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Masanori Aoyagi primo nella Hall of Fame del Premio Maiuri

by Federico L.I. FEDERICO

 

Nel pomeriggio di lunedì 12 settembre 2022 si è tenuta a Pompei, presso il Palazzo Municipale dei Conti De Fusco, una singolare cerimonia di “imposizione della mano” del più grande archeologo classico del Giappone moderno, il prof Masanori Aoyagi.

Avvertiamo subito il lettore che non si tratta di trame esoteriche, ma più concretamente dell’esecuzione del calco della mano dell’archeologo Made in Japan, ma più ancora Made in Italy, grazie alle sue ricerche e studi di Archeologia romana, prima a Pompei e poi stabilmente – da circa un ventennio ormai – a Somma Vesuviana. Egli, infatti, sta là portando alla luce scavi davvero monumentali, che rappresentano l’altra faccia del Vesuvio, quella del suo versante settentrionale, attraversato dalla Via Popilia, la strada di comunicazione “a monte Vesuvio” da Nocera a Napoli. Quella direttrice, infatti, ampiamente si sviluppò e fu frequentata per secoli dopo la Eruzione Pliniana del 79 d.C.

Masanori, precedentemente insignito del titolo di Cittadino Onorario, è stato premiato a Pompei nell’ottobre del 2021, con collegamento TV da remoto via Internet, a causa del Covid, in occasione della Terza Edizione del P.I.A.A.M. Con quest’ostico ma orecchiabile acronimo si intende il Premio Internazionale di Archeologia. Esso è intitolato ad Amedeo Maiuri, senza dubbio il più grande Pompeianista del Novecento, che portò gli Scavi di Pompei alla ribalta del Mondo, in epoca in cui la Televisione era poco o per niente diffusa. Nel novembre prossimo si terrà la Quarta edizione del PIAAM che – come si spera, ovviamente – non dovrebbe essere ostacolata dal Covid.

La presenza di Masanori – il quale si è incontrato anche con il Sindaco di Pompei Carmine Lo Sapio – è servita a far riprodurre il calco della sua mano per la creazione di una futura raccolta di calchi simili per la costituzione di una “Hall of fame” tenacemente voluta dal Direttore artistico del P.I.A.A.M. Carlo Manfredi.

Masanori, tra i massimi protagonisti della Cultura in Giappone, alla presenza, tra gli altri, dell’Assessore al Turismo Troianiello e del consigliere Veglia, che rappresentavano il Comune di Pompei, si è prestato – con la simpatia e la giovialità che gli sono proprie – alle brevi operazioni dell’esecuzione del calco, condotte dall’artista Umberto Cesino, appositamente intervenuto e “assistito” dallo stesso Masanori.

Da cronista annoto soltanto che il materiale usato è stata la terra di fonderia, detta anche sabbia, adatta particolarmente alla “formatura” e gesso liquido versato nella “forma” della mano, prima impressa nella sabbia per farne il calco.

Si sono evocati così anche i celeberrimi “calchi pompeiani”: vere e proprie istantanee tipicamente tratte dagli strati eruttivi vesuviani.

Un brindisi finale ha chiuso la Cerimonia, davvero singolare ma pienamente riuscita.

Essa era stata aperta da brevi interventi di due vecchi amici e colleghi di Masanori: Antonio De Simone e Umberto Pappalardo, già docenti di Archeologia presso l’Università Suor Orsola Benincasa, i quali hanno riconosciuto e sottolineato la profonda radicazione campana dello studioso giapponese, che annuiva felice. La società civile pompeiana era rappresentata da soci dell’Associazione Carabinieri e dell’Associazione Civitates, oltre che da artisti, professionisti e operatori culturali, intervenuti nonostante l’ora pomeridiana e la modesta diffusione della notizia di una cerimonia che sembra destinata a divenire un must del Premio Maiuri.

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