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Comune. Le nuove, presunte, deleghe ai consiglieri

by Redazione


Tanto tuonò che piovve, ma si è trattato di una pioggerella leggera, da non aprire neanche l’ombrello.

Ci riferiamo alle tanto sbandierate deleghe ai consiglieri comunali e in particolare a quella della mobilità urbana.

Una decina di giorni fa, abbiamo dato conto delle mire di svariati politici locali descrivendovi un De Magistris, tirato per la giacchetta, in procinto di dar loro soddisfazione senza modificare realmente gli equilibri. Avevamo ipotizzato che non di vere deleghe si sarebbe trattato, con buona pace di chi già denunciava conflitti d’interesse e potenziali irregolarità. Ebbene, siamo lieti di avere avuto ragione, almeno questa volta.

E’ stato, infatti, pubblicato il decreto sindacale (341 del 21 dicembre scorso) di conferimento al consigliere comunale Ciro Langella della “delega a svolgere un’attività collaborativa, propulsiva e propositiva riferendo direttamente al Sindaco, in materia di politiche di mobilità urbana”.

Il decreto precisa che il delegato (sic!) avrà “una funzione esclusivamente propositiva e di impulso” e “non potrà esercitare funzioni di competenza del Sindaco, potrà assumere atti a rilevanza esterna, adottare atti di gestione”.

Ma allora cosa deve fare? “Avrà compiti di studio, analisi e verifica”. Vabbè, almeno sarà ben pagato. Neanche. “Non ha diritto ad alcuna indennità o compenso aggiuntivi”.

Ma che senso ha quest’operazione? Dal punto di vista amministrativo, nessuno. Un consigliere delegato a studiare e proporre? E’ consigliere, è stato eletto per questo. Ma politicamente offre uno spazio.

Nel senso del “miglior collegamento tra gli eletti e la società civile”. Che sta a significare tra portatori di interessi ed elettori. Infatti, sarà istituita una cabina di regia composta dal sindaco, dagli assessori ai trasporti e alla polizia municipale, dal presidente della commissione consiliare infrastrutture, lavori pubblici e mobilità, nonché dal suddetto delegato, per “raccordare”, “armonizzare”, “coordinare”.

Ci sembra di poter dire che nulla cambierà dal punto di vista gestionale, ma si è dato un riconoscimento politico e una visibilità formale.

Ci può anche stare, purché non venga usato per fare lobby.

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