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Animali a Milano

by Luca Rampazzo
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Approvato la settimana scorsa, il nuovo regolamento comunale sul benessere e la cura dei quattro zampe è un inno alle buone intenzioni. Molto più articolato del precedente, si presta ad una revisione dell’idea che abbiamo dei pelosetti in nostro o altrui possesso. Con una precisa cura dedicata ai meno fortunati. A quattro zampe, quelli a due sono rinviati alla prossima volta. Però nel lodevole tentativo di dare una zampa a tutti, alcune novità sono particolarmente rilevanti. E così abbiamo drizzato le orecchie, preparato il nostro fiuto e ne abbiamo selezionate alcune per voi.

Nessuno mette babe in un angolo

La vita delle aragoste finisce sempre male, quando vengono catturate. Certo, questo vale per quasi tutti gli abitanti del mare fuori dal cast de La Sirenetta. Ma le aragoste se la vedono particolarmente brutta. Così si è deciso di dare loro almeno un’ultima chance di vendetta. Ai pugnaci crostacei non verranno più legate le chele. Ed ora vediamo chi è il grand’uomo! Inoltre, se pensate che gestirle sia abbastanza pericoloso già solo nel raccoglierle e tuffarle nell’acqua bollente, il Consiglio Comunale ha un’altra sorpresa in serbo per voi: va uccisa PRIMA. Finché si può ancora difendere. Altrimenti non è mica valido. Ed ora vediamo chi vince.

Natura sì, ma un po’ di pudore!

Sì tutto bello e tutto giusto: ma Pippy il Pitone, se proprio deve alimentarsi (e di norma una volta al mese lo fanno anche loro, povere creature) ed il proprietario decide di farlo divertire un po’, dandogli cibo vivo, non lo può fare in pubblico. Non è, al momento, chiaro se la cosa si estenda anche a Froggy la rana quando si nutre di scarafaggi o Taranty la tarantola, ma il regolamento è draconiano. Niente pasti in pubblico. Ovviamente alle previsioni normative sfuggono i gatti randagi, con le quotidiane (inutili) stragi, visto che vengono alimentati da solerti volontari. Ma il gatto, dopotutto, è cacciatore impenitente. Ed al Consiglio sta bene, ma il pitone no. Pippy può mangiare, ma non esseri ancora viventi. Solo surgelato per lui, se mangia fuori.

Diritto alla casa (dei rondoni)

In caso di ristrutturazione edilizia vanno, qui direi ovviamente e senza dubbio possibile, salvaguardati i rondoni. Dove possibile i loro nidi vanno salvaguardati, probabilmente togliendoli e rimettendoli. Con cautela ed estrema attenzione. Stessa attenzione va riservata alle colonie feline. Abbiamo visto tutti gli Aristogatti e sappiamo quanto sia importante che degli animali divenuti gregari solo per la pressione umana mantengano questi legami. Sulla cui naturalità a lungo si potrebbe discutere, ma non è il caso di porsi troppi dubbi. La casa è un diritto. Per tutti.

No all’accattonaggio col criceto nano

Il triste fenomeno della richiesta di denaro con il furetto americano, la nutria domestica o il coniglio da allevamento doveva finire, prima o poi. Una così grande piaga, estesa anche al criceto nano, incolpevole vittima dell’umana avidità, non poteva restare impunita. Pure se nessuno di noi aveva mai visto altri animali al seguito di cani di varia taglia, sappiamo tutti quanto deleterio possa essere accattonare con un’iguana. Così da oggi è vietato chiedere l’elemosina se non con i cani. Ma mica tutti eh. Solo quelli che siano anche compagni di vita. Cosa che va comunque accertata dalla polizia locale. Non vedo l’ora di assistere ad un interrogatorio canino, deve essere un’esperienza emozionante a dire poco.

A cena col ratto

Infine, si potrà portare nei locali pubblici i piccoli animali di affezione, con regole precise e dettagliate. Non vedo l’ora di vedere orgogliose signore impellicciate entrare al ristorante con il piccolo Ratatouille e la sua nuova pettorina per gustare un pranzo assieme. Il criceto nano forse avrà una palla dedicata all’occasione. Forse il solo coniglio sarà escluso. Ok la fiducia, ma a volte anche la prudenza non dovrebbe essere messa da parte.

Ovviamente ci sono anche altri provvedimenti, ma ne hanno parlato tutti. Noi ci volevamo concentrare sul ratto a cena che osserva l’aragosta combattere all’ultimo sangue col cameriere, dopo che gli operai hanno rimesso a posto un nido di rondoni. Il tutto, mentre un mesto clochard annega nel bere l’infamia del suo loppide che l’ha vilmente rinnegato cedendo sotto interrogatorio, senza nemmeno potersi consolare con il proprio criceto nano, che deve tenere nascosto. Salvo quando entra al Mcdonald’s. Là è libero di girare con il suo amichetto. Che, al contrario del cane, non lo tradirà per due crocchette.