che per ridurre i rischi ambientali e sanitari è necessario aumentare la raccolta differenziata.
Associazione Verdi Ambiente e Società APS Onlus e L’Altritalia Ambiente. Hanno svolto una serie di osservazioni, anche critiche, “in merito alle competenze e funzioni previste per l’Osservatorio”, “in merito all’acquisizione di dati di natura ambientale” e “in merito all’acquisizione dei dati di natura sanitaria”, manifestando infine “solidarietà per le comunità colpite così duramente dagli effetti di un persistente inquinamento delle matrici ambientali locali…”.
Sono state quindi elaborate alcune proposte, condivise da tutti i componenti dell’Osservatorio, di implementazione di attività coerenti con la mission dell’Organismo:
- Promuovere consapevolezza e trasparenza sulle emissioni dell’inceneritore di rifiuti di Acerra;
- Riduzione del ricorso all’incenerimento attraverso il potenziamento della raccolta differenziata;
- Potenziamento delle strutture Arpac preposte alle attività di monitoraggio e controllo delle emissioni in atmosfera dell’inceneritore;
- Approfondimento del monitoraggio dell’aria ambiente attraverso la speciazione delle Polveri sottili;
- Aggiornamento dello studio sulla dispersione degli inquinanti emessi in atmosfera dall’Inceneritore;
- Pubblicazione e divulgazione dei dati ambientali;
- Potenziamento degli screening sanitari.
