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Le guide turistiche di Pompei nel frullatore del mordi e fuggi

Un futuro da Deliveroo?

by Federico L.I. FEDERICO
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In questi giorni, Pompei antica per la prima volta è scossa da una questione di non facile soluzione. Quella posta, compostamente sinora, dalle decine di guide coinvolte in una ipotesi di riassetto delle funzioni che per il futuro non prevede spazio professionale per loro ma, forse, soltanto di subappalto se non addirittura di tipo “deliveroo”, ovviamente mutatis mutandis.

La figura della “guida degli scavi” era andata infatti consolidandosi e aggiornandosi – adeguandosi ai tempi ovviamente – per quasi un quarto di millennio a partire dal Grand Tour sette/ottocentesco. Che inserì Pompei tra le tappe irrinunciabili del Meridione d’Italia, dopo o, addirittura, insieme a Napoli, tappa già consolidata da un paio di secoli prima.

E’ appena un anno quello trascorso dalla scomparsa della “Guida delle Guide” pompeiane del dopoguerra: Giuseppe o “Pinuccio” Lindinerro, che era stato anche insignito del riconoscimento di “Cittadino Emerito” dal Sindaco Lo Sapio pochi mesi prima della sua morte. E non è frequente, certo, che una guida turistica raggiunga tali vette civiche. Ma la “guida” Lindinerro era, tra l’altro, laureato in lettere classiche presso l’Università di Napoli. E va detto anche che non sono pochi i laureati tra le guide di oggi che frequentano Pompei. Ci creda il lettore sulla parola, perché evitiamo di azzardare qualche nome, in quanto sicuramente ne trascureremmo più di qualche altro.

La “liaison” tra Pompei e le sue guide era un tempo molto forte, identitaria per molti versi. Poi, nell’ultimo ventennio, si era attenuata per sopraggiunte leggi regionali e nazionali che consentivano alle guide di “girare” sui vari monumenti e siti archeologici e oltre. Il rapporto storico di buona convivenza si era incrinato anche per una serie di attività, amministrative e tecniche del Parco Archeologico di Pompei, generate dalla difficile gestione dei grandi flussi turistici, sempre più declamati sulla stampa locale e nazionale. E i sempre più alti numeri dei visitatori – favoriti anche dalla impennata delle presenze turistiche a Napoli – si trasformavano a Pompei in interminabili code ai “botteghini” per i malcapitati turisti di tutte le latitudini.

Ricordiamo tutti e bene le foto irriverenti dei turisti martellati dal sole, le quali trovavano spazio in polemiche infinite e astiose sui social. Il biglietto nominale è stato il frutto del tentativo di dare soluzione al problema dei numeri elevati e della necessaria riorganizzazione degli ingressi turisti al Parco E le audioguide che si erano diffuse con l’aumentare dei flussi turistici, intanto svolgevano un ruolo di supplenza contestato da “destra” e da “sinistra”, in un mare magno agitato di posizioni diverse e anche collidenti, che si contendevano i flussi economici connessi in ricaduta a quelli turistici.

In breve: da due o tre anni Il Parco Archeologico ha cercato di dare risposta ai problemi ponendosi su nuove posizioni circa la gestione della bigliettazione d’ingresso, la quale ha trovato echi, non sempre favorevoli, in sede di contenzioso, fino al Tar della Campania. Intanto sono cambiati anche gli attori sulla scena Pompeiana, sulla cui ribalta – negli ultimi anni – sono arrivati Concessionari di grande rilievo, anche a livello nazionale.

A questi nuovi eventi e avventi si deve il rilievo assunto dalla “questione” delle Guide turistiche pompeiane che – una quindicina di giorni fa – hanno protestato in circa un centinaio a Porta Marina, cuore pulsante del mondo del turismo archeologico pompeiano dalla seconda metà dell’Ottocento. Inoltre, le Guide e le Organizzazioni che le rappresentano si sono poi riunite la scorsa settimana nella Sala del Consiglio Comunale presso il Palazzo Municipale De Fusco di Pompei, impegnandosi in un civile e ordinato dibattito sul problema insorgente che – secondo i rappresentanti delle Guide riunite – vedrebbe fatalmente in posizione dominante il Soggetto Concessionario, o non. Comunque, sicuramente, chi potrà allegare al biglietto di ingresso per i gruppi le varie guide turistiche in un “unicum” da definire, che per alcune “vecchie” guide prelude a una sorta di servizio di “deliveroo” centralizzato, per i gruppi turistici.

Alla fine della riunione le Guide Turistiche hanno ricevuto dal Direttore Generale Zuchtriegel – in risposta alle questioni poste – una sua disponibilità a trattare anche attraverso il Comune di Pompei che, però, si è sostanziata in questi giorni in un rifiuto ad accogliere all’interno della area demaniale la sede operativa delle Guide. Le guide turistiche – dunque – dovrebbero trovare la propria allocazione nelle aree comunali contigue alle entrate principali degli Scavi, scindendo così, definitivamente, il rapporto diretto tra Guide “Pompeiane” e gli Scavi di Pompei.

Si configura all’orizzonte una telenovela o un blitz?

 

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