Home Cinema e Teatro Dal crimine aristocratico al riscatto di Mary Bennet

Dal crimine aristocratico al riscatto di Mary Bennet

Due Inghilterre, due mondi

by Francesca Pica
0 comments

 

In autunno torna il piacere di lasciarsi sedurre dalle serie tv, passando da un’ambientazione all’altra. Questa volta, a fare da filo conduttore, è l’Inghilterra, raccontata a due secoli di distanza attraverso due serie molto diverse per epoca e linguaggio narrativo. Eppure, sotto la superficie, qualcosa le accomuna: il potere delle convenzioni sociali, il peso delle origini e la difficile arte di trovare il proprio posto nel mondo.

A metterli idealmente sono The Gentlemen 2, la serie di Guy Ritchie disponibile su Netflix, e L’altra sorella Bennet – Orgoglio e riscatto, adattamento del romanzo di Janice Hadlow, arrivato su Sky. La prima ci trascina nell’Inghilterra contemporanea di un’aristocrazia che si reinventa attraverso il crimine; la seconda torna all’età della Reggenza, nell’universo letterario di Jane Austen, per dare voce a un personaggio rimasto ai margini: Mary Bennet.

In The Gentlemen 2, Eddie Horniman, interpretato da Theo James, il duca finito a capo di un impero della cannabis ereditato dal padre, ormai pienamente calato nel doppio ruolo di aristocratico e criminale. Al suo fianco, ancora una volta, Susie Glass (Kaya Scodelario), la donna che aveva orchestrato la sua iniziazione nel mondo del crimine. Eddie cerca di consolidare gli affari e di accrescere la propria influenza, mentre le alleanze si complicano e l’ambizione minaccia di divorare ogni residuo di scrupolo. La storia si sposta anche in Italia, sulle rive del Lago Maggiore, introducendo nuovi equilibri e nuovi avversari.

Nella prima stagione, la serie trovava la sua migliore intuizione nell’essere, prima di tutto, una commedia sull’aristocrazia inglese travestita da gangster story. Nella seconda, l’aristocrazia si adatta ai tempi. Il titolo ereditario conserva il suo potere simbolico, ma il denaro e la criminalità ne aggiornano gli strumenti.

Se Eddie Horniman cerca di conquistare una posizione sempre più alta, Mary Bennet deve prima di tutto conquistare il diritto di avere una posizione propria.

In L’altra sorella Bennet, il mondo di Orgoglio e pregiudizio viene osservato da una prospettiva laterale. Mary, la sorella studiosa, impacciata e spesso derisa, quella che nella memoria dei lettori è rimasta in ombra rispetto alle più brillanti Elizabeth e Jane, diventa finalmente protagonista della sua storia.

Qui il ritmo cambia, al dinamismo di Ritchie si sostituisce una narrazione più intima, attenta ai silenzi, agli sguardi, alle umiliazioni quotidiane e alle piccole conquiste interiori. Il conflitto non ha bisogno di armi: può consumarsi durante una conversazione, in una visita di famiglia, nel confronto con una società che assegna alle donne un valore strettamente legato alle loro prospettive matrimoniali.

Mary parte svantaggiata perché non possiede le qualità che il suo ambiente considera desiderabili. Non è bella, non è arguta e non sembra possedere quella disinvoltura sociale che rende una giovane appetibile sul mercato matrimoniale. Il suo percorso, però, non consiste nel trasformarsi in una versione più gradevole di se stessa, quanto imparare a riconoscere il proprio valore senza misurarlo continuamente sul metro delle altre. È questo il tratto contemporaneo dell’adattamento: Mary non diventa interessante perché finalmente si conforma alle aspettative. Diventa interessante perché comincia a sottrarsi al giudizio che l’ha definita.

Il confronto tra le due serie rivela una sorprendente parentela. Eddie dispone di un capitale sociale che gli permette di entrare in ambienti esclusivi e di negoziare la propria ascesa. Mary vive in una società nella quale il capitale sociale è distribuito in modo diverso, ma altrettanto determinante: reputazione, educazione, bellezza e matrimonio contribuiscono a stabilire il valore pubblico di una persona.

La distanza tra i due racconti è anche la loro ricchezza. The Gentlemen 2 sceglie il divertimento, il ritmo e la deformazione grottesca per raccontare un mondo nel quale il denaro compra accessi, alleanze e impunità. L’altra sorella Bennet preferisce l’osservazione psicologica e il riscatto personale per raccontare una donna che cerca di emanciparsi da un destino già scritto.

Anche lo stile diventa parte del discorso. In The Gentlemen, gli abiti eleganti sono una divisa di potere, una maschera dietro la quale si nasconde la violenza. In L’altra sorella Bennet, gli abiti, i rituali della conversazione e le buone maniere sono strumenti di riconoscimento sociale, ma anche confini entro cui le donne devono imparare a muoversi. In entrambi i casi, l’apparenza è una forma di linguaggio.

A distanza di due secoli, l’Inghilterra di queste serie continua, dunque, a parlare anche del nostro presente. Sono cambiate le regole, si sono trasformati i codici sociali, ma rimane aperta la questione di quanto il punto di partenza condizioni il percorso di ciascuno.

E questo è il merito di entrambe: ricordarci che non tutti combattono la stessa battaglia. C’è chi vuole salire più in alto, e chi, semplicemente, prova a ottenere il diritto di scegliere.

 

Leave a Comment