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“Climate change, bonifiche, rifiuti”. L’incontro a Caserta

L'intervento del DG Arpac, Stefano Sorvino

by Redazione
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Si è tenuto lo scorso 18 aprile a Caserta, organizzato da ANGAM – Associazione Nazionale Gestori Ambientali, l’incontro dal titolo: “Climate change, bonifiche, rifiuti: quali strategie per uno sviluppo sostenibile del Mezzogiorno per un’Italia circolare”. Con la partecipazione del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, del Commissario Unico per la bonifica delle discariche abusive e dell’Ispra.

Presente anche l’Arpac, con il Direttore generale Stefano Sorvino e la dottoressa Loredana Pascarella del Dipartimento di Caserta. Quella che vi proponiamo di seguito è una sintesi dell’intervento del Direttore Sorvino.

 

L’Arpac opera a tutto campo, su un territorio impegnativo e difficile quale quello della Campania, in termini di attività di controllo, monitoraggio, elaborazione dei dati, supporto alla Regione e alle Autorità territoriali nell’ambito del sistema della prevenzione collettiva. E a volte anche alle Autorità giudiziarie, nell’ambito delle necessarie attività di carattere investigativo e repressivo.

Questo territorio racchiude un concentrato di criticità e di problematiche ma al tempo stesso esprime oggi più che mai un notevole fervore operativo. Sul piano dei controlli, segnalo le convenzioni e i protocolli d’intesa recentemente stipulati con le Amministrazioni provinciali e la Città Metropolitana di Napoli, volti a coprire un vulnus nel sistema grazie al supporto da parte di Arpac all’attività di controllo di loro competenza, sia per la parte amministrativa che per quella tecnica.

Ma, soprattutto, questo territorio vede l’intensa operatività di alcuni organismi straordinari. Primo fra tutti, da ormai circa un anno, il Commissario unico per le bonifiche generale Vadalà, nominato all’indomani della fondamentale sentenza CEDU del gennaio del 2025 relativa a Terra dei Fuochi. Che è una sentenza di carattere propulsivo più che giuridico sanzionatorio, che dà due anni all’Italia per promuovere interventi incisivi. E non è facile. Perché appunto le attività di bonifica sono attività lunghe, impegnative, articolate in passaggi procedurali e, soprattutto, richiedono ingenti risorse finanziarie, in parte stanziate dalla Regione e dallo Stato con riferimento anche alla problematica degli interventi sui cosiddetti siti orfani.

Quindi è un momento di grande fervore operativo. Occorre sinergia tra gli Enti istituzionali, le Amministrazioni territoriali, il Governo che opera direttamente su questo territorio a mezzo dei Commissari, la Regione, gli Enti locali, gli organismi tecnici.

Ma anche con i gestori ambientali riuniti nell’Associazione Nazionale dell’ANGAM. Perché naturalmente gli operatori del settore, gli operatori tecnico-economici, sono una componente fondamentale dell’economia green. Quindi, oltre alle politiche normative di controllo da parte degli enti pubblici, occorre un impegno – correttamente orientato, attivo, operativo, imprenditorialmente valido ed efficiente – da parte della categoria degli operatori e degli imprenditori. Alla quale noi naturalmente guardiamo interesse non soltanto nella veste di controllori, ma anche auspicando lo sviluppo di una sempre maggiore collaborazione operativa.

 

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