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“Non è un gioco, è azzardo”, di Stefano Vaccari

il grido d’allarme tra famiglie in ginocchio e infiltrazioni mafiose

by Caroline Abeille
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Si è tenuta ieri, nel suggestivo salone della Chiesa di San Giorgio Maggiore in Via Duomo, la presentazione del libro del deputato del PD Stefano Vaccari: “Non è un gioco, è azzardo” (Futura Editrice), con la prefazione del Cardinale Matteo Maria Zuppi. Un dibattito intenso sul costo sociale delle dipendenze, sull’usura e sull’ipocrisia del “gioco responsabile”. Un’emergenza che morde il tessuto sociale della città, distrugge famiglie e apre la strada ai tentacoli della criminalità organizzata.

Il costo sociale e la piaga dell’usura. Il libro accompagna il lettore dentro i meccanismi perversi di un business che miete vittime soprattutto tra le fasce più deboli e vulnerabili. Come ammoniva già Luigi Einaudi definendo il gioco come «la tassa sugli stupidi», l’azzardo rappresenta oggi una vera e propria tassa sulla disperazione. Le conseguenze non sono soltanto psicologiche e relazionali: le famiglie si ritrovano letteralmente rovinate, risucchiate in voragini finanziarie che spingono inevitabilmente i giocatori tra le braccia dell’usura.

L’ombra delle mafie e l’ipocrisia del “gioco responsabile”. Dietro la facciata patinata e normalizzata delle scommesse si muovono interessi colossali. Le mafie trovano nell’azzardo un canale formidabile per il riciclaggio di denaro sporco, garantendo persino il pagamento immediato delle somme vinte e stringendo un cappio soffocante attorno all’economia reale. Nel corso del dibattito è emersa con forza la denuncia contro l’ipocrisia del “gioco responsabile”, uno slogan spesso utilizzato per lavare la coscienza collettiva mentre si alimentano dipendenze devastanti. Come sottolineato dall’autore, «senza una cultura della responsabilità, i limiti non bastano».

La risposta della politica e l’impegno di “Mettiamoci in Gioco”. L’incontro di ieri non si è limitato a fotografare la crisi, ma ha tracciato una rotta precisa. La politica e le Istituzioni hanno il dovere morale di intervenire drasticamente per ridurre l’offerta di gioco, arginando una diffusione ormai pervasiva. Un segnale concreto in questa direzione arriva anche dal libro stesso: l’intero ricavato delle vendite sarà infatti devoluto alla campagna nazionale “Mettiamoci in Gioco”, da anni in prima linea nella prevenzione e nella sensibilizzazione.

I lavori, introdotti dai saluti di Padre Carmelo Raco (parroco di San Giorgio Maggiore) e coordinati dall’avvocato Vincenzo Esposito, hanno visto la partecipazione dell’autore insieme a figure di primo piano del panorama istituzionale e sociale campano: Massimiliano Manfredi (Presidente del Consiglio regionale della Campania), la giornalista Rosaria Capacchione, Anna Ceprano (Presidente di LegaCoop Campania) e Nello Tuorto (Presidente di Finetica Ets).

Quando l’azzardo si sostituisce alla speranza, la risposta non può che essere corale: prevenzione culturale, repressione rigorosa delle illegalità e protezione delle vittime. Un impegno che, da ieri, ha trovato a Napoli una nuova e forte cassa di risonanza.

 

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