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La latitanza dell’urbanistica

Piani Urbani Integrati

by Alessandro Bianchi
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Foto by Piloda Building

 

Piloda Building è, in ordine di tempo, l’ultimo gruppo imprenditoriale che comunica i progetti di rigenerazione urbana che sta realizzando, collocandoli in piena coerenza con la loro missione aziendale che così presentano: Piloda Building è la divisione del Gruppo specializzata in edilizia civile, infrastrutture e recupero del patrimonio architettonico. L’azienda combina know-how tecnico, capacità esecutiva e visione progettuale per offrire soluzioni funzionali, sostenibili e durature. Ogni intervento è seguito con un approccio integrato e diretto, garanzia di qualità e rispetto dei tempi.

Come loro, abbiamo visto muoversi in questa dimensione socio-imprenditoriale anche Coima (Porta Nuova a Milano e Caserma Guido Reni a Roma), Hines e Lamaro Appalti (Mercati Generali a Roma) per citare quelli di maggiore peso.

I progetti in corso di realizzazione che Piloda Building presenta sono ubicati in alcune grandi città italiane – Bologna, Genova, Messina, Roma, Napoli – e per ognuna il Gruppo ci spiega alcuni concetti fondamentali:

  • costruire città significa restituire dignità alle persone;
  • la rigenerazione del patrimonio storico come leva per creare nuove identità comunitarie, la nascita di economie locali sostenibili e, naturalmente, l’integrazione di tecnologie smart orientate alla riduzione delle emissioni.

Una vera lezione di urbanistica per le città del XXI secolo.

Ebbene, per argomentare sul difficile terreno del modo di pensare-pianificare-progettare-realizzare-gestire le città, bisognerebbe disporre dei dettagli degli interventi presentati, cosa che non sembra oggi possibile e quindi dobbiamo rimandare ad altra occasione di parlarne.

Ma quello che invece appare fin d’ora di una evidenza palmare è la latitanza dell’urbanistica, vale a dire di quella disciplina che ha come presupposto basilare l’appartenenza alle amministrazioni pubbliche, i Comuni in primo luogo, che hanno il diritto-dovere di decidere contenuti, modalità, tempi e costi dei processi di modificazione della città e delle sue diverse parti: si chiamano piani urbanistici.

E’ stato esercitato questo diritto-dovere a Roma, Milano, Napoli, Bologna, Genova Messina? E se si dove possiamo trovarne traccia? O dobbiamo rassegnarci all’idea che quei piani siano stati messi a punto dai gruppi immobiliari che abbiamo citato perché l’urbanistica è stata delegata-appaltata a loro?

Se così fosse, ed è così che appare, dovremmo trarre ben tristi conclusioni sulle prospettive delle nostre città – dei luoghi dove nasciamo, abitiamo, studiamo, lavoriamo, moriamo: in uno viviamo – lasciate in mano a chi, per sua natura, non può che considerarle terreno per affari, ammantati quanto vuoi di parole di circostanza.

E’ tempo che l’urbanistica esca dalla condizione di latitanza nella quale si è rinchiusa e riprenda il suo compito di disciplina al servizio della città e dei cittadini.

Quello che segue è un estratto del comunicato stampa di Piloda Building (NdR).

(…) Bologna, Genova, Messina, Roma e Napoli: cinque città, un’unica visione. Piloda Building – divisione di Piloda Group e player nazionale nella realizzazione di infrastrutture e costruzioni sostenibili – si conferma tra i principali protagonisti dei Piani Urbani Integrati (PUI), gli interventi del PNRR destinati alla rigenerazione delle periferie metropolitane tanto nell’ambito degli edifici civili e industriali, tanto nel restauro e la manutenzione dei beni immobili sottoposti a tutela, richiedendo competenze specifiche per beni culturali e vincolati, con requisiti di esperienza diversi e più stringenti per il restauro rispetto all’edilizia generale. Un risultato frutto di un approccio che mette la qualità della vita, l’inclusione sociale e la sostenibilità al centro del processo costruttivo. Commesse dal valore complessivo di oltre 162 milioni di euro.

(…) La partecipazione di Piloda Building ai progetti PUI rappresenta, in modo concreto, l’essenza stessa degli obiettivi del Piano: una riqualificazione urbana e ambientale capace di restituire valore agli spazi, un forte impulso all’inclusione sociale e ai servizi di prossimità, la rigenerazione del patrimonio storico come leva per creare nuove identità comunitarie, la nascita di economie locali sostenibili e, naturalmente, l’integrazione di tecnologie smart orientate alla riduzione delle emissioni.

È un approccio integrato in cui la costruzione non è mai il punto di partenza, ma l’ultimo tassello di una visione più ampia e profondamente umana: progettare luoghi che generino benessere, connessioni, possibilità. Spazi che non solo si abitano, ma che si scelgono — e che diventano motori di nuove opportunità di vita per intere comunità.

“I PROGETTI SELEZIONATI

BOLOGNA – Ex Scalo Ravone. Nasce il Parco della Memoria: 100.000 mq di cultura, sport e comunità. Entro il 2027 l’ex Scalo Ravone diventerà un grande distretto pubblico “car free”, totalmente ripensato per la socialità e la sostenibilità (…)

GENOVA – Palazzo Carpaneto, Palazzo della Fortezza o Villa Grimaldi, Voltini Ferroviari, Ex Magazzini del Sale. La cultura come motore di coesione sociale. A Sampierdarena, quattro interventi per quasi 10 milioni di euro stanno restituendo identità e funzioni a edifici storici e spazi urbani fragili (…)

MESSINA – Ex “Città del Ragazzo”. Un polo di inclusione sociale e sostenibilità per il futuro della città. Su oltre 43.000 mq, l’ex complesso storico di Gravitelli si trasforma in un moderno polo dedicato all’inclusione sociale nell’ambito del progetto “Dopo di Noi” del PNRR. Un valore della commessa di 27,8 milioni di euro (…)

ROMA – Santa Maria della Pietà. Il Parco della Salute e del Benessere: servizi, cultura e innovazione sociale. Con oltre 14,6 milioni di euro di investimento e conclusione lavori prevista nel secondo trimestre 2026, il Piano Integrato di Santa Maria della Pietà trasforma il complesso monumentale in un hub di benessere, cultura e servizi alla persona (…)

NAPOLI – Scampia, Riqualificazione urbana attraverso la realizzazione di un nuovo ecoquartiere nell’area dell’ex Lotto M (Restart Scampia). La più grande rigenerazione urbana della città: un ecoquartiere che unisce memoria e futuro per un valore degli interventi di Piloda Building di oltre 70 milioni. A Scampia, nel cuore di un territorio simbolo di Napoli, Piloda Building guida il più ampio intervento di trasformazione urbana previsto dal progetto “ReStart Scampia”. In particolare, la riqualificazione urbana attraverso la realizzazione di un nuovo ecoquartiere nell’area dell’ex Lotto M (…)

 

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