«Dopo l’uscita di Lo Stronzo Geniale è successa una cosa bella e inattesa: molte persone hanno cominciato a raccontarmi le loro storie d’amore. Quasi sempre erano storie nate male o finite peggio. Storie di attese, illusioni, compromessi, piccole umiliazioni quotidiane. Le porto ancora tutte con me e La meccanica delle ragazze nasce anche da lì. Quelle storie meritavano qualcosa di più di un’analisi. Meritavano dei personaggi, un’ambientazione, una notte in cui tutto può succedere, cambiare o rompersi definitivamente. Ho voluto tornare alle tematiche di identità, manipolazione, dinamiche affettive, ma attraversandoli dentro una storia, con una protagonista viva, contraddittoria e imperfetta, e una tensione narrativa che usa le relazioni sentimentali per parlare anche di valore, potere, desiderio e paura di non essere mai abbastanza. È un romanzo che parte dall’amore moderno, ma non si ferma lì».
