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La narrativa russa della guerra 1: l’Ucraina non è una nazione

by Luigi Gravagnuolo

Foto da: “Storia d’Europa”, di Norman Davis (Paravia Bruno Mondadori Editori 2001)

 

In questa fase di relativo rallentamento dei combattimenti in Ucraina – e nella speranza di non essere smentiti da una nuova strage nelle more tra la stesura di queste righe e la loro pubblicazione – vale la pena di considerare con distacco emotivo le ragioni delle due parti, cominciando da quelle addotte dalla propaganda russa. Schematicamente, secondo Putin ed il suo gruppo dirigente, teoria condivisa e ripresa da molti politici, intellettuali e gente semplice del nostro Paese e dell’intero Occidente:

  • 1) L’Ucraina non è una ‘nazione’ con identità distinta da quella russa, più esattamente neanche può dirsi una nazione. È parte integrante della Russia, pertanto la volontà del suo governo di aderire all’area euroatlantica è un tradimento della sua storia e della sua reale identità.
  • 2) Non è vero che il diritto internazionale riconosca la sovranità ucraina su tutto il territorio nazionale così come segnato sulle vigenti mappe geografiche.
  • 3) Gli Ucraini, guidati da un governo ‘neonazista’, hanno negli anni contravvenuto agli accordi di Minsk del 2014 ed attuato sistematiche angherie, vessazioni ed omicidi nei confronti delle popolazioni russofone del Donbass e del Luhansk, costringendo così la Russia ad intervenire a tutela della popolazione russofona e per la de-nazificazione dell’Ucraina. Per impedire alla Russia di proteggere i propri connazionali del Donbass, alla vigilia del 24 febbraio 2022 gli Ucraini erano in procinto di aderire alla NATO; la Federazione Russa è stata perciò costretta a mettere in essere la sua operazione militare speciale prima che ciò si avverasse.
  • 4) Gli Ucraini sono pedine americane, stanno conducendo una guerra per procura; gli Americani ci mettono le armi e gli Ucraini i morti. L’ostinazione degli Ucraini, istigati dagli Americani, a non accettare le condizioni di pace della Russia è la vera causa delle decine di migliaia di vite spezzate e rischia di costringere la Russia all’uso delle armi nucleari. Quanti nell’Occidente inviano armi e soldi al governo ucraino, pur consapevoli che sul terreno l’Ucraina non ha alcuna speranza di successo militare, sono corresponsabili di questa tragedia e stanno portando il mondo sull’orlo di una guerra nucleare.
  • 5) L’operazione militare speciale in Ucraina è solo un primo passo per costringere gli USA ad accettare un nuovo ordine mondiale. Sono gli Stati Uniti i veri usurpatori del potere, non solo in Ucraina, ma in buona parte del mondo, nell’Europa Orientale in particolare. Gli Stati europei, subalterni e soggiogati dagli USA, ne accettano i diktat contro la Russia, nei cui confronti continuano a comminare sanzioni che puntualmente si ritorcono contro se stessi. Se fossero liberi si rifiuterebbero di accettare queste misure autolesionistiche. Se non ci fossero le ingerenze degli USA, Europei e Russi vivrebbero in armonia ed in sicurezza.
  • 6) La Russia è stata sempre interessata a una soluzione diplomatica e lo è tuttora, sono i nazisti Ucraini al potere a Kiev a interdirla su procura dell’Occidente.
  • 7) L’Occidente agisce con vergognosa ipocrisia, i suoi conclamati valori liberali e libertari sono in realtà solo una copertura dei suoi interessi geo-politici ed economici globali.

 

Se non abbiamo dimenticato qualcosa, grosso modo è questa la narrativa russa, dei russofili e dei cripto-russofili occidentali sulla guerra. Un po’ per volta, e nei limiti delle nostre conoscenze, proveremo ad esaminarla. Oggi cominciamo dalla prima tesi, secondo la quale l’Ucraina non è una ‘nazione’ .

Gente e Territorio, proprio nei giorni scorsi, ha pubblicato la mappa della Repubblica Ucraina tra il 1918 ed il 1991 che riproponiamo in alto, la Repubblica Ucraina fu fondata infatti nel 1918. Nell’Ottobre 1917 era crollato l’Impero dello Zar ed i bolscevichi avevano preso il potere. Il 3 marzo del ‘18, a Brest-Litovsk, i nuovi governanti sottoscrissero il Trattato di pace che metteva fine ai combattimenti della Prima Guerra Mondiale sul fronte orientale. Con esso la neo costituita Repubblica dei Soviet riconosceva la vittoria degli Imperi Centrali e accettava che Ucraina, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bielorussia si costituissero come repubbliche indipendenti. Nel ‘22 poi, crollati anche gli imperi austriaco, tedesco ed ottomano, la Repubblica Ucraina aderì all’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (U.R.S.S.), conservando l’indipendenza, ma in federazione con le altre repubbliche sovietiche. Dal ‘27 in poi, preso il potere assoluto, Stalin impose il giogo dei Russi su tutte le repubbliche facenti parte dell’U.R.S.S.

Dunque l’indipendenza dell’Ucraina dalla Russia, esito della sconfitta militare dell’esercito zarista, fu deliberata per volontà di Lenin. Putin ha ripetutamente attribuito la cessione della sovranità della Russia sull’Ucraina al tradimento della patria da parte di Lenin. Il fondatore dell’URSS morì nel ‘24, Trotskij già ministro degli Esteri fu esiliato nel ‘27, dopo di che, con Stalin al Cremlino, l’Ucraina indipendente restò solo un tratteggio sulle mappe geografiche. E Putin oggi, mentre condanna la concessione dell’indipendenza dell’Ucraina da parte di Lenin, ne celebra all’opposto il successivo giogo stalinista.

Questo dal ‘18 in poi, ma prima l’Ucraina era mai stata una nazione indipendente e con una sua autonoma identità linguistica e culturale? Senza tirarla per le lunghe: nel lontano passato sì, ma erano secoli che le sue regioni orientali facevano parte organica dell’impero russo e quelle occidentali della Polonia.

Sul territorio dell’attuale Repubblica Ucraina convivono in realtà numerosi gruppi etnici, con proprie lingue, confessioni religiose e tradizioni. Il principale gruppo è senz’altro quello ucraino propriamente detto, che costituisce il 77,5% della popolazione totale, ma c’è anche un 17% di russi, residenti in maggioranza nelle regioni orientali, ed ancora Rumeni e Moldavi, Bielorussi, Tatari di Crimea, Bulgari, Ungheresi, Polacchi, Armeni, Greci, Rom, Azeri, Georgiani, Tedeschi, Albanesi, Gagauzi e altri ancora. Quanto alle fedi, il cui intreccio con le identità nazionali è una costante della storia, esse vanno dalla cristiano ortodossa, divisa tra chiesa affiliata al patriarcato di Mosca e chiesa autocefala ucraina, cattolici di rito romano e di rito orientale, cristiani delle chiese riformate ed altre confessioni. Pur essendo dunque dominante la componete ucrainofona di fede ortodossa, essa non esaurisce la varietà delle componenti nazionali del territorio.

Ha dunque ragione Putin, e con lui quanti sostengono la tesi dell’inautenticità dell’identità nazionale dell’Ucraina autonoma dalla Russia? In parte sì, ma è altrettanto arbitraria la tesi della Russia una e trina, di cui farebbero parte integrante la Grande Russia con capitale Mosca, la Bielorussia con capitale Minsk, e la Piccola Russia di Kiev. Alla luce di questa ideologia la volontà dell’Ucraina di aderire all’Unione Europea, e finanche alla NATO, non deriverebbe da una scelta libera del suo popolo, ma sarebbe frutto di un golpe – perpetrato nel 2014 con l’Euromaidan – a seguito del quale una componente minoritaria filoccidentale, grazie ai finanziamenti degli Americani, avrebbe preso il potere e quindi tradito i suoi storici legami con la grande patria russa. Una ricostruzione dei fatti artificiosa, altrettanto faziosa della tesi identitaria nazionalista ucraina.

Peraltro la negazione dell’evidenza – è innegabile che il 77,5% della popolazione ucraina sia ucrainofona, cioè non assimilabile alla nazionalità russa – avvalora la tesi degli Ucraini secondo la quale Putin vuole russificare l’intera Ucraina tramite una radicale pulizia etnica, perpetrando un vero e proprio genocidio.

In conclusione, l’identità nazionale ucraina è un’acquisizione recente, formatasi paradossalmente proprio in opposizione all’egemonia russa. È stata la storia del Novecento, una storia di brutale dominio russo sulle terre dell’attuale Ucraina – la carestia indotta dalla collettivizzazione forzata dei campi ordinata da Stalin nel ‘29/’30 su tutte – a determinare l’attuale identità ucraina, che è di tipo territoriale, non culturale. Tant’è che oggi, secondo quanto riferiscono gli inviati dei media liberi del mondo intero, anche gli Ucraini russofoni stanno combattendo e morendo a fianco degli ucrainofoni per liberare la loro terra dagli occupanti russi.

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