Foto by Vatican News
Venti di guerra aleggiano sulla nostra Europa. L’aggressione della Russia all’Ucraina sta inquinando l’aria di veleni pericolosi, che se non bonificati rapidamente rischiano di condurre a conflitti armati su tutto il continente che ha vissuto oltre 80 anni di pace, di sviluppo progressivo, di relazioni amicali, di azioni politiche volte alla creazione degli Stati Uniti d’Europa.
La distanza temporale dalla Seconda guerra mondiale ha disperso la memoria di quella guerra e delle atrocità commesse, la più grave delle quali lo sterminio degli Ebrei nelle camere a gas di hitleriana memoria. Eppure, dopo quegli orrori furono create istituzioni pubbliche tra tutti gli Stati con l’obiettivo di sviluppare relazioni pacifiche e di allontanare per sempre il rischio di nuovi conflitti e nuove atrocità. La memoria però svanisce con la scomparsa fisica della generazione che ha voluto e presidiato i tanti anni vissuti in pace. Ora sembrano prevalere di nuovo principi di concorrenza sleale, di dominio prepotente, di pretese territoriali, di ambizioni di superiorità rispetto agli altri popoli e, con tristezza, occorre anche riconoscere che la statura politica, istituzionale e culturale degli attuali leaders europei è di qualche spanna inferiore a quella dei leaders del dopoguerra: autorevoli, indiscussi, con forti valori etici, sinceri democratici che hanno accarezzato e lavorato intensamente per costruire l’Europa Unita, gli Stati Uniti d’Europa.
L’Europa della pace, dello sviluppo, delle buone relazioni tra gli Stati, dell’amicizia tra i popoli, mostri la sua forza, la preminenza dei valori che hanno consentito amicizie, relazioni pacifiche, sviluppo e sana concorrenza nell’economia dei Paesi occidentali e che hanno tenuto finora fuori dal novero delle possibilità il rischio guerra. Ci sia un corale e determinato opporsi alle provocazioni, facendo assurgere la diplomazia come elemento di ricomposizione degli strappi e di prudente e ferma risposta alle provocazioni guerrafondaie. L’Europa della pace continui il suo fulgido cammino, salvaguardando la vita e le opere dell’uomo d’oggi e coltivi le nuove tecnologie a favore di nuovo progresso e altrettanta importante capacità di ulteriori avanzamenti tecnologici con l’uomo e per l’uomo, per le nuove generazioni, per il futuro.
Ha ben attenzionato l’umanità il Papa con l’enciclica “Magnifica Humanitas”, riallacciandosi alla “Rerum Novarum” di fine Ottocento. Cose nuove allora (l’ingresso di un nuovo soggetto politico, la classe operaia) ed ora il feticcio dell’Intelligenza Artificiale: l’uomo può governarla a fin di bene per tutta l’umanità o restarne schiacciato, diventandone servo e stupido automa. Tra venti di guerra e pericolosi rischi dell’AI l’uomo di oggi affronta nuove grandi sfide per se stesso e per le nuove generazioni. Etica e moralità dovrebbero essere l’ispirazione per le attività nuove che possono avere sviluppi imprevedibili. L’enciclica papale ha colto la complessità dei problemi dell’oggi e dell’immediato futuro e ha fornito al mondo, cristiano e non, un pensiero di straordinario spessore culturale prima che religioso. Con la scomparsa delle ideologie e della divisione del mondo tra capitalismo e comunismo, la Chiesa rimane per tantissimi l’unica certezza e l’unico faro per orientarsi in un mondo che è sempre diviso tra la purezza del pensiero ed il suo contrario. E questo contrario ora tende a manifestarsi nella maniera più pericolosa: la guerra.
La diplomazia eserciti fino in fondo, senza tregua, il suo forte potere di mediazione e aiuti il mondo ad essere più sicuro, senza guerra e senza ulteriori conflitti. Sia anche per chi ha questa immensa responsabilità, pure se non credente, la “Magnifica Humanitas”, il filo ispiratore delle attività che possono conservare la pace in Europa e spegnere i focolai in corso. Con l’auspicio che il Presidente della super potenza americana riacquisti moderazione, meno spirito bellico e più autorevolezza nel rapporto tra Stati e nelle Istituzioni sovranazionali. L’auspicio è che la stessa Presidenza degli USA si alimenti di spirito di pace e di capacità di spegnere le tensioni (senza provocarne altre…) e di esercitare il suo potere al servizio della pace.
