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A Napoli il Forum “Cambio di Paradigma”

Mezzogiorno, energia e nuove rotte

by Caroline Abeille
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Tra sfide geopolitiche, riorganizzazioni delle catene di fornitura globali e la corsa alla transizione energetica e digitale, Napoli ha ospitato la seconda edizione di “Cambio di Paradigma – Forum dell’Economia del Nuovo Mondo”. Promossa da Il Mattino nella cornice dell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Napoli Federico II a Via Partenope, la due giorni di lavori ha chiamato a raccolta rappresentanti delle istituzioni, capitani d’industria, economisti e diplomatici per interpretare le profonde trasformazioni che stanno ridefinendo gli equilibri mondiali.

Dal confronto è emersa un’indicazione nitida: di fronte al ridisegno dei corridoi commerciali tra Asia, Medio Oriente, Africa ed Europa, il Mediterraneo e l’Italia — con il Mezzogiorno nel ruolo di cerniera naturale — non rappresentano più soltanto un confine geografico, ma un hub strategico irrinunciabile per la sicurezza energetica, la logistica e la cooperazione internazionale.

Prima Giornata: Mare, Infrastrutture e Nuovi Equilibri Geopolitici

I lavori si sono aperti con i saluti del Rettore dell’Ateneo federiciano Andrea Mazzucchi, seguiti dall’analisi del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci e dagli spunti strategici offerti dall’economista Patrizio Bianchi e da Ercole Incalza.

Centro della prima mattinata è stata l’Economia del Mare, discussa dai vertici di spicco del settore logistico e finanziario — Agostino Gallozzi (Gallozzi Group), Emanuele Grimaldi (Grimaldi Group), Leonardo Massa (MSC) e Michele Pignotti (SACE) — che hanno sottolineato la necessità di proteggere la resilienza delle rotte e investire sulla competitività dei porti italiani.

La dimensione internazionale del Forum ha visto i contributi di Abla Abdel-Latif (ECES), Çağatay Özdemir (Presidenza Turca) e Marco Minniti (Fondazione Med-Or), che hanno analizzato l’intreccio tra relazioni transatlantiche e stabilità mediorientale. A rimarcare il ruolo di Napoli come città inclusiva e motore del Sud è stato il Sindaco Gaetano Manfredi, mentre la prospettiva europea è stata delineata dal Vicepresidente esecutivo della Commissione UE Raffaele Fitto.

Nel pomeriggio, il focus si è spostato sulla sicurezza energetica e sulle infrastrutture critiche con l’intervento del Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e del Sottosegretario Luigi Sbarra. La tavola rotonda con Roberto Barbieri (Gesac), Mario Casillo (Regione Campania) e Pierluigi Portalupi (Generali) ha affrontato i temi della mobilità intermodale e della tutela degli investimenti, coronata dall’intervento di Biagio Mazzotta, Presidente di Fincantieri, e dal messaggio conclusivo del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Seconda Giornata: Transizione Energetica, Reti e Capitale Umano

La seconda giornata ha visto l’apertura dei saluti istituzionali del Presidente della Regione Campania Roberto Fico e l’intervento di Luigi Di Maio, Rappresentante Speciale UE per il Golfo Persico, incentrato sulle nuove prospettive di cooperazione tra Europa e Paesi del Golfo.

Ampio spazio è stato dedicato alla sovranità energetica, tema cruciale sviscerato nel dibattito che ha visto protagonisti Salvatore Bernabei (Enel Green Power), Lorenzo Giussani (A2A), Nicola Monti (Edison) e Alessandro Panico (Prysmian), introdotto dal quadro analitico di Davide Tabarelli (Nomisma Energia).

Il dibattito sulla competitività industriale si è poi esteso alla digitalizzazione e alle reti con Luigi Ferraris (Fastweb+Vodafone), e al ruolo cruciale della formazione e del capitale umano con Paola Severino (Luiss School of Law). In chiusura, gli interventi di Antimo Caputo (Mulino Caputo), Claudio Ricci (CIS – Interporto Campano), della Vicepresidente BEI Gelsomina Vigliotti e di Antonio D’Amato (Fondazione Mezzogiorno) hanno riportato l’attenzione sul valore delle filiere produttive locali e sulle opportunità di investimento per il Sud.

Le Conclusioni: Napoli Laboratorio di Politica Industriale

La seconda edizione di Cambio di Paradigma lascia in eredità una visione chiara: le sfide globali dell’intelligenza artificiale, delle materie prime e della transizione energetica richiedono una sinergia strutturale tra settore pubblico e privato. Napoli si conferma così non solo una vetrina di prestigio, ma un vero e proprio laboratorio permanente da cui far partire le strategie industriali e geopolitiche del Paese.

 

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