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I trasporti in città visti dalla Napoli Holding. Intervista al presidente Manzo

by Flavio Cioffi

La Napoli Holding è il “braccio operativo” del Comune di Napoli per l’indirizzo e il controllo sul sistema delle società partecipate. Ad oggi, questo significa ANM, cioè bus, metro e sosta. Una bella fetta della nostra mobilità quotidiana, sofferta. Il presidente è Amedeo Manzo, che presiede anche la Banca di Credito Cooperativo di Napoli.

A cosa serve, concretamente, la Napoli Holding?

Nasce da un progetto che in Italia rappresenta probabilmente un unicum. Il Comune le ha attribuito una funzione di gestione e di efficientamento attraverso la partecipazione diretta alle società specializzate nei singoli servizi. Rifiuti, trasporti, manutenzioni di immobili e via discorrendo. Con il precipuo obiettivo di migliorarne il funzionamento sia sotto il profilo dei costi, sia enfatizzando i ricavi, sia esercitandone il controllo e l’indirizzo.

Un potere enorme.

Il potere è dettato dalla necessità di essere efficienti. Non è più possibile portare avanti ideologie strategiche che non prevedano bilanci sani e l’applicazione dei più elementari criteri finanziari. Per offrire buoni servizi, in ogni ambito, è necessario avere prima bilanci virtuosi. Quindi, una capogruppo che indirizzi le politiche gestionali e di bilancio, rappresenta un’idea intelligente.

Per il momento, però, è stata acquisita solo ANM. Quando sarà la volta di Asìa e di Napoli Servizi?

Dopo la mia nomina, nel luglio 2017, abbiamo riformulato gli statuti adeguandoli a quanto previsto dalla legge Madia. Poi le esigenze di salvataggio dell’ANM mi hanno impedito di dedicarmi compiutamente alle altre società. Ora, con l’ammissione al concordato, auspicando che lo stesso venga omologato, potremo occuparcene. Il primo trimestre 2019 sarà molto importante anche sotto questo profilo.

La Napoli Holding ha funzioni di Agenzia Territoriale per la Mobilità. Cosa significa?

Che il Comune le ha affidato la gestione del contratto del Trasporto Pubblico Locale che la Napoli Holding ha, a sua volta, affidato, a valle di una gara, ad ANM. Naturalmente è previsto il monitoraggio, quantitativo e qualitativo, tanto è vero che i 56 nuovi autobus sono stati acquistati da NH e successivamente consegnati, con un contratto di comodato gratuito, ad ANM. Il tutto dopo che il Comune aveva acquisito i fondi PON senza incidere sulle tasse comunali.

Veniamo al concordato ANM.

Abbiamo ottenuto un risultato straordinario, a valle di un lavoro durato un anno. La domanda di concordato è stata formulata il 22 dicembre 2017 grazie ad una squadra di esperti importanti, credo i migliori d’Italia. Ernst & Young con l’avvocato Marotta, Del Duca ed altri, che hanno potuto avvalersi successivamente dell’opera della PricewaterhouseCoopers, per la redazione e certificazione dei conti finanziari, e dei revisori della Deloitte. Insieme ai tecnici di ANM e NH e ad altri professionisti, tecnici e dirigenti comunali, è stato prodotto il piano concordatario, giurato dall’attestatore, il dottore Corciulo. Un progetto che la magistratura, con l’equilibrio e l’indipendenza che la contraddistingue, ha valutato meritevole di accoglimento e che un anno fa trovava pochi sostenitori, al netto del sottoscritto. A volte, vedere lontano comporta un po’ di solitudine, ma quando arrivi al risultato trovi il gruppo che ti raggiunge.

Qual è stato il ruolo del Comune?

Decisivo. Oltre al Sindaco e al Capo di gabinetto, tutta la Giunta, in particolare gli assessori Panini e Calabrese, e il Consiglio, anche con lo stimolo del presidente della Commissione mobilità, hanno offerto un contributo importante. De Magistris, con il quale ho un ottimo rapporto di stima personale e professionale e abbiamo sempre avuto un confronto diretto, spesso quotidiano, essendo un uomo di grande equilibrio, mi ha delegato sulla base della fiducia nella mia professionalità e credo di aver dimostrato che è stata una scelta giusta.

Ora come si procede?

A marzo si terrà la prima riunione del comitato dei creditori. Pagare integralmente i privilegiati e i prededucibili e circa al 60% i chirografari è una grande vittoria. Spero che voteranno positivamente. Poi, di lì a qualche mese, aspettiamo l’omologa. Spero che nel 2019 possa chiudersi con buon esito il capitolo ANM.

Tempo fa mi dicesti che se avessero respinto il concordato saresti stato crocifisso e saresti diventato un eroe se l’avessero approvato. Sei un eroe?

No, sono un napoletano che ha messo a disposizione della comunità le sue competenze, con tutti gli errori e i limiti, ma con passione per il bene comune. Un elemento che, accoppiato alla tecnica e alla capacità di fare squadra, si è dimostrato vincente.

Qual è il modello di finanziamento dell’ANM?

Il conto economico di ANM è contraddistinto nella fase dei ricavi da tre voci. Il contributo della Regione Campania, che attinge e ripartisce dal fondo nazionale dei trasporti per 58 milioni di euro. Il contributo, erogato per il tramite di NH, del Comune di Napoli per circa 54 milioni. Poi, i ricavi diretti che sono frutto della bigliettazione, dell’utilizzo degli spazi, dei fitti e della pubblicità.

Ma è equilibrato che Regione e Comune mettano praticamente gli stessi soldi?

Assolutamente no. In altre città le Regioni stanziano fino a 5 volte più del Comune. Si tratta di risorse che provengono, come detto, dal fondo nazionale dei trasporti e in questo modo si aggrava il bilancio comunale. Ma si sottostimano anche i ricavi per l’azienda che sviluppa servizi anche a favore della Città Metropolitana e in più abbiamo uno dei biglietti più bassi d’Italia. 1,10 euro mentre altre città vanno da 1,5 a 2. Per andare avanti bisogna rivedere un po’ di cose, a cominciare da questo incongruente rapporto di attribuzione dei contributi. Sicuramente, poi, l’azienda deve essere più efficiente e i dipendenti lo hanno compreso e fanno benissimo il loro lavoro. Qualche pecorella smarrita ancora c’è e va ricondotta all’ovile.

Significa che sono previsti tagli al personale?

No. L’ANM deve anzi investire sul personale. Più autisti, più manager, più quadri intermedi, stage e contratti a tempo determinato per i giovani. Molti dipendenti hanno più di 60 anni e vanno integrati con nuove risorse. E’ un lavoro che l’Amministrazione farà nei prossimi mesi.

Cosa è previsto sul fronte della lotta all’evasione?

E’ un’altra questione sulla cui risoluzione un anno fa nessuno faceva affidamento. In alcuni quartieri l’evasione era del 50/60%, in altri addirittura intorno del 90%. L’ottimo lavoro dei controllori, degli autisti, dei vigilantes e dei vigili urbani ha consentito di contrarre notevolmente il fenomeno sia su gomma che su ferro e anche per la sosta. Ciò ha portato nuova redditività all’impresa e soprattutto ha trasferito ai giudici quel senso di continuità che è alla base dell’omologazione di un concordato.

Su quello degli investimenti e del miglioramento del servizio?

Qualcosa si comincerà a vedere già nel 2019 con i 56 nuovi autobus che sono in circolazione. Poi, il prossimo ottobre arriveranno i nuovi convogli della metro ed è prevista una fase accentuata anche di manutenzione dei treni attuali. Molto importante anche la sosta a raso che è in corso di ridefinizione. Con l’apertura delle nuove fermate della metro di piazza Municipio, che avverrà fra poco lato via De Pretis, di piazza Nicola Amore e, successivamente, di tutto il lato superiore della stazione centrale, la linea 6 nel 2020, credo che Napoli si appresti ad avere un livello di trasporto veramente efficiente.

Un quadro ottimistico.

Ma veritiero. Spesso ci circondiamo di negatività, ci limitiamo a criticare e additare le cose che non vanno. Una parte della città è isolata sull’Aventino della critica, non è disponibile a fare. Io credo che sia necessario che gli uomini di buona volontà, e a Napoli ce ne sono tantissimi, si mettano in gioco rinunciando a uno spazio di tipo personale in favore di una comunità che diventi bene comune. Perché Napoli è di tutti noi.

Cosa chiedi a Babbo Natale?

Una prospettiva per i nostri giovani. Dobbiamo incidere nei processi socioeconomici della nostra città. Non possiamo pensare, come giustamente ha ribadito il Procuratore Generale Luigi Riello, che la repressione sia tutto. Bisogna dare scolarità, la possibilità di avere una casa e, soprattutto, un lavoro, oltre a un’efficiente azione di contrasto all’illegalità. Ci vuole fiducia, la gente deve poter pensare al domani con positività, io chiedo questo per la mia città.

E tu cosa porterai sotto l’albero di Natale ai napoletani?

Credo di aver già offerto un risultato positivo con l’ammissione al concordato di ANM. Nel mondo creditizio ho portato finanziamenti per oltre 200 milioni di euro a Napoli e questo ha dato la possibilità a centinaia di start up e di piccole imprese di nascere o continuare ad esistere. Tutti gli strumenti a disposizione devono essere utilizzati per il bene comune della nostra città e per una Napoli migliore.

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