Home In evidenza In memoria di Luigi Nicolais

In memoria di Luigi Nicolais

un pensiero deferente e commosso

by Alessandro Bianchi
0 comments

 

Luigi Nicolais ci ha lasciati la notte scorsa.

Come spesso accade queste notizie arrivano all’improvviso, sono fredde, lancinanti e ti lasciano senza fiato. Conoscevo Luigi Nicolais da oltre venti anni e pur non avendo avuto una frequentazione assidua si era creato tra noi un rapporto di stima che ha riguardato l’attività di studio, la politica e una affettuosa amicizia.

Per quella stima e quell’affetto vorrei ricordare alcuni episodi di questo lungo periodo che mi sono affiorati alla mente appena ho appreso della sua scomparsa.

Ci siamo conosciuti nei primi anni duemila in occasione di un convegno scientifico all’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Luigi Nicolais, Professore Ordinario di Tecnologie dei Polimeri e Scienza dei Materiali nella Federico II di Napoli, era già allora un autorevole scienziato a livello internazionale, convinto fautore dell’incontro tra mondo scientifico e mondo delle imprese come requisito per lo sviluppo economico del Paese. Fu un incontro fugace che però dette vita ad un rapporto che si sarebbe consolidato dopo qualche anno sul terreno politico quando entrambi entrammo a far parte del Governo Prodi 2: lui Ministro della Funzione Pubblica, io dei Trasporti. Ricordo bene il modo pacato e autorevole con il quale interveniva nelle sedute del Consiglio dei ministri e l’indirizzo che seppe dare ad un dicastero di cui spesso sfugge l’importanza: far funzionare la macchina amministrativa dello Stato in modo che risponda nel modo migliore alle esigenze e alle aspettative dei cittadini.

Quando il Governo cadde, incontrandoci nell’emiciclo della Camera mi disse siamo stati sfortunati. In realtà non si trattò di sfortuna ma della ricorrente irresponsabilità di alcuni settori dell’area politica di centro-sinistra che aprirono la strada al ritorno sulla scena della genia berlusconiana, con tutte le perniciose conseguenze che gli anni successivi avrebbero dimostrato.

Quello fu il periodo durante il quale ci incontrammo anche in occasioni personali e conviviali, nelle quali scoprii una segreta passione che Gino (così tutti lo chiamavano) coltivava: la produzione di peperoncino, meglio di peperongino, di cui poi mi ha fatto periodicamente omaggio.

Dopo l’esperienza governativa le nostre strade si sono allontanate per poi ricongiungersi quando venne nominato Presidente del CNR, e mai nomina fu più appropriata a motivo del profilo di Luigi Nicolais che – fin da prima e poi anche dopo – ha lasciato un segno profondo nel mondo della ricerca scientifica italiana, troppo spesso alle prese con la colpevole disattenzione del mondo politico.

Va anche ricordato, pur se non appartiene ai miei rapporti personali, il suo ruolo di Presidente del Comitato Scientifico della Città della Scienza di Napoli-Bagnoli, di Presidente della COTEC- Fondazione per l’Innovazione Tecnologica, di fondatore e Presidente della Società MATERIAS e, da ultimo, di Presidente della Fondazione Real Sito di Carditello e di Coordinatore della Segreteria Tecnica del MIUR per le politiche della ricerca.

L’ho incontrato l’ultima volta circa un anno fa, a Capodimonte, in occasione di un convegno promosso dal comune amico Flavio Cioffi, Direttore di Gente e Territorio, su Temi emergenti nel PNRR. In quella circostanza Luigi Nicolais intervenendo nella tavola rotonda conclusiva evidenziò dapprima alcune criticità del PNRR sul terreno amministrativo: Le iniziative intraprese sono spesso caratterizzate da un eccesso di documentazione preventiva e da una limitata attenzione alla fase realizzativa pratica.

E successivamente: Per affrontare le sfide del futuro l’Italia deve concentrare i propri sforzi sull’innovazione, con particolare riferimento alla transizione digitale e a quella incentrata sulla sostenibilità ambientale.

Direi che in queste due frasi è riconoscibile la duplice impronta di Luigi Nicolais: quella dell’autorevole scienziato e quella dell’assennato amministratore della cosa pubblica.

A Lui rivolgo un pensiero deferente e commosso.

 

Leave a Comment