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Il Rotary Club per la Mobilità nel basso Ionio cosentino

Infrastrutture, ritardi e speranze di un territorio che chiede di non restare indietro

by Francesca Pica
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Per chi vive nel basso Ionio cosentino, l’isolamento non è un concetto astratto. È una realtà che si misura ogni giorno in chilometri, tempi di percorrenza e opportunità mancate. Significa impiegare quasi due ore per raggiungere servizi che altrove distano pochi minuti. Significa accompagnare un figlio all’università, raggiungere un ospedale, prendere un treno ad alta velocità o un volo aereo affrontando spostamenti lunghi, complessi e spesso privi di alternative. Significa vedere una costa ricca di bellezze naturali, storia, cultura e potenzialità economiche rimanere ai margini delle principali direttrici di sviluppo della regione. È da questa consapevolezza che è nato l’incontro promosso dal Rotary Club Cariati “Terra Brettia” dedicato allo stato della mobilità nel comprensorio del basso Ionio cosentino. L’evento si è svolto presso il Museo Civico del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati, dove la direttrice, Assunta Scorpiniti ha curato con grande maestria l’organizzazione logistica della serata.

Ad aprire i lavori è stato il presidente del Rotary Club Cariati Terra Brettia, Giovanni Romio, che ha ricordato come il compito del Rotary sia quello di creare occasioni di confronto tra comunità, istituzioni e soggetti tecnici, mantenendo uno spirito apartitico e orientato esclusivamente all’interesse collettivo.

 

 

L’incontro ha visto la partecipazione dell’architetto Domenico Curcio, Responsabile Area gestione rete Calabria, dell’ingegner Biagio Marra, direttore dei lavori del Megalotto 3 della SS106, del sindaco di Cariati, Cataldo Minò e del senatore Ernesto Rapani, con le conclusioni affidate a Giovanni Fino, Assistente del Governatore del Distretto Rotary 2102. Nel corso del confronto è emerso un dato chiaro: il basso Ionio rappresenta oggi una delle aree della Calabria che più hanno sofferto il ritardo infrastrutturale accumulato negli ultimi decenni, ma al tempo stesso è uno dei territori sui quali si stanno concentrando alcuni dei più importanti investimenti pubblici mai programmati nella regione.

L’obiettivo dell’incontro, ha evidenziato, era fornire informazioni chiare e aggiornate sullo stato delle principali infrastrutture e stimolare una riflessione sulle opportunità future per l’intero comprensorio ionico. L’architetto Domenico Curcio ha illustrato il quadro generale della rete viaria calabrese e i programmi di investimento in corso. Particolare attenzione è stata dedicata alla nuova SS106, definita l’asse strategica destinata a collegare in maniera moderna e sicura l’intera fascia ionica. Curcio ha evidenziato come la Calabria stia beneficiando di investimenti per oltre 6 miliardi di euro nel settore stradale, con interventi che riguardano il completamento del collegamento Sibari-Corigliano Rossano, il potenziamento della direttrice Catanzaro-Crotone e la progettazione dei nuovi lotti verso il Crotonese.

L’ingegner Biagio Marra, ha approfondito gli aspetti tecnici delle nuove opere previste tra Corigliano Rossano e Crotone, illustrando la complessità progettuale di infrastrutture che attraversano territori caratterizzati da importanti vincoli geologici e ambientali. Marra ha inoltre raccontato l’esperienza maturata nella realizzazione del Megalotto 3, opera da oltre un miliardo di euro che rappresenta uno dei più importanti investimenti infrastrutturali attualmente in corso nel Mezzogiorno.

L’ingegner Roberto Corrao di RFI ha presentato il programma di sviluppo ferroviario della Calabria, che comprende investimenti complessivi superiori ai 30 miliardi di euro. Tra gli interventi più attesi figurano l’elettrificazione della linea ionica, l’implementazione del sistema tecnologico ERTMS, il consolidamento delle opere civili, il miglioramento delle stazioni e la realizzazione della Bretella di Sibari. Corrao ha evidenziato come tali interventi non siano finalizzati soltanto a migliorare la velocità dei collegamenti, ma soprattutto ad aumentare affidabilità, puntualità, capacità di trasporto e integrazione con gli altri sistemi di mobilità.

Nel suo intervento, il senatore Ernesto Rapani ha ripercorso il lungo iter amministrativo che ha portato all’avvio dell’elettrificazione ferroviaria ionica, ricordando come il progetto abbia attraversato numerose fasi autorizzative prima di arrivare alla realizzazione concreta. Rapani ha posto l’accento sulle difficoltà burocratiche che spesso rallentano le opere pubbliche e sulla necessità di una maggiore collaborazione tra amministrazioni locali, enti tecnici e istituzioni nazionali. Ha inoltre evidenziato il valore strategico della Bretella di Sibari e della nuova SS106 per il futuro economico e logistico dell’intera area ionica.

Il sindaco di Cariati, Cataldo Minò, ha ringraziato il Rotary per l’organizzazione dell’incontro e ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà quotidiane vissute dagli enti locali, chiamati a gestire servizi e problematiche sempre più complesse con risorse limitate. Minò ha ribadito che il tratto compreso tra Sibari e Crotone rappresenta una delle aree storicamente più penalizzate della Calabria dal punto di vista infrastrutturale e che gli investimenti in corso costituiscono un’opportunità decisiva per il rilancio del territorio, del turismo e dell’economia locale.

Nel corso del dibattito è emerso con forza un concetto condiviso da tutti i relatori: la realizzazione delle infrastrutture rappresenta soltanto il primo passo. Per trasformare gli investimenti in sviluppo sarà necessario costruire un sistema integrato di servizi, trasporto pubblico, collegamenti con aeroporti e stazioni, mobilità sostenibile e intermodalità. A chiudere i lavori è stato Giovanni Fino, Assistente del Governatore del Distretto Rotary 2102, che ha sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul tema della mobilità e di proseguire il confronto tra istituzioni, tecnici e comunità locali. L’incontro si è concluso con la consapevolezza che il basso Ionio cosentino sta vivendo una fase cruciale della propria storia infrastrutturale. Le opere oggi in progettazione o in fase di realizzazione rappresentano un’opportunità concreta per superare l’isolamento storico dell’area e costruire nuove prospettive di crescita, competitività e qualità della vita.

 

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