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Al nuovo Sindaco Pompei chiede gli straordinari

Occorre il rilancio dell’intesa tra i Tre Tenori

by Federico L.I. FEDERICO
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Con questo articolo concludiamo la trilogia dedicata al prossimo Sindaco della Città di Pompei. Ebbene, uno dei compiti prioritari per il nuovo Sindaco di Pompei – che sarà eletto tra un paio di mesi, in questa primavera del 2026 – dovrà essere quello di portare a termine l’acquisizione del grande fabbricato detto Istituto “Sacro Cuore” di Piazza Immacolata, nel centro Città ma di fronte agli Scavi di Pompei.

Questa acquisizione sarebbe consentita da un “tesoretto” di una ventina di milioni di euro disponibile nelle Casse Comunali, come ha ripetuto lo scomparso Sindaco Lo Sapio più volte, pubblicamente, anche in presenza dell’Arcivescovo Prelato Mons. Tommaso Caputo, che ne rappresenta la Proprietà santuariale.

Al nuovo Sindaco toccherà anche, dunque, di arrivare all’acquisizione del grande edificio del Santuario pompeiano, che vanta ben oltre una decina di migliaia di metri quadrati di solai su cinque livelli. Il suo cambio amministrativo di “destinazione di uso” urbanistico, da Orfanotrofio a qualsiasi altra funzione, costerebbe circa cinque milioni di euro, a qualsiasi altro soggetto che non sia il Comune di Pompei, oggettivamente avvantaggiato.

Il fabbricato dell’Istituto “Sacro Cuore”, di vaste proporzioni – una volta struttura ospitale per circa centottanta minori i quali, assistiti da Suore, frequentavano Scuole Materne ed Elementari – oggi è abbandonato. Ma fu uno tra gli obiettivi di Antonio Bassolino, quando era Presidente della Regione Campania, per il suo riuso in chiave turistica. Poi il vento cambiò.

Il “Sacro Cuore” potrebbe oggi diventare una preziosa risorsa, oltre che per il Comune di Pompei – che vi potrebbe sistemare un Polo Museale Pompeiano civico e un’area EXPO’, utile per il Parco Archeologico e gli Scavi frontistanti – anche per il non lontano Santuario. L’edificio diventerebbe così uno straordinario contenitore di eventi e funzioni di livello internazionale. E potrebbe ospitare la sede della già esistente “Fondazione Pompei”, il cui Consiglio di Amministrazione andrà popolato di persone all’altezza del nome di Pompei nel mondo, con un Presidente di assoluta caratura internazionale, capace di attrare risorse per la Fondazione.

Tanto mi dà tanto, insomma, per essere chiari.

 

 

A questo punto, per aprire nuovi scenari riprendo però quanto scrivevo nel 2024, nella Seconda Edizione, ampliata, del mio libro dedicato a “Pompei nel dopoguerra”: …presto – per encomiabile intesa tra Comune e Parco Archeologico di Pompei – si aprirà un parco urbano pubblico lungo la fascia pomeriale contigua all’Anfiteatro Pompeiano. Ma, se le tre Pompei trovassero una intesa più ampia nell’interesse di tutti, allora la utilizzazione turistica e pubblica dell’area contigua (…) utile alla collettività, che potrebbe godere di un’area urbana fondamentale, “cerniera” tra le tre Pompei, dove esse sono fisicamente a contatto.(…) un’area capace di ricollegare le zone situate a alle spalle delle opere pie del Santuario e accanto agli Scavi di Pompei, le quali furono tagliate in due dal tracciato ferroviario della Circumvesuviana nei primi anni del Novecento e mai più riannodate al centro urbano.

Per parlar chiaro, potrebbe ritornare in qualche modo di attualità – opportunamente rivisitata e corretta per le esigenze odierne – la tanto contrastata Circumarcheologica… la strada-parco che fu finanziata per circa sessanta miliardi di vecchie lire nel 1985 (una immensità per allora), ma divenne la grande occasione perduta per Pompei!

A fronte di tali prospettive “a tre dimensioni”, il nuovo Sindaco dovrà ridare vita al Trio dei Tre Tenori delle tre Pompei, riallacciando i rapporti curati prima dallo scomparso Sindaco Lo Sapio – sfilacciatisi ma non spezzatisi al momento del Vincolo BBCC sulla Piazza Santuario, oggi Piazza San Bartolo Longo – con il Direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel e il Prelato Pontificio Mons. Tommaso Caputo. E con chi a loro succederà in futuro.

Così facendo, il Parco Archeologico di Pompei potrebbe trovare nei vasti ambienti del fabbricato adeguati spazi per funzioni espositive, abbandonando il necessitato riuso degli spazi antichi – a resa non sempre ottimale, come nel caso della Palestra Grande e dello stesso Antiquarium pompeiano – difficile, nonostante gli sforzi dei curatori.

In più, esposizioni e mostre innescano picchi eccessivi di visitatori all’interno degli Scavi. E ciò succede sempre, come è noto.

 

 

Da parte sua, altrettanto potrebbe fare il Santuario di Pompei, riproponendo al mondo cattolico e non, la figura di San Bartolo Longo, l’avvocato dei Figli dei carcerati, l’autore delle Opere Pie Pompeiane e del Santuario Mariano oggi conosciuto nel Mondo intero, il visionario manager della modernità religiosa, divenuto Santo delle Chiesa Universale, in ottobre dello scorso anno 2025.

E a tal proposito, chiudendo l’articolo, ci sembra doveroso ricordare la figura di un vescovo che già oltre venti anni fa, nei primi anni del Duemila, a Pompei, proponeva un grande rilancio dell’allora ancora funzionante Istituto Sacro Cuore, attraverso una ripartizione della sua enorme volumetria tra le tre Pompei, in una grande, multipla e feconda narrazione espositiva storica, archeologica e religiosa di Pompei, città una e trina.

Si tratta di Domenico Sorrentino, figlio di questa Terra Vesuviana – uomo vicino a Papa Wojtyla e acuto studioso del Cattolicesimo e della Economia tra l’Otto e il Novecento in Italia – già vescovo di Pompei e, poi, vescovo di Assisi per circa un Ventennio, oggi Vescovo emerito. Il suo motto per Pompei, stimolante e contagioso, era questo: DUC IN ALTUM!!! Ma la Politica politicante, disarcionata e surrogata da Commissari Prefettizi più ottusi e famelici dei politici, non ascoltò, incapace di cogliere messaggi di grande respiro.

Ci fermiamo qui, perché non ci resta, dunque, che augurare buon lavoro al nuovo Sindaco… anche con gli straordinari necessari.

(fine)

 

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