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Ma è davvero cambiata la geopolitica statunitense?

“la gigantesca macchina industriale e militare della difesa”

by Flavio Cioffi
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«…dobbiamo stare in guardia contro l’acquisizione di ingiustificata influenza, voluta o non richiesta, del complesso militare-industriale (…) Solo una popolazione in allerta e informata può costringere ad una corretta interazione la gigantesca macchina industriale e militare della difesa…» A dirlo non fu un’anima bella, non un attivista pacifista, non un prete ma il presidente degli Stati Uniti Eisenhower nel suo discorso d’addio (Farewell Address) del 1961.

Le guerre in corso in Ucraina-Palestina-Iran (e non solo) rappresentano davvero una novità voluta da Trump o si inseriscono nella consueta geopolitica statunitense, dettata dal complesso militare-industriale di cui parlava Eisenhower?

Diamo un’occhiata veloce (e sommaria) al recente passato, saltando la guerra di Corea (1950/53, con Truman), i colpi di Stato in Iran (1953) e in Guatemala (1954) organizzati proprio da Eisenhower, l’intervento americano nella guerra del Vietnam (1965, con Johnson), il colpo di Stato in Cile (1973) sostenuto da Nixon e partiamo grosso modo dalla caduta dell’Urss e dalla fine della Guerra Fredda.

Bush padre (1989/93)

  • invasione di Panama (1989/90) per deporre Noriega con l’accusa di narcotraffico (vi ricorda per caso la Colombia di oggi?);
  • guerra del Golfo (1991), ossia l’intervento in Iraq dopo l’invasione del Kuwait da parte di Hussein.

Clinton (1993/2001)

  • operazione Restore Hope (1993), intervento nella battaglia di Mogadiscio (cui presero parte anche soldati italiani);
  • operazione Deliberate Force (1995), contro le truppe serbe in Bosnia Erzegovina;
  • attacco missilistico su due obiettivi terroristi in Sudan e Afghanistan (1998), in risposta agli attentati di al-Qaeda;
  • campagna di bombardamenti in Iraq (1998, ma poi ripresero) per ottenere un cambio di regime;
  • operazione Allied Force (1999), campagna di attacchi aerei Nato (partiti anche dall’Italia) contro la Jugoslavia di Milošević;

Bush figlio (2001/09)

  • inizia la guerra in Afghanistan contro il regime talebano (2001) a seguito degli attentati dell’11 settembre;
  • con il discorso sullo Stato dell’Unione del 2002 nasce la “dottrina Bush” della guerra preventiva, che definisce l’Asse del Male (Iraq, Iran, Corea del Nord);
  • inizia la guerra in Iraq (2003), accusato di possedere armi di distruzione di massa (mai trovate), con il coinvolgimento anche di vari Paesi europei (l’Italia con forze di peacekeeping);
  • truppe ad Haiti e in Liberia (2003/04), dov’era scoppiata la guerra civile.

Obama (2009/17)

  • la guerra in Iraq finisce nel 2011, ma interventi militari aerei e terrestri proseguono;
  • la guerra in Afghanistan continua, la quantità di soldati sul campo aumenta e nel 2015 viene annunciato un piano per mantenervi indefinitamente le truppe;
  • intervento militare in Libia contro Gheddafi (2011) con missili e aerei da caccia, dopo alcuni giorni subentra la Nato.

Poi la storia si fa recente e ce la ricordiamo tutti.

 

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