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CITTA’ E CRISI CLIMATICA

Quaderno n. 3 de la Fenice Urbana

by Alessandro Bianchi
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Il prossimo 8 ottobre, nella Sala convegni di Unitelma Sapienza di Roma (P.zza Sassari 4, ore 16.00) si terrà la presentazione del Quaderno della rivista La Fenice Urbana dedicato a “Città e crisi climatica”. Gente e Territorio, che condivide con La Fenice Urbana la responsabilità della direzione, pubblica un estratto della relazione introduttiva – “Le città alla sfida dei cambiamenti climatici” – scritta da Alessandro Bianchi.

 

Avevamo in programma di dedicare un Quaderno a “Città e cambiamenti climatici”, ma non potevamo sapere che sarebbe stato il clima in persona a rendere la questione di estrema attualità  mostrandoci in modo eclatante alcune delle conseguenze che possono derivare dai suoi cambiamenti: dalla terrificante frana-alluvione in Nepal, alla più torrida estate europea del secolo, all’anomala tromba d’aria a Cremona – per passare dall’intero mondo al ristretto di casa nostra –  fenomeni di tipo diverso, di inusitata dimensione e di anomala frequenza.

Sicché siamo qui a parlarne a partire dall’avvertenza che quella che stiamo vivendo in questi giorni non è affatto una condizione straordinaria, al contrario è l’anticipazione della condizione che vivremo normalmente negli anni a venire – semmai di maggiore virulenza – dato che i cambiamenti climatici sono un fenomeno immanente nel mondo attuale.

Lo conferma non solo l’evidenza dei fatti ma il parere unanime del mondo scientifico, al quale ormai non crede solamente un manipolo di negazionisti asserragliati nella Casa Bianca, oltre ai vari accoliti sparpagliati nel mondo a difesa degli interessi delle società petrolifere.

Con il Quaderno 3 proviamo ad affrontare questo complesso tema partendo dalle questioni di portata generale relativi al rapporto crisi climatica-transizione energetica, centrando poi l’attenzione sulle implicazioni per le città a seconda di dove sono ubicate, come sono progettate e costruite, come vengono usate, come sono governate. Tutte questioni che hanno a che fare con la qualità della vita che le città consentono ai loro abitanti, nei casi estremi con la loro stessa sopravvivenza.

Abbiamo affrontato questa ampia e complessa problematica partendo dalle questioni generali – cause della crisi, fenomeni emergenti, transizione energetica, politiche europee e italiane – per centrare poi l’attenzione sulle specifiche questioni urbane, riguardanti sia l’abbattimento delle emissioni climalteranti, sia la mitigazione degli effetti sulla struttura e la forma delle città.

Naturalmente sia i fenomeni che le loro conseguenze sono molto diversi a seconda delle diverse aree del pianeta che prendiamo in considerazione; della loro dimensione dai piccoli centri urbani alle megalopoli; delle caratteristiche ambientali, insediative e infrastrutturali; di ogni altro fattore peculiare del contesto in esame.

Nel Quaderno 3, dopo aver inquadrato le questioni generali abbiamo fatto riferimento all’Europa, alle politiche in atto in alcuni dei suoi principali Paesi e alle peculiarità della condizione urbana delle città italiane.

Sulle questioni generali

Per le questioni generali abbiamo voluto, anzitutto, ricostruire un quadro della lunga e complessa vicenda dell’intreccio tra crisi climatica e transizione energetica (Una lunga e controversa vicenda, di Angelo Consoli) cui si affianca una accurata disamina dello stato di attuazione del PNACC-Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (Le politiche per il clima in Italia, di Francesco Alessandria).

Poi un’attenzione particolare abbiamo dedicato alla forma di energia che sembra rappresentare attualmente la frontiera più avanzata della transizione energetica – l’Idrogeno (La frontiera dell’idrogeno, di Anna Maria Glorioso Fogheri) – e a seguire una nota sul tema del nucleare di fusione (Energia da fusione, da promessa scientifica a industria, di ENI e UK-Atomic Energy Authority.

Su città e clima

Sulle questioni più strettamente attinenti alle città, trattandosi del centro tematico della rivista, gli scritti sono numerosi e coprono uno spettro ampio di argomenti a partire da come la questione urbana si pone in Occidente dalla metà del XVIII secolo in poi (La calda notte delle città, di Benedetto Todaro). A seguire ampie riflessioni sulla necessità che nelle città si pratichi congiuntamente la mitigazione e l’adattamento (La città adattiva, di Piergiuseppe Morone e Alessandra Alfino); sulle modalità e le tecniche con cui l’architettura può affrontare la crisi climatica (Architettura contro crisi climatica, di Mario Panizza);  sul pressante invito a “coabitare” a scala planetaria (Coabitiamo: imperativo presente, di Alessandra Ghisalberti e Federica Burini); sulla complessità del clima urbano (Città e cambiamento climatico globale, di Simone Fattorini); sulla condizione delle abitazioni (La sostenibile leggerezza dell’abitare, di Annalisa Galante); su come incorporare il tema del verde nelle politiche urbane (In arboricoltura uno non vale uno, di Francesco Ferrini); sulla pianificazione dei sistemi ecologici (I Piani Urbani della Natura, di Stefano Biagiotti); sul ruolo della biofilia nella cultura dell’abitare (La città che rigenera, di Silke Krawietz).

Infine un forte richiamo al tema della mobilità urbana come uno dei principali fattori climalteranti (Mobilitaria 2026, di Kyoto Club e Dipartimento CNR)

Un saggio storico evoca una serie di episodi climatici di glaciazione che hanno interessato alcune grandi città europee nell’arco di 500 anni (La piccola glaciazione: l’Europa tra 1350 e 1850, di Andrea Spiriti) mentre alcuni casi di studio riferiscono di particolari realtà urbane: Salerno (Tra territorio e transizione energetica, di Andrea Cioffi e Dario Renda); Roma (Il Municipio 3 di Roma Capitale, di Stefano Aragona); Napoli (Napoli e il verde, di Giovanni Squame).

I Dossier predisposti dalla Redazione illustrano le politiche in materia di transizione energetica di alcuni dei principali Paesi europei: Germania, Spagna, Francia e Grecia.

Infine le interviste: a Pier Virgilio Dastoli su come si sta muovendo in questo campo l’Unione Europea e ad Alfonso Pecoraro Scanio sulle sue esperienze in questo campo.

 

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