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“Immagini e vita”, di Marco Salvatore con Marco Demarco

un luminare della medicina nucleare ma, soprattutto, un intellettuale in senso pieno

by Stefano Sorvino
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Marco Salvatore è una notissima personalità del mondo medico, accademico e scientifico ma anche una riconosciuta “istituzione” culturale e sociale, un “saggio” della società napoletana, animatore di dibattito pubblico e riflessione intellettuale.

Nella seconda metà degli anni ’90 ebbi l’onore di conoscerlo, condividendo nel mio piccolo una prestigiosa esperienza di colleganza in seno al Comitato Tecnico Scientifico della Regione Campania, sia pure in diversi settori di competenza.

Nell’autunno scorso è stata pubblicata una agile ma intensa autobiografia della sua vicenda professionale ed umana, ” IMMAGINI E VITA” (Mondadori), a cura della raffinata penna di Marco Demarco, già fondatore e direttore del Corriere del Mezzogiorno, che ne ripercorre l’articolato itinerario professionale e scientifico. Ma narra anche le sue origini, il denso vissuto personale e familiare, l’esperienza della malattia felicemente superata, l’ingiusta sofferenza giudiziaria, le sconfitte ed i successi, la delicata profondità degli affetti privati, le riflessioni attuali, offrendo varietà di spunti e ricchezza di elementi e registri narrativi.

Il sottotitolo, “Autobiografia affettiva e professionale di un medico napoletano”, è già esplicativo dei contenuti di oltre 140 pagine di narrazione fluente e scorrevole, che rappresenta vivacità di esperienze e spigolature ma anche interessanti ed approfondite speculazioni sulle trasformazioni della società, della medicina e del sistema sanitario degli ultimi decenni e sulle nuove sfide del prossimo futuro.

Il prof. Salvatore, ricercatore e pioniere della medicina radiologica e nucleare e della moderna diagnostica per immagini, autore di molteplici pubblicazioni di rilievo internazionale, ha dato molto allo sviluppo della ricerca sanitaria, non soltanto campana e nazionale.

Professore universitario, già direttore scientifico della Fondazione Pascale, innovatore e realizzatore tra la sfera della sanità pubblica e privata, ha fondato tra l’altro a Napoli uno dei maggiori centri di eccellenza di diagnostica integrata (l’Istituto SDN).

Nell’autobiografia lo spessore della dimensione pubblica si fonde con la umana e delicata sensibilità degli affetti privati, con la legittima coltivazione della “religione” dei ricordi familiari. Dallo zio Fausto questore al papà Domenico, medico e maestro di vita; dalla cugina Anna ai fratelli Gaetano (Nino), scienziato carismatico di fama internazionale prematuramente scomparso e Franco, tra l’altro fondatore del CEINGE, operante nel campo delle biotecnologie avanzate, i tre figli e soprattutto la consorte Hilde, discreta ma inseparabile e preziosa compagna di vita.

Marco non soltanto narra se stesso e le sue esperienze ma riflette in modo originale sulle ulteriori prospettive di sviluppo della ricerca medica, sugli importanti risultati finora conseguiti e sulle nuove straordinarie potenzialità dell’evoluzione tecnico-scientifica ragionando spesso in forma dialettica e sempre con misurato equilibrio e, soprattutto, in chiave rigorosamente critica e problematica.

Intellettuale e scienziato di cultura profonda ed interdisciplinare, dai larghi orizzonti, Salvatore riesce ad esprimere una naturale capacità di aggregazione di relazioni culturali, istituzionali, professionali e scientifiche per la promozione di iniziative utili e costruttive. Pensatore creativo e versatile, è stato ed è attivissimo promotore di molteplici confronti ed eventi di approfondimento ed animazione culturale, come il felicissimo “Sabato delle idee”, una sorta di «cenacolo intellettuale itinerante», proponendo spazi innovativi di dibattito pubblico sui più svariati temi alla società napoletana, sospesa tra contraddizioni, immobilismo ma anche motivazioni e potenzialità irriducibili.

L’autore richiama tra l’altro l’idea, lanciata anni fa, di realizzare un nuovo, più moderno e funzionale Policlinico a servizio della città metropolitana di Napoli, con un progetto amministrativamente, finanziariamente ed urbanisticamente sostenibile.

Marco richiama i piacevoli momenti di relax estivo nel pozzetto della barca ma anche il “buen retiro” nella dimora Accadia, di cui la napoletanissima famiglia Salvatore è originaria. Accadia, «uno di quei paesi dove il tempo si ferma e non si disperde», è un piccolo comune dei monti della Daunia, oggi incardinato nella provincia di Foggia ma dalla geografia amministrativa storicamente oscillante, ai confini con l’Irpinia – di cui un tempo faceva parte – e da cui sicuramente Marco ha attinto una componente di laboriosità ed intelligente tenacia, caratteristica delle popolazioni interne dell’Appennino meridionale.

In definitiva Marco Salvatore è un luminare della medicina nucleare ma, soprattutto, un intellettuale in senso pieno, ricco di generosa inventiva e, soprattutto, di una profonda “humanitas”, coniugata all’originalità di pensiero ed all’acume della riflessione critica.

L’autobiografia a quattro mani è un esercizio meritorio. Come osserva Sabino Cassese, ognuno ha un debito verso la propria storia ed il proprio tempo, la famiglia da cui proviene, il contesto che lo ha plasmato, i maestri ed anche gli allievi, verso le esperienze di studio, di vita e di professione che lo hanno formato, verso gli affetti che lo hanno affiancato e sostenuto, verso i risultati ed i successi conseguiti attraverso il lavoro e l’applicazione, soprattutto se particolarmente brillanti come per Marco.

Ed ha quindi il corrispondente dovere di dare conto di quello che ha fatto e prodotto, di comunicare, socializzare e trasmettere le proprie esperienze e idee, le opere e i loro intenti, narrando i mutamenti ed i loro protagonisti, le difficoltà incontrate e superate, come testimonianza positiva ed utile a tutti per la costruzione di un futuro operoso e responsabile.

È da sottolineare infine che, in linea con la generosità dell’autore, il ricavato delle vendite con i relativi diritti non genera profitto ma viene destinato alla mensa del Carmine, a beneficio delle opere di solidarietà sostenute dall’Ordine dei Carmelitani di Napoli.

 

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