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Festa dell’Europa. A tre italiani i Premi del Patrimonio Europeo

by Redazione
patrimonio europeo

Oggi, 9 maggio, ricorre la Festa dell’Europa. E’ l’anniversario, il 70°, della “dichiarazione di Schuman”. Il ministro degli esteri francese che, nel 1950, parlò di cooperazione e solidarietà europee. Lui pensava ad un mercato comune del carbone e dell’acciaio (il famoso CECA), ma da allora si è fatto ben altro, pur con tutti i limiti che ben conosciamo.

In questo quadro, sin dal 2002 la Commissione Europea ha promosso i Premi del Patrimonio Europeo, assegnati alle migliori pratiche di conservazione, e non solo, del patrimonio culturale inteso come risorsa strategica per la società, l’economia e l’ambiente europei.

Dalla loro istituzione ad oggi, sono state presentate 3.150 candidature provenienti da 39 Paesi. Dall’Italia ben 318 proposte. Le categorie sono: Conservazione; Educazione, Formazione e Sensibilizzazione; Ricerca; Impegno Esemplare per il Patrimonio.

Tra i vincitori di quest’anno figurano tre progetti italiani. Il restauro della Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila, nella categoria Conservazione. La Rete Tramontana III e la Turin Papyrus Online Platform, nella categoria Ricerca. Vediamoli in maggiore dettaglio.

Basilica di Santa Maria di Collemaggio, L’Aquila.

Nel dicembre del 2017, dopo il tragico terremoto del 6 aprile 2009, la Basilica è stata restituita alla città. La Soprintendenza e i Comuni del Cratere hanno curato la progettazione del restauro con il supporto di esperti di tre università italiane: “Sapienza” di Roma, Politecnico di Milano e Università dell’Aquila. L’intervento è nato dalla collaborazione tra il MiBACT, la Diocesi e il Comune dell’Aquila.

I pilastri polilobati crollati sono stati ricostruiti utilizzando i blocchi lapidei recuperati dalle macerie. I pilastri ottagonali della navata sono stati rinforzati smontando e riassemblando quelli irreparabilmente danneggiati. Gli archi, le pareti e la copertura del transetto crollati sono stati interamente ricostruiti. Il pavimento danneggiato è stato accuratamente ricomposto. L’organo barocco è stato restaurato e ricomposto al suo posto. Gli affreschi sono stati protetti e restaurati, come anche gli altari in marmo e gli stucchi barocchi delle cappelle laterali.

La giuria ha evidenziato che “Il progetto si impone come paradigma di buona pratica da seguire nella conservazione di siti gravemente danneggiati in tutto il mondo”.

Rete Tramontana III, Francia / Italia / Polonia / Portogallo / Spagna

Si tratta di uno studio sul patrimonio immateriale delle comunità rurali e montane in Europa. La ricerca è stata sviluppata da otto partner principali provenienti da cinque Paesi. La Rete Tramontana ha condotto ricerche, prodotto pubblicazioni, organizzato seminari artistici ed eventi culturali in queste aree, con il cruciale coinvolgimento delle comunità locali.

Per la giuria “Questo progetto promuove un’idea dell’identità europea, e in particolare del patrimonio montano, che è comune in tutta Europa”.

Turin Papyrus Online Platform (TPOP).

Un database, lanciato a settembre 2019 dal Museo Egizio di Torino, che rende la collezione papirologica torinese accessibile oltre i confini geografici e disciplinari. I documenti digitalizzati sono in alta risoluzione e collegati a metadati aperti, che registrano le caratteristiche fisiche dei papiri, il tipo di scrittura e i disegni che riportano. In futuro il portale potrà includere tutta la collezione papirologica del Museo Egizio e potrebbe costituire il punto di partenza per la costituzione di una piattaforma online europea.

La collezione papiri del Museo, considerato la principale istituzione nel campo delle antichità egizie al di fuori dell’Egitto, è composta da quasi 700 manoscritti interi e da oltre 17.000 frammenti, in sette scritture e otto lingue provenienti da diverse località. Il progetto include una delle raccolte più grandi e di maggior rilievo storico per quanto riguarda i papiri ieratici di periodo Ramesside di Deir el-Medina.

La giuria ha dichiarato: “Lo sviluppo di una tale piattaforma online, di libero accesso e ad alta risoluzione, è di grande valore per i musei, soprattutto in considerazione del suo potenziale di essere utilizzato per la creazione di un museo digitale europeo che riunirebbe un patrimonio disperso, una raccolta virtuale omogenea che sarebbe impossibile realizzare a livello materiale”.

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