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Giuseppe Cristoforoni e la sua “Napoli ad occidente”

by Flavio Cioffi
Giuseppe Cristoforoni

Come al solito, Giuseppe Cristoforoni nei titoli dei suoi libri promette meno di quello che poi realmente offre. “Napoli ad occidente. Bagnoli e dintorni nel tempo in 800 cartoline d’epoca”, appena edito da New Media, non è solo un percorso dei luoghi per immagini. A meno che per luoghi non si voglia intendere, oltre allo spazio fisico, anche il complesso intreccio delle vicende storiche, politiche e sociali che lo hanno animato e modificato. A meno che nel concetto di immagini non si facciano rientrare anche le suggestioni di un racconto storico venato di qualche nostalgia, di un’analisi critica garbata ma netta, di un impegno civile costante. Non a caso L’Autore cita Gramsci e il suo “Odio gli indifferenti”. E Giuseppe Cristoforoni indifferente non è mai stato. Architetto ambientalista, come lui stesso ama definirsi, si è da sempre occupato di Bagnoli e di Italsider. Professionalmente e sotto il profilo dell’impegno politico e dell’attivismo territoriale. Prima di questo, ha pubblicato “Bagnoli ieri e oggi” e “Sblocca Italia – Sblocca Bagnoli”.

Però le immagini in senso stretto ci sono, davvero molto belle, e rappresentano la cifra comunicativa e stilistica caratterizzante del libro. 800 cartoline d’epoca, come detto, di cui ben 740 dalla collezione personale dell’Autore. Una serie di fotogrammi che si può scorrere quasi come un film, oppure soffermarsi su quelli che ci colpiscono di più. Guarda, hai visto com’era qui? Mamma mia, te lo ricordi il tram a La Pietra? E Nisida, quasi la stessa in apparenza. La Pietra, Piazza Bagnoli, Coroglio, il Virgiliano. Poi giù a Piazzale Tecchio con la Mostra d’Oltremare e l’Edenlandia, Agnano con le Terme e l’Ippodromo, Pozzuoli. Cronaca visiva di trasformazioni urbane.

Ma appunto non solo visiva. Il racconto oleografico è intervallato, in qualche modo intrecciato, da una narrazione storica dell’evoluzione socioeconomica, politica e ambientale di tutta l’area e non solo. Il racconto degli ultimi dieci anni diventa inevitabilmente cronachistico, tambureggiante. Sembra lasciar cadere una domanda, pur senza avanzarla esplicitamente: qual è adesso l’idea di sviluppo sostenibile per Bagnoli e, di conseguenza, per l’intera città? Una risposta, per niente rassicurante, può venire dalla lettura attenta di uno dei capitoli del libro, quello intitolato: “Cronologia dei fatti dell’Ilva”. Un’elencazione critica di avvenimenti che a tratti fanno rabbrividire.

In conclusione, prendiamo a prestito le parole di Giuseppe Cristoforoni: “Le conclusioni si demandano al Lettore!”

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