Home Napoli A Pompei l’inizio della grande festa per la visita di Leone XIV

A Pompei l’inizio della grande festa per la visita di Leone XIV

augurando una buona Giornata campana al Santo Padre

by Federico L.I. FEDERICO
0 comments

 

L’elicottero papale si è annunciato con fragore puntuale verso le otto e un quarto, come previsto nella intensa road map della prima visita di Leone XIV in Campania. Tappe principali Napoli e Pompei, le capitali del nostro Meridione d’Italia, la prima Politica e la seconda Religiosa, senza dubbio alcuno.

E non sarà stata casuale la scelta delle due tappe, certamente volute da Papa Prevost, per questo “Otto di maggio” del 2026, coperto da un cielo grigio e tristanzuolo, attraversato da folate di vento freddo, proveniente dalle coste mediterranee orientali del nostro stivale.

L’elicottero papale è atterrato senza indugi e svolazzi sul nucleo urbano cittadino di Pompei, come si era invece già verificato nelle altre visite papali precedenti. Forse per motivi di comprensibile sicurezza, resi ancora più seri dalle poco serie entrate a gamba tesa di Trump che – nella sua smania maniacale di controllo del Mondo – ha messo anche Papa Leone XIV nel mirino.

E qui vale la pena di ricordare rapidamente al lettore quali visite papali a Pompei – il cui Santuario Mariano fu dedicato da San Bartolo Longo alla “Pace Universale” – si siano già verificate negli anni duemila di questo Terzo Millennio, funestato dalle guerre.

 

 

San Giovanni Paolo II, il papa polacco – “folle d’amore” per la Vergine Maria, più noto familiarmente tra la gente, ancora oggi, come Papa Wojtytila – è stato il primo Papa a visitare Pompei, arrivando due volte, anch’egli in elicottero: il 21 ottobre 1979 e, per la seconda volta, il 7 ottobre 2003 per la chiusura dell’Anno del Rosario.

Poi fu la volta del tedesco Ratzinger, Papa Benedetto XVI, che visitò il Santuario il 19 ottobre 2008.

E, infine, poco più di dieci anni fa, l’italoargentino Bergoglio, che assunse il nome di Papa Francesco, arrivò a Pompei il 21 marzo 2015.

Insomma, quella di Pompei sta diventando una tappa “obbligata” per i Papi romani, che la presenza di Leone XIV oggi a Pompei, consacra definitivamente.

Stavolta, però, l’elicottero che ha trasportato Papa Leone XIV è atterrato nei pressi del Santuario della Madonna di Pompei, in una vasta zona libera da costruzioni, contigua al complesso santuariale, che ne rappresenta il fronte orientale. Quest’area particolarmente sicura e difendibile – detta oggi Area Meeting – capace di accogliere migliaia di persone, risulta tutto intorno contornata da fabbricati monumentali degli anni Cinquanta del Novecento, che in un passato non lontano ospitavano centinaia di Orfanelli e Orfanelle, appartenenti a famiglie difficili. L’Area Meeting fu concepita e realizzata da un Vescovo, Prelato Pontificio, mons. Roberto Ronca, eroe della resistenza antinazista a Roma ai tempi di “Roma Città aperta” e Medaglia d’argento al valore. Un ingegnere divenuto prete e, poi, pupillo di Papa Pio XII, che lo volle a Pompei, affinché egli realizzasse le opere di accoglienza per i pellegrini del Giubileo dell’Anno Santo 1950.

 

 

Tornando però rapidamente a quest’oggi, registriamo che, dopo circa mezz’ora dall’atterraggio a Pompei, un festoso e lungo scampanio delle campane del Campanile di Pompei – recentemente restaurate e, per lodevole iniziativa del Prelato Pontificio di Pompei, Mons. Tommaso Caputo – “rimesse in sintonia” dalla famosa fabbrica molisana di Campane di Agnone, che le produsse con bronzo di cannoni in nome dei valori della Pace per espresso volere dell’Avvocato Santo.

Il suono potente delle campane a festa oggi ha “comunicato” alla Città di Pompei l’inizio felice della somma visita pastorale di Papa Leone XIV al Santuario della Madonna di Pompei, costruito da San Bartolo Longo, che fece porre mano alla costruzione del Santuario proprio centocinquanta anni fa. E lo stesso papa americano Leone ha ricordato, durante la propria omelia – ricevendo in cambio numerosi e calorosi applausi dalla folla osannante – che la propria presenza a Pompei era la propria testimonianza della particolare devozione alla Santa Vergine di Pompei e al precedente Leone XIII, il Papa della Rerum Novarum. Una testimonianza decisa “già il primo giorno della propria elezione a successore di Pietro” come ha declamato coram populo.

E infatti è noto – nonché storicamente accertato – il fatto che Leone XIII diede il proprio sostegno in numerose occasioni a San Bartolo Longo, quando egli era avversato da alcuni ambienti vaticani, i quali mal vedevano un laico – tra l’atro coniugato con la Contessa Marianna Farnararo De Fusco – alla testa delle opere religiose in fase di realizzazione a Valle di Pompei, frazione del Comune di Scafati, per il riscatto spirituale della intera area vesuviana, ma intanto divenuto oggetto di venerazione da parte di pellegrini provenienti da ogni parte del Meridione e famoso in tutto il mondo.

La Recita della Supplica, come sempre, è stata vissuta come una preghiera collettiva di intensa spiritualità, che vede il popolo di Dio – giunto da ogni dove in decine di migliaia – recitare a voce alta le parole scritte da San Bartolo Longo per la “Regina delle Vittorie”, la Beata Vergine Maria. E tutto si svolge in un crescendo di passione e commozione diffuse tra la gente comune, orante all’aperto, nella Piazza su cui si affaccia il Santuario della Madonna di Pompei e nelle strade che confluiscono verso il Santuario, in libero e spontaneo assembramento, a volte disordinato, ma sempre composto, sereno e consapevole, senza alcun isterismo.

Chiudiamo l’articolo augurando una buona Giornata campana al Santo Padre che, mentre scriviamo, sarà giunto a Napoli.