Claudio Marro – Direttore Tecnico Arpac, Stefano Capone – Dirigente UO Mare Arpac
Per la problematica relativa ai numerosi casi di epatite A che si stanno registrando a Napoli ed in altri comuni campani in questi primi mesi del 2026, e che sono stati oggetto di provvedimenti atti a ridurre la diffusione del virus, anche l’Agenzia per la protezione ambientale della Campania è soggetto attivo nelle attività di monitoraggio e di prevenzione.
Infatti, Arpac ha messo a disposizione la propria flotta navale – ordinariamente impegnata nelle attività di monitoraggio marino costiero, nei controlli inerenti la qualità delle acque di balneazione, nelle indagini connesse con la Strategia Marina – per campionare le acque di mare in particolari punti critici.
La collaborazione di Arpac, nata nel 2015 quando in Campania si è verificato un evento epidemico di epatite A, è proseguita nel corso di questi anni, fino ad oggi, assicurando il proprio supporto nell’attuazione dei Piani di monitoraggio delle potenziali fonti di contaminazione per la ricerca del virus attivati dalla Regione Campania (Settore Veterinario).
Tali Piani sono realizzati nell’ambito del Centro di Riferimento Regionale per la Sicurezza Sanitaria del Pescato (C.RiS.Sa.P.) e vedono coinvolti l’Arpac per le attività inerenti al campionamento di acque di mare le cui analisi di laboratorio, invece, sono state eseguite dall’Istituto superiore della Sanità per gli anni passati e attualmente dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici.
In questo decennio i punti di campionamento si sono progressivamente intensificati: nel biennio 2017/2018, infatti, in alcune aree di mare classificate per la produzione di molluschi bivalvi, sono state indagate 27 stazioni, con il prelievo di 324 campioni, bimestralmente. Nello stesso biennio 10 campioni sono risultati positivi al virus dell’epatite (HAV RNA).
In ogni caso, va evidenziato che, come previsto dalle procedure, in caso di riscontri positivi alla presenza del virus, l’Istituto provvede ad inoltrare la comunicazione formale agli organi competenti per l’adozione dei provvedimenti conseguenziali (limitazioni d’uso, divieti di commercializzazione, etc.).
Nel successivo sessennio 2019/2025 le indagini in questione sono proseguite con lo stesso approccio e non sono emerse positività al virus in acqua di mare.
Si precisa che le stazioni di monitoraggio e di prelievo dei campioni di acqua di mare sono definite in ambito C.RiS.Sa.P. e riguardano le potenziali fonti idriche di contaminazione per la molluschicoltura, individuate lungo la costa campana e divise tra i Comuni di Castelvolturno, Pozzuoli, Monte di Procida, Procida, Bacoli, Pozzuoli, Napoli e Torre del Greco. I prelievi sono stati eseguiti alle foci di taluni fiumi e di impianti di depurazione, così come di condotte sottomarine, punti di scarico sotto costa, foce di alvei, etc.
Lo stesso monitoraggio è in attualmente in corso e nei primi mesi del 2026 è stata riscontrata una positività al virus dell’epatite A nell’acqua di mare prelevata in un punto della costa che bagna Napoli, (Località Canale Sperone), in data 27/02/2026, a conferma che nonostante i fattori di diluizione, che a mare sono consistenti, la presenza del virus in certi ambienti va monitorata costantemente e le misure di prevenzione sono fondamentali per limitarne la diffusione.
É fondamentale rispettare le indicazioni e le prescrizioni fornite dagli organi (ASL, Comune, etc.) istituzionalmente preposti a fornire informazioni corrette e dettagliate inerenti i sintomi, le cause, le diagnosi, i trattamenti, le misure di prevenzione.
ARPAC, continuerà ad assicurare la disponibilità della propria flotta navale e dei propri tecnici nel prelievo dei campioni di mare in stretta sinergia con gli altri Enti interessati.
Si rimanda al magazine Arpacampania di aprile 2026 per ulteriori dettagli.
