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Tutto è bene ciò che finisce bene. Per chi seguiva i cartoni animati in televisione una quarantina di anni fa, era la formula con la quale si concludevano le avventure di Nick Carter. Oggi che la politica internazionale è tragicamente diventata simile alle logiche dei fumetti in TV, tocca trovare le categorie più adeguate per comprendere la concatenazione logica dei fatti che accadono.
Ieri il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo aver scritto che “un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita”, ha aggiunto nel suo post su Truth che “tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale – in cui prevalgono menti diverse, più acute e meno radicalizzate – forse potrebbe accadere qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario, chissà”.
“Lo scopriremo stanotte: sarà uno dei momenti più importanti nella lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte giungeranno finalmente al termine” ha chiosato.
La Sibilla cumana è un modello di leadership alquanto inquietante, soprattutto quando viene adottato dal leader della maggior potenza militare del mondo. Spesso i comportamenti sono paragonabili ad uno sgangherato giocatore di poker che conosce solo il bluff come strategia di confronto.
Viene in questi momenti in mente come profezia il libro scritto dalla nipote psichiatra del Presidente, Mary L. Trump, “Sempre troppo e mai abbastanza. Come la mia famiglia ha creato l’uomo più pericoloso del mondo”.
Poi, poco prima della scadenza dell’ultimatum da fine del mondo rivolto all’Iran, sempre con un tweet sul suo personale social Donald Trump annuncia: “Sulla base delle conversazioni con il primo ministro Shehbaz Sharif e con il feldmaresciallo Asim Munir, del Pakistan, nel corso delle quali mi hanno chiesto di sospendere la forza distruttiva che sarebbe stata inviata questa sera contro l’Iran, e a condizione che la Repubblica islamica dell’Iran accetti la COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA RIAPERTURA dello stretto di Hormuz, accetto di sospendere per un periodo di due settimane i bombardamenti e l’attacco contro l’Iran. Questo sarà un CESSATE IL FUOCO da entrambe le parti!”. Vale la pena di conservare le parole scritte con i caratteri tutti in maiuscolo.
Il prezzo del petrolio, nel corso della notte è crollato del 18%. Tutto risolto? No, la partita comincerà venerdì 10 aprile, quando proseguiranno le trattative ad Islamabad. E poi bisognerà vedere cosa farà Israele. Netanyahu ha dichiarato che aderisce al cessate il fuoco provvisorio con l’Iran, ma non intende affatto cessare le ostilità con il Libano e con Hezbollah. La partita a scacchi secondo le regole di Trump è insomma solo agli inizi. Come si concludeva il cartone animato di Nick Carter: e l’ultimo chiuda la porta.
