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Il Marina di Stabia-Porto di Pompei è realtà

by Federico L.I. FEDERICO

 

Nella mattinata del 17 di Novembre, di questo mese pazzo come un Marzo qualsiasi, si è tenuta presso la Sala consiliare del Comune di Pompei una Conferenza stanza di portata epocale, se alle premesse seguiranno i fatti.

Il Sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, e il Presidente di Marina di Stabia SpA, Giovanni La Mura, – presente come testimone di parte il Direttore del parco archeologico di Pompei e lontano, ma presente attraverso una vibrante nota curiale, l’Arcivescovo Prelato di Pompei Tommaso Caputo – hanno firmato un protocollo di intesa che assegna alla Città di Pompei il “suo” porto moderno.

Quello antico fu obliterato duemila anni prima dallo “sterminatore” Vesuvio, scatenatosi in una eruzione di immane potenza che fece scomparire in una notte di tregenda la vasta laguna che divideva il Sinus Stabianus dalla Dulcis Palus della vicina Pompei. Allora le rive pompeiane erano popolate di attracchi e munite di un porto di notevole ampiezza, ben più importante di quello stabiano. Ad esso, infatti, conferivano le merci le città e le popolazioni dell’entroterra campano. Così ci raccontano gli storici e i geografi dell’antichità. Va precisato però che la foce del fiume Sarno era in effetti molto più a monte – praticamente nel territorio Scafatese – perché la sinuosa e vasta laguna si insinuava fin oltre Angri alle pendici dei Monti lattari.

Ma torniamo a parlare di Oggi. Secondo il Sindaco di Pompei, non passerà gran tempo che partiranno dal “Porto di Pompei”, quotidianamente, più mezzi marittimi che collegheranno via mare Pompei e il Comprensorio Vesuviano con le costiere e le isole campane. Egli ha detto anche che “insieme all’amico Giovanni La Mura realizziamo un sogno: lavorare di intesa per far crescere il turismo di questa area della Regione Campania. Con la convenzione siglata questa mattina per il varo del complesso Marina di Stabia-Porto di Pompei, la Città di Pompei si candida a diventare il faro del turismo regionale”

Noi aggiungiamo che l’iniziativa ci appare quanto mai opportuna, in un momento in cui Torre Annunziata e Castellammare presentano scenari di immobilismo programmatico generato dalla presenza dei Commissari prefettizi. Il ruolo sovracomunale che si appresta a svolgere Marina di Stabia-Porto di Pompei sarà dunque quello di un HUB turistico marittimo e, quindi, non potrà che generare benefici a catena.

Nei prossimi giorni anche il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sarà a Pompei, per definire il Piano dei percorsi del nuovo trasporto via mare.

Il Sindaco ha poi aggiunto che: “Il nuovo ‘Porto di Pompei’, che sorge a Marina di Stabia per iniziativa pubblico-privata metterà a disposizione degli ospiti delle strutture ricettive pompeiane le proprie strutture e il proprio mare”.

Ha parlato poi il Dott. Giovanni La Mura, energico fautore del protocollo di intesa con il Comune di Pompei. La Mura ha detto: “Questa iniziativa vede una Amministrazione Pubblica come il Comune di Pompei dialogare fattivamente con una realtà privata, partecipata dalle Banche, quale quella del Marina di Stabia, che si può definire ormai di rilevanza nazionale. Il turismo dei porti non è solo per ricchi”. Presto il Marina di Stabia-Porto di Pompei disporrà di un lido balneare sul fronte ovest dell’Insediamento portuale, dove: “Un felice gioco di correnti garantisce una buona balneabilità, attestata da prelievi ripetuti”. Così La Mura aveva già detto a chi scrive, in un breve e cordiale incontro privato.

Ha preso la parola anche il Direttore del parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel, che ha detto: “E’ da apprezzare la sinergia messa in campo per rendere più completa e attrattiva la proposta per i visitatori degli Scavi di Pompei facilitandone gli spostamenti sul territorio archeologico vesuviano. Ringrazio dunque il sindaco di Pompei, perché insieme abbiamo programmato e attuato l’apertura della Porta Vesuvio di Pompei Scavi, per aprire gli Scavi di Pompei ai Comuni viciniori”. Zuchtriegel si è soffermato sul territorio dell’antica Pompei e sulle attività in corso per il recupero delle potenzialità produttive del territorio antico e moderno, per quel che riguarda la vite e l’olivo. E a tal proposito ha fatto riferimento al Bando di gara in corso per la produzione vinicola a Pompei. Egli non ha però speso parole circa l’opportunità di una urgente modifica della perimetrazione del parco Archeologico di Pompei, attualmente penalizzante per lo stesso Comune di Pompei. Il territorio comunale pompeiano si trova infatti ad essere “governato” dal Parco Archeologico di Pompei soltanto per un quarto, mentre gli altri tre quarti sono “governati” dalla Soprintendenza mista di Napoli, con evidenti discrasie. Esse si sono già puntualmente verificate per i ritrovamenti verificatisi durante i lavori del Progetto EAV, in corso lungo la centralissima Via Lepanto di Pompei, estranea al Parco di Pompei (!). E i lavori procedono in maniera lenta e faticosa, oltre ogni sopportabilità.

L’eredità della visione territoriale miope – quando non distorta – del precedente Direttore Osanna deve essere quindi superata al più presto, elevandosi a visione comprensoriale estesa all’Ager Pompeianus antico, cioè dal mare a Longola e alle cittadine contigue a Pompei. Non più fatta di episodi scollegati e dispersi nel territorio di tanti diversi comuni.

La stessa Convenzione tra Marina di Stabia SpA e Comune di Pompei rimanda al territorio, laddove essa – al suo art. 11 – richiama espressamente il “…Piano di Gestione del Sito UNESCO di Pompei e della relativa Buffer Zone, che appunto suggeriscono lo sviluppo degli approdi turistici già esistenti, al fine di incrementare l’offerta, innalzandola quantitativamente, e di favorire l’accesso all’area vesuviana dalla via del mare.” Ma essa ignora il fatto che la Buffer Zone UNESCO non è stata mai formalmente trasmessa né accettata dagli uffici competenti dell’UNESCO, a tutt’oggi. E ciò è un grave vulnus, anzi, quasi un tarocco in funzione PNNR, come già abbiamo scritto su questo giornale.

La chiusura della Conferenza Stampa è stata preceduta dagli interventi – positivi e propostivi, anche se settoriali, quindi di breve respiro – di due Presidenti di Associazioni di categoria: Rosita Matrone per Federalberghi, e Luigi Longobardi per Confcommercio, che hanno chiuso la Conferenza Stampa tra gli applausi convinti dei presenti.

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