Dal nostro corrispondente Vincenzo Pascale
New York definita da Paolo VI, durante la sua storica visita all’ONU, la capitale del mondo, lanciando dal palco dell’Assemblea generale la famosa frase: “Jamais plus la guerre, jamais plus la guerre!”, diventa per dieci giorni la capitale mondiale della politica. Si sta svolgendo infatti la 81^ Assemblea Generale dell’ONU. I potenti della terra convengono a New York.
Che Assemblea generale è stata, sebbene si concluda ufficialmente lunedì 28 settembre? Una Assemblea tesa. Chi si aspettava una distensione negli affari internazionali è rimasto deluso. L’ONU amplifica i conflitti locali e globali, offrendogli una platea mediatica globale. Rancori, accuse, minacce sono venute fuori dai discorsi dei grandi leaders del Pianeta. Proteste, marce ed arresti si sono verificate nei dintorni del Palazzo di Vetro, in una New York blindata che ha causato, come ogni anno, fastidio, ritardi e proteste ai residenti dell’area est di Midtown Manhattan, sede dell’ONU. Ma vediamo in sintesi i discorsi dei players mondiali.
Commosso e fermo nel ruolo fondamentale dell’ONU il Segretario Generale Antonio Guterres, che nel suo ultimo discorso – il suo mandato di Segretario è in scadenza – ha ribadito il ruolo fondamentale della Diplomazia Onusiana e della difesa del diritto internazionale, tema rovente, meritandosi una standing ovation da parte di tutti i delegati.
Apre gli interventi il Presidente USA Donald Trump, solo per poche ore a New York. Niente di nuovo nella sua visione globale del Mondo. USA rules, guai a chi è contro di noi, ovviamente per poi ammansirsi nel corso della visita privata del leader cinese XI Jinping a Washington. Attacchi all’Iran: “li annienterò se osano proseguire nella costruzione dell’atomica” e a Cuba: “siete uno Stato in bancarotta”. Ovviamente immediata la reazione, la delegazione cubana lascia la sala. Per poi continuare, non permetterò a nessuno di minare la nostra leadership nell’Emisfero Occidentale’. Difende la IA, rinominandola Super Intelligence. “Ne abbiamo bisogno. Non fermerò il suo sviluppo”. Fin qui niente di nuovo. La dottrina Trump ‘attacca e ritrai’ continua senza mezzi termini.
È la volta di Macron, Presidente della Repubblica Francese, che prima di presentare il suo discorso all’ONU, si fa filmare nella sua passeggiata sulla Fifth Avenue. A loro volta i presidenti di Canada e Finlandia corrono in Central Park, parlando di questioni globali. La visibilità e la buona forma fisica di questi leaders è un segno della longevità politica che associano al loro mandato. Macron dal palco dell’Assemblea ha reso chiari i suoi concetti: Stato Palestinese, fermare le violenze dei coloni israeliani nella Cisgiordania, difesa europea. Un Macron europeista e fermo nella posizione sul rispetto del diritto internazionale.
Pezeshkian, presidente dell’Iran, nel suo intervento ha ribadito la condanna agli USA di avere bombardato obiettivi civili uccidendo decine di bambini. Per risposta, la delegazione USA lascia l’aula.
Giovedì 24 è apparso sulla scena Onusiana il leader di Israele Benjamin Netanyahu, a New York solo per poche ore. Discorso messianico: Israele a difesa dell’Occidente, l’Iran non avrà mai la bomba atomica, chi si oppone all’azione militare e politica di Israele è un codardo. Non poteva mancare la stoccata, il colpo finale, al neosindaco di New York Zoran Mamdani, accusato di fomentare l’antisemitismo in una città da sempre amica di Israele e di flirtare con Hamas. Ovviamente non è mancata la replica del sindaco Mamdani postata sui social, accusando a sua volta Netanyahu di genocidio e di mentire spudoratamente. Insomma, copione rispettato senza colpi di scena.
Ora le diplomazie mondiali sono al lavoro per immaginare un nuovo ordine globale. Ci vorrà del tempo, tanto lavoro diplomatico ma soprattutto una visione politica meno egemonica e più multilaterale.
Last but not least, la delegazione italiana, molto numerosa come sempre. Guidata dal Ministro degli Esteri Tajani, assente la Presidente del Consiglio. Poche e non nuove le posizioni dell’Italia in politica estera. Media potenza, l’Italia ha molto a cura la sicurezza dell’area mediterranea e il rafforzamento dei legami diplomatici e culturali con i Balcani. Insomma, mentre i grandi della Terra si autopromuovono, o più o meno velatamente si minacciano l’un l’altro, la diplomazia italiana è al lavoro per garantire la pace e rafforzare i legami commerciali con partners globali.
Voto finale all’Assemblea ONU, un sei e mezzo. Attendendo ora gli sviluppo politici immediati. Elezioni di Medio termine negli USA, elezioni presidenziali francesi, politiche in Italia.
