È una memoria tristissima, indignata quella odierna, 27 gennaio 2026. Indignata per l’ipocrisia e per il relativismo morale della sinistra italiana. Non di tutta la sinistra italiana, ma di buona parte sì. E lo scriviamo col cuore che sanguina, avendo dato la gran parte dei nostri giorni alla sinistra.
Ipocrisia: qualcuno che per anni ha organizzato o anche solo partecipato alle manifestazioni del Giorno della Memoria della Shoah, non se l’è sentita di disertare quelle di quest’anno. È dunque lì, presente col corpo, non con la coscienza. Le atrocità dell’IDF al comando di Netanyhau a Gaza lo ha indotto a gridare in piazza ‘Dal fiume al mare free Palestine’, che significa pulizia etnica ed eliminazione degli Ebrei dalla Terra Santa. A Torino e in altre città mentre scriviamo si stanno svolgendo, proprio nel Giorno della Memoria dello sterminio di sei milioni di Ebrei, manifestazioni pro-pal dalle forti tinte antisemite. E una parte della sinistra sta lì. Un’altra parte sta nelle manifestazioni istituzionali del ricordo della Shoah. Imbarazzata, ipocritamente silente rispetto alla crescente ondata antisemita che attraversa il nostro Paese.
Relativismo morale: abbiamo incontrato nei mesi scorsi tanti amici infuriati per Gaza, qualcuno ci ha tolto il saluto solo per aver tentato di dire ‘ma, il sette ottobre…’ Ed ora che il tiranno clericale di Teheran sta massacrando decine di migliaia di iraniani disarmati, desiderosi solo di uscire dal medioevo – trentamila assassinati in poco più di 48 ore – va di lusso se quegli stessi ardiscono scrivere qualche post sui social. Nessuna imponente manifestazione ‘Free Iran’, nessuna indignazione. Il sentimento viscerale anti-USA mette a tacere la coscienza. Il monaco barbuto di Teheran dà fastidio agli Americani, a Israele e all’Occidente e allora non diamogli fastidio.
Sinistra per molti, per troppi è sinonimo di ostilità all’Occidente, punto. La libertà, l’uguaglianza, i diritti civili vanno bene da noi se danno fastidio al nostro governo, all’Europa e all’Occidente; sono un bene voluttuario se li vagheggiano le vittime di Kamenei o di Maduro o di Putin.
Eppure oggi sarebbe il 27 gennaio, Giorno della Memoria della Shoah. Non ci arrivano notizie di iniziative di piazza della sinistra sventolante le bandiere di Israele o altri simboli dell’ebraismo. Non un ricordo delle vittime del sette ottobre. Solo pacate, imbarazzate riflessioni storiografiche sul secolo scorso. Che tristezza!
