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Stromboli. La nota dell’ISPRA sul maremoto del 28 agosto

by Redazione

L’evento eruttivo dello scorso 28 agosto a Stromboli ha causato anche un maremoto, sia pure di modeste proporzioni e senza effetti di particolare rilievo. Lo dice l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che ha pubblicato una specifica “nota tecnica”.

L’esplosione, avvenuta alle 12:17 nell’area sommitale del vulcano, ha generato un flusso piroclastico che ha rapidamente raggiunto il mare. Il relativo impatto ha determinato un maremoto chiaramente registrato dalla stazione RMN – Rete Mareografica Nazionale – di Ginostra.

La variazione del livello del mare, giudicata “significativa”, ha avuto un’altezza di oltre 60 centimetri alle 10:20, quasi in coincidenza del minimo di marea, e le oscillazioni sono continuate per almeno un’ora.

L’evento è stato rilevato anche dalla stazione di Strombolicchio, ma meno chiaramente a causa della maggiore profondità dei fondali prospicienti. Quella di Reggio Calabria ha prodotto un mareogramma di non univoca interpretazione, il che evidenzia la necessità di integrare il sistema di monitoraggio.

Nel porto di Ginostra il mare è penetrato per ben oltre un metro sullo scivolo del porto e ha lasciato una fascia bagnata sugli scogli circostanti alta quasi altrettanto.

L’evento, essendo originato dall’attività vulcanica dello Stromboli, non è rientrato nella casistica di allertamento del Sistema nazionale per i Maremoti. La rete locale di allertamento dello Stromboli, composta di due stazioni ondametriche ubicate al largo della Sciara del Fuoco, a Punta dei Corvi e a Punta Labronzo, collegate con un sistema di allarme acustico a sirena localizzato nelle aree abitate, è stato invece attivato. Ma pare che a Ginostra le sirene non abbiano funzionato.

Siamo sempre in Italia alla fine.

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