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Voglio un Mondo pulito: i giovani di Salerno che amano l’ambiente

by Federica Inverso

Quasi trenta tonnellate in due anni e pochi mesi: tanto pesano tutti i rifiuti raccolti dai ragazzi di Voglio un Mondo Pulito a Salerno. Si potrebbe quasi parlare di normalissimi eroi di tutti i giorni. Volontari che, armati di mascherina, pinze, guanti e palette, si danno appuntamento fisso, dal 2019, alla lotta contro il degrado. In prima linea per la difesa dell’ambiente, organizzano dei clean up nei luoghi del cuore della loro città per cercare di ridare decoro a litorali e quartieri, troppo spesso ostaggi del “sacchetto selvaggio” e dall’abbandono.

“A Salerno, in alcune zone, è terra di nessuno”. Racconta Francesco Ronca, fondatore dell’associazione (“sono Ciccio”, sottolinea). Non si aspettava di avere così tanto seguito: «Ho iniziato da solo, volevo sporcarmi le mani e cercare di migliorare la situazione. Troppe volte ho sentito dire ‘qualcuno dovrebbe attivarsi e fare qualcosa’, ho deciso di essere quel qualcuno, sono sempre stato un ragazzo di fatti”.

In poco tempo la sua iniziativa è diventata un vero e proprio movimento che ha coinvolto sempre più giovani, anche di altre nazionalità, soprattutto grazie all’importante seguito ottenuto sui social. E’ nato così il gruppo di Voglio un Mondo Pulito il 6 marzo di due anni fa: dalla necessità di un intervento ambientale che mira ad un grande sogno. E’ iniziato tutto sulla spiaggia di via Salvador Allende, lungo la litoranea di Salerno, una discarica a cielo aperto a pochi passi dal mare. Da pneumatici a bottiglie di detersivi, da siringhe a vecchi rullini fotografici, su quella spiaggia i ragazzi hanno trovato di tutto. E nonostante i continui interventi, il luogo continua a rimanere tappa fissa di incivili.

Perché di questo si tratta, come sottolinea anche Ciccio, “di persone che non si preoccupano di un bene comune”. La vita di Ciccio ora si divide tra i clean up mattutini e il suo lavoro al pub, ma il ragazzo crede davvero nella sua associazione e punta a farla diventare una realtà lavorativa. La testimonianza dell’impegno che Ciccio e il suo direttivo mettono in “Voglio un Mondo Pulito” si vede anche dai tanti progetti messi in campo.

“Dal letame nascono i fior”, avrebbe cantato De Andrè, e dai rifiuti nascono anche opere d’arte. Così, con tante vecchie capsule di caffè raccolte, l’artista salernitano Stefano McNenya Santoro ha realizzato una raffigurazione: un’ape in 3D che sarà venduta allo scopo di donare un’arnia urbana al Giardino della Minerva di Salerno. L’iniziativa “Save Bee Queen” è stata organizzata dalla consigliera comunale Sara Petrone e promossa da Legambiente. In tanti, insieme ai volontari di Voglio un Mondo Pulito, hanno collaborato alla realizzazione del progetto, tra cui la Fondazione Comunità Salernitana, Hobos Factory e La corte Apicoltura.

E con il Covid-19 come si fa? Questo nemico invisibile ha certamente inferto una dura battuta d’arresto all’associazione, costringendo i tanti volontari a deporre le pinze durante il lockdown. Ciccio sperava che alla riapertura non ci fosse tanto bisogno di loro, ma il Coronavirus non ferma i rifiuti e l’abbandono “e alle bottiglie di plastica si sono aggiunti i guanti e le mascherine”. Da quando la distanza sociale è diventata una prerogativa imprescindibile degli incontri in presenza, anche la loro modalità d’azione è cambiata. Niente grandi gruppi per clean up collettivi settimanali ma uscite giornaliere con pochi seguaci. Pochi ma spesso, insomma, per non lasciar mai passare un giorno senza aver fatto qualcosa. Azioni concrete ed un impegno costante che testimoniano quanto “Voglio un Mondo Pulito” non sia solo un nome per i ragazzi dell’associazione, ma un obiettivo da raggiungere.

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