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Contrordine: Bosco chiuso

by Redazione
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Non abbiamo fatto in tempo a dare la notizia della riapertura del Real Bosco di Capodimonte, con tanto di plauso per il direttore Bellenger, che ora ci tocca dirvi che ha chiuso.

Ma come così, dopo un paio di giorni? Cose che capitano a Napoli e che non dovrebbero stupirci. In effetti la gente non ci è sembrata stupita, magari seccata, ma non stupita. E’ infatti abituata ai sedicenti grandi uomini (grandi amministratori, grandi politici, grandi dirigenti, grandi direttori) che spacciano normali e dovuti atti (fanno semplicemente il lavoro per il quale gli paghiamo lo stipendio) per chissà quali iniziative rivoluzionarie da Guinness dei primati.

Pare che la chiusura sia dovuta al mancato accordo sindacale sui controlli di sicurezza. Bellenger, vista la ressa, avrebbe voluto piazzare vigilanti privati all’interno del Bosco e i sindacati gli hanno risposto picche. Quindi ha chiuso.

Alla fine la colpa di chi è? Ma dei Napoletani che non rispettano le regole ovviamente. Mica di chi aveva il dovere di organizzarsi per tempo.

Forse la polemica sindacale sarà davvero pretestuosa, non sappiamo, e certamente il Bosco sarà stato preso d’assalto, ma prima di aprire il direttore non aveva predisposto tutto il necessario? No? E allora perché ha riaperto? E ora si cerca di far passare il messaggio che sono i lavoratori causidici e i cittadini disobbedienti ad avergli messo i bastoni fra le ruote.

Questa è Napoli ragazzi.

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