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Federlogistica: la crisi non è energetica, è sistemica

Logistica sotto attacco

by Redazione
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Il 2008 fu l’anno della crisi finanziaria globale, innescata dal fallimento di Lehman Brothers. Oggi non si tratta di una crisi del credito ma della circolazione delle merci. Il blocco dello Stretto di Hormuz rischia di spezzare un modello globale costruito sulla continuità, sulla prevedibilità e sulla fluidità degli scambi.

E’ il Presidente di Federlogistica, Davide Falteri, a lanciare l’allarme: “Non siamo di fronte a una crisi congiunturale bensì a una possibile ridefinizione degli equilibri globali. Quando si altera la logistica, non si rallenta semplicemente il commercio: si mette in discussione il funzionamento stesso del sistema economico.”

Il presupposto per cui le merci partono e arrivano, le rotte sono affidabili, i tempi programmabili e i flussi continui sarebbe oggi incrinato. “Quando viene meno la prevedibilità – sottolinea Falteri – il problema non è più solo economico: diventa sistemico. E la logistica – spesso percepita come invisibile – si sta rivelando per quello che è realmente: un’infrastruttura critica globale, al pari dell’energia e delle reti digitali. Per una crisi di tale portata la risposta deve essere straordinaria: servono decisioni rapide, coordinate e coraggiose, a livello nazionale ed europeo. La logistica deve essere riconosciuta come asset strategico e governata come tale per evitare un impatto diretto sulla competitività delle imprese, sulla produzione e sulla occupazione messe a rischio da quella che sarebbe una regionalizzazione degli scambi.”

Federlogistica chiede quindi che la logistica venga riconosciuta come servizio essenziale e infrastruttura strategica e che: siano attivati strumenti straordinari per garantire la continuità delle catene di approvvigionamento, sia rafforzato il coordinamento europeo sulla sicurezza delle rotte commerciali, venga accelerato il processo di digitalizzazione e resilienza delle supply chain.

 

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