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ACEN intervista al presidente Brancaccio

by Redazione

La dottoressa Federica Brancaccio è, dallo scorso 25 gennaio, il nuovo Presidente dell’ACEN, la potente Associazione Costruttori Edili di Napoli.

Nella sua relazione all’Assemblea Generale ha fissato la linea della futura politica associativa: dialogo, proposta e impegno. Abbiamo voluto incontrarla per capire come ritiene di tradurre in pratica questo programma, nell’interesse degli associati e dello sviluppo della regione.

 

Presidente, 4 anni di mandato impegnativi, con una crisi di settore terribile che non sembra beneficiare della pur timida ripresa dell’economia. Quale concreto contributo si propone di offrire l’Acen?

Come diceva, si profilano primi spiragli di luce nell’economia della Regione. In questo colgo uno sprone che, in uno con le Istituzioni e le Amministrazioni che ci governano, dobbiamo favorire e alimentare, sollecitandole e moltiplicando l’impegno da profondere per cogliere appieno le opportunità che si prospettano. E’ indispensabile trasformare questi accenni di ripresa economica in una diffusa, positiva occasione che coinvolga il nostro modo di pensare, di affrontare le innovazioni e di condividere tra diverse sensibilità le “buone pratiche”. In questa direzione abbiamo ancora molta strada da fare.

Come ho avuto già modo di dire, invito tutti ad un confronto permanente, attento, aperto, sulle idee e sulle proposte che metteremo in campo. Dovrà trattarsi di un confronto nel merito delle questioni, attento al fattore tempo, che è sempre determinante in economia. L’obiettivo cui tendere è lo sviluppo stabile, elemento propulsore della crescita economica e sociale, assolutamente necessaria per dare un futuro alle nuove generazioni, con le quali si è contratto un debito molto oneroso, senza allontanare responsabilità, ciascuno per il proprio ruolo. I costruttori, insomma, sono pronti a fare la loro parte.

 

Lei ha chiamato a raccolta le Istituzioni e le Amministrazioni che ci governano, punta sugli investimenti pubblici?

Anche in tema di programmazione economica e di promozione degli investimenti pubblici in infrastrutture, l’invito alle Istituzioni è quello della massima accelerazione all’avvio dei programmi operativi, al fine di scongiurare il rischio che le fasi attuative degli interventi scontino i ritardi della programmazione. Le risorse economico-finanziarie, peraltro, non mancano. Da quelle del PO FESR Campania 2014 – 2020 alle quote regionali dei PON fino al Fondo di Sviluppo e Coesione 2014 – 2020, confluiti nel “Patto per la Campania”. Parliamo di risorse ingenti che, se ben spese, possono portare nel medio periodo a grandi risultati anche per l’infrastrutturazione del territorio, auspicando che i Piani di Rafforzamento Amministrativo adottati dagli Enti, concorrano a conseguire il risultato di una migliore capacità manageriale, sia in termini di effettiva spesa, e dunque di trasformazione delle risorse in opere, che in capacità di progettazione.

 

Le vengono in mente esempi positivi, almeno recenti?

Si, un esempio positivo è rappresentato dall’azione politico-istituzionale che ha portato all’intesa Regione Campania-Governo e, quindi, allo sblocco dei fondi per il sistema metropolitano regionale.  Naturalmente, siamo anche noi a dover fare la nostra parte come classe imprenditoriale. In questo senso, ricordo il notevole sforzo compiuto dal sistema Ance per la riqualificazione e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio. Grazie alla piattaforma sottoscritta dall’Associazione Nazionale Costruttori Edili e la prestigiosa società di consulenza Deloitte sarà possibile monetizzare i crediti fiscali per i condomini e, dunque, saranno più agevoli le iniziative d’investimento privato, da avviare anche nel breve termine. 

 

L’università può svolgere un ruolo importante nell’ottica di una formazione mirata alle attuali esigenze produttive di settore. Come immagina il confronto con l’ente di formazione più importante per la qualificazione dei professionisti?

Nel confronto con gli stakeholders contiamo di proseguire la collaborazione positiva che abbiamo avviato, da anni, con le università e il sistema delle professioni e della ricerca, alimentando il reciproco scambio. Vogliamo essere, sempre più, quella forza motrice che già ha costituito un valore aggiunto dei nostri territori, alimentando il dibattito pubblico, cercando di favorire contaminazioni, lanciando “ponti” in grado di consentire scambi tra sensibilità differenti, lavorando per un nuovo senso di cittadinanza attenta all’inclusione e all’apertura verso nuove idee.

 

Nella sua relazione di insediamento ha parlato di centralità del contratto di lavoro. Ci spieghi meglio.

La centralità del contratto e la sua corretta applicazione e diffusione è la strada maestra per una crescita sana delle nostre aziende e delle nostre maestranze; baluardo anche di forme di illegalità che impattano direttamente ed indirettamente sul rischio di aumento degli infortuni sul lavoro.

Vi sono realtà in cui la disapplicazione del contratto o la sua elusione rappresentano un vulnus evidente per l’intero comparto economico e per la collettività, consentendo il prosperare di soggetti che con il propulsivo ruolo dell’imprenditoria non hanno nulla a che vedere. Ecco perché bisogna agire. Il sindacato è già al nostro fianco e al mio insediamento ho chiesto lo stesso impegno anche agli Enti locali, alle Forze dell’Ordine e a tutte le Istituzioni coinvolte nel controllo dei luoghi di lavoro. In più, pochi giorni fa ho proposto al Prefetto di Napoli l’istituzione di un tavolo tecnico stabile sulla sicurezza sul lavoro con tutti gli attori interessati. L’appello è stato colto dal prefetto di Napoli, Carmela Pagano. Spero si avviino presto le attività.

 

Come si inserisce il settore delle costruzioni nell’Industria 4.0, aldilà della progettazione?

Industria 4.0 è centrale nelle politiche nazionali e comunitarie e dovrà interessare sempre di più anche il settore delle costruzioni.  La digitalizzazione dell’edilizia incide sul modo di progettare e produrre, con evidenti ricadute sulle imprese: basti pensare all’impatto di strumenti innovativi quali i Big data, le stampanti 3D, la robotica, il Bim. E’ evidente, dunque, un progressivo cambiamento dei profili professionali e dei modelli di impresa, da sostenere con investimenti anche in formazione ed aggiornamento. Di conseguenza, in sinergia con il mondo della ricerca e della formazione, intendiamo supportare le imprese associate nel processo di digitalizzazione ed innovazione approfondendo, tra l’altro, le potenzialità di strumenti quali incubatori, reti di imprese ed Hub tecnologici. Se allarghiamo lo zoom, in un’ottica di sistema, così come è emerso dal Manifesto della filiera delle costruzioni presentato pochi giorni fa, il piano Industria 4.0 merita un adattamento puntuale al nostro comparto.

 

Ci indichi tre punti di revisione del codice degli appalti che giudica indispensabili.

Un unico regolamento attuativo, la revisione profonda dell’uso dell’offerta economicamente più vantaggiosa e lo snellimento del codice. E mi permetta di aggiungere, anche se apparentemente non rilevante, la proposta di riportare al suo nome originario l’Anac: non più “Autorità Nazionale Anticorruzione” ma “Autorità sulla Vigilanza dei Contratti Pubblici”.

 

Presidente, qual è l’obiettivo, almeno uno, che le piacerebbe raggiungere a fine mandato?

Aver raggiunto con tutti gli attori (istituzioni, amministrazioni e associazioni di categoria) una visione condivisa sul futuro del nostro territorio ed aver concretamente avviato il processo di necessaria rigenerazione, di cui tanto si parla.

di Redazione

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