Si è svolta lo scorso 20 marzo la cerimonia di apertura di Matera 2026, Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Quello che segue è l’intervento tenuto dalla Commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Suica.
Per migliaia di anni, questa città ha subito costantemente l’influenza delle culture Mediterranee, pur restando fedele a se stessa. E’ stata un punto chiave di connessione tra l’Antica Grecia e l’Italia. E’ stata un importante nodo commerciale ai tempi dell’Antica Roma. E’ stata un punto conteso nel Medio Evo tra Lombardi, Bizantini, Arabi e Normanni. E ha attraversato il Rinascimento sotto la guida degli Aragonesi. Questo passato riflette la storia del Mediterraneo. Rappresenta le tante influenze che ci arricchiscono tutti.
Ma in questa diversità, c’è anche della coesione. Gli stessi Sassi di migliaia di anni fa hanno visto le famiglie crescere durante tempi duri e guerre, così come in pace e nell’abbondanza. Hanno fatto fiorire una comunità: unita da uno spazio condiviso e da una cultura comune. Ed è questa comunità che ha trasformato Matera in una storia di successo.
Negli ultimi 70 anni, questa città è stata valorizzata fino a divenire un vero paradiso culturale. L’apice di questo lavoro di rigenerazione urbana, con il titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2019, ci dovrebbe ispirare tutti. E certamente ci ispira l’iniziativa di rendere Matera la Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Soprattutto perché questa trasformazione non ha mai perso di vista ciò che conta di più: tenere al centro la comunità.
In quanto ex sindaco di Dubrovnik, capisco bene l’importanza di questo focus. E lodo l’idea di essere davvero inclusiva, impegnata, e orientata alla comunità. Ho lavorato duro per portare questo orientamento nel mio lavoro attuale attraverso il Patto per il Mediterraneo, contribuendo a creare uno spazio Mediterraneo comune con tutti i nostri partner, su tutte le sponde del mare nostrum. Stiamo mettendo assieme delle iniziative concrete che mettono le persone al centro, investendo nella nostra prosperità condivisa e proteggendo la nostra sicurezza comune.
Il patrimonio culturale ha un ruolo chiave nel Patto. Prendete, ad esempio, lo sviluppo di una rete per promuovere il patrimonio culturale, le industrie creative, il turismo e lo sport. Conosciamo il potere delle reti e della cooperazione per dare impulso all’economia locale. Per dare voce agli imprenditori locali e ai creativi. Per lanciare gli artisti locali su mercati più grandi. Per allargare il bacino di utenza di Matera. Perché può esserci una comunità Mediterranea unita solo se le persone ne condividono i valori. Se le persone partecipano alla sua cultura. E all’educazione. Un’altra iniziativa chiave del Patto è l’Università del Mediterraneo, che crea programmi comuni e supporta la mobilità di studenti e insegnanti in tutta l’area. Questi contatti interpersonali sono fondamentali per noi, per sviluppare la comprensione reciproca. Ma rappresentano anche un potenziale enorme per creare ricchezza per tutti noi – sviluppando i saperi di cui ha bisogno l’economia locale.
Matera svetta come esempio di quanto si possa migliorare se si sviluppano i legami tra le persone, i loro spazi e le loro storie. Tutto ciò è ancora più importante ora che il mondo sta diventando più frammentato. Perché è solo restando uniti, sviluppando legami veri, che possiamo conservare ciò che conta di più per noi.
Quindi, è giusto che Matera sia oggi un caso esemplare per il nostro lavoro nel Mediterraneo. E sono orgogliosa di vedere che questa iniziativa unisce Matera con Tetouan, in Marocco. E’ un’autentica ispirazione vedere che artisti e creativi riescano a creare un ponte tra i popoli del Mediterraneo. Dopo tutto, è nel DNA di Matera. E’ ciò che attira tutti a visitare questa bellissima città.
Spero di vedere l’iniziativa delle Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo crescere grazie allo sforzo impagabile dell’Unione per il Mediterraneo e della Fondazione Anna Lindh. Perché i buoni esempi e il lavoro eseguito magistralmente meritano di essere condivisi con il mondo.
