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AngoloNapoli. Il Mann

by Piera De Prosperis

Lentamente, ma con inesorabile regolarità, Napoli sta riaprendo i suoi tesori. In senso letterale. Si spalancano le porte di musei, parchi archeologici, giardini storici. Era già avvenuto con il parco di Capodimonte che dopo una falsa partenza, con quasi immediata chiusura, ha potuto riaccogliere i suoi visitatori grazie ad un’intesa con le sigle sindacali.

Il 2 giugno è stato Giulierini in persona ad aprire le porte del Mann, quasi novello San Pietro che dischiude le porte del Paradiso. Fatte salve le differenze logistiche, per il Mann si può parlare davvero di un paradiso per appassionati di arte antica. Oltre alle ben note sale della collezione Farnese, dei papiri di Ercolano, del Gabinetto segreto di Pompei, si possono visitare le sezioni Magna Grecia e Preistoria, di recente apertura. Sono in corso e sono state prorogate le mostre Thalassa, dedicata all’archeologia subacquea, e quella sulle Grotte di Lascaux. Fino a Capire il cambiamento climatico, mostra immersiva per conoscere le cause e gli effetti del riscaldamento globale.

Dal 12 giugno vi sarà l’esposizione dedicata agli Etruschi. Un’occasione da non perdere se si vuole conoscere il saldo rapporto che legò la Campania al misterioso popolo che Erodoto diceva provenisse dalla Lidia (Anatolia) e che Dionigi di Alicarnasso riteneva autoctono. L’esposizione del Mann comprende un arco temporale di sei secoli, attraverso i quali analizzare e conoscere le basi della grandezza di un popolo che controllava la pianura padana, a nord, e quella di Cuma, a sud. Nei depositi del Mann, denominati SingSing per la presenza di imponenti cancelli e grate di sicurezza, vi sono decine di migliaia di pezzi in attesa di restauro o di collocazione nelle sale. La Mostra è un’occasione per riportare alla luce del sole e studiare un grandissimo patrimonio già in nostro possesso ma non visibile.

Ad esso si aggiunge l’esposizione di uno straordinario gruppo di materiali proveniente dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: il corredo funebre della Tomba Bernardini da Palestrina (675-650 a.C.). Tra le più ricche del mondo antico. Il defunto era accompagnato da un eccezionale corredo costituito da vasellame in oro, argento, bronzo, avorio e da una serie di ornamenti personali riservati ad uomini di altissimo rango. Di straordinaria fattura sono i fermagli e le piastre in oro, decorati con animali tipici del repertorio orientale: sfingi, leoni, volatili. A testimonianza della presenza di maestranze di formazione orientale stabilitesi nell’Etruria meridionale.

Come vedere tanta bellezza, in epoca di restrizioni sanitarie? Tutte le sale del Mann, con relative opere, sono state sanificate. Con un termoscanner ci misureranno la temperatura. Ci saranno igienizzatori lungo i corridoi. Non più di 500 turisti saranno ammessi all’interno, per una superficie di 18mila metri quadri di Museo. La prenotazione sarà online (sul sito di Coopcultura) e obbligatoria anche per i possessori della Manncard. Il biglietto costerà 8 euro.

Sarà una sensazione eccezionale, forse straniante, quella di poter percorrere quasi in solitaria un sito abituato a ben altri numeri di visitatori. Probabilmente un’occasione egoisticamente da non perdere. Giulierini l’ha paragonata a quella che doveva essere la situazione dei primi visitatori del Gran Tour. Il viaggio di formazione intrapreso da giovani aristocratici, dalla fine del ‘600 in poi, a completamento della loro istruzione, prima di cominciare la vita vera. Una sorta di Erasmus ante litteram che in genere aveva come meta conclusiva l’Italia e Napoli in particolare. Del resto, il termine turismo deriva proprio da questa usanza.

Anche noi, quindi, nel nostro piccolo ma ricchissimo angolo di mondo, qual è Napoli, approfittiamo di queste straordinarie occasioni. Che, in sicurezza, ci permettono di affermare come diceva Goethe nel suo Viaggio in Italia sulla nostra città: Si ha un bel dire, raccontare e dipingere! Sono cose al di sopra di tutto! La spiaggia, la baia, il golfo, il Vesuvio, la città, i castelli, le passeggiate!

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