fbpx
Home Cultura Un libro rivolto ai giovani

Un libro rivolto ai giovani

by Piera De Prosperis

Martedì scorso, al Centro di cultura e animazione Arci movie “Giorgio Mancini” di Ponticelli, è stato presentato il volume La camorra si studia in terza di Mariafrancesca Villani. Con l’autrice sono intervenuti Guido D’Agostino, Imma Colonna e Roberto D’Avascio. Ospite d’eccezione l’attore Patrizio Rispo, storico volto di Un posto al sole e marito dell’autrice.

La discussione ha preso l’avvio da una riflessione: è un libro apparentemente semplice ma non superficiale, che tocca nel profondo per la comunicazione gioiosa dei contenuti. Quasi terapeutica in questo periodo di profonde lacerazioni. Rivolto ai giovani, sognando per loro un mondo futuro privo di contraddizioni e di conflitti.

Siamo nel 2052. Una nonna Nicole, di novant’anni, forte delle battaglie compiute in prima linea sul fronte del femminismo, dell’ecologismo e della lotta contro la camorra, può finalmente con i suoi nipoti Clara e Dario, passeggiare sul litorale di Bagnoli, divenuto un parco fruibile da tutti in perfetta armonia con la natura, liberato ormai da ogni forma di inquinamento. In questo ritrovato Eden la nonna trasmette la memoria del terribile passato. Quello che fino a trent’anni prima aveva visto il malaffare deturpare Napoli e il suo litorale con la problematica dei rifiuti, con il cancro della malavita organizzata. In un continuo oscillare dell’asse temporale tra futuro ormai utopisticamente perfetto ed un antico presente da cui invece distopicamente prendiamo le distanze e di cui, guardandolo da una prospettiva futura, ne vediamo ancora meglio l’orrore. La nonna tramanda la memoria perché il passato non possa tornare. Del resto in questo mondo rinnovato l’argomento camorra, ormai storicamente datato, si studia in terza media.

Il testo si snoda in tre capitoli, più un epilogo ed un epilogo dell’epilogo in cui la storia ritorna al 2018 ed il libro, proprio quello che abbiamo letto, viene rubato. Lo ritroviamo a Ponticelli, nelle mani di giovani che non hanno altra prospettiva che una vita di illegalità ma a cui, forse, la lettura può aprire gli occhi su un futuro migliore e diverso.

Se da un punto di vista strutturale il testo può rimandare al trattamento del tempo che Calvino fa in Se una notte d’inverno un viaggiatore, dal punto di vista contenutistico l’autrice sottolinea alcuni aspetti propri del nostro tempo: l’ambiente, la rivoluzione climatica, i rapporti umani intossicati. Quello che emerge è una tendenza nuova dei nostri tempi, la fiducia che l’iniziativa individuale o di tanti individui che collaborano, possa veramente cambiare le cose. Per questo, grande forza hanno i giovani che nel libro vivono in rapporto speciale con le vecchie generazioni.

Gli studenti che hanno partecipato alla presentazione non a caso sono stati fortemente coinvolti, si sono sentiti protagonisti di una chiamata alle armi sui temi oggi più sensibili che nel libro, grazie a loro, saranno in futuro risolti.

La marcia in più del testo è nell’autrice stessa, in questa sua autentica vocazione a dedicarsi alle giovani generazioni, cui la lega una forte empatia che fa accettare anche alcune candide speranze. Il suo carattere vitale che, come afferma il marito nella prefazione, la porta a mordere la vita ed a cambiare professione ogni nove anni, è dominato dall’equilibrio che lo studio del buddismo le offre, facendola essere coerente dall’inizio alla fine, in piena armonia con l’universo. In questo universo un posto di rilievo hanno la famiglia e le amicizie. In particolare Patrizio Rispo, che nella prefazione sottolinea: “Questo libro nasce come regalo di Natale a mia moglie che aveva scritto un racconto per sé stessa e magari per noi, la sua famiglia”. Sarebbe, quindi, rimasto nel cassetto se non ci fosse stato appunto un atto d’amore di partenza, finanziandone la pubblicazione.

Le esperienze umane e personali che l’autrice ha raccontato durante la presentazione hanno contribuito a creare intorno al testo un’atmosfera calda e partecipativa, anche grazie alle lettura di brani dell’attrice Cinzia Mirabella. Poi il libro diventa di chi lo legge ed ognuno ne saprà trarre le proprie personali considerazioni: gli spunti sono tanti, la lettura agevole, il senso pienamente comprensibile.

0 comment