Ieri, 26 aprile, nel corso della 55° assemblea regionale di AVIS Lombardia, a Como, il presidente Pierangelo Colavito ha detto: “Discutere è un segno di vitalità, dividersi in fazioni è un lusso che non possiamo più permetterci, specie in un momento come questo, in cui AVIS è sotto attacco (…) È un’infiltrazione silenziosa e organizzata da parte di soggetti profit che, dietro il linguaggio rassicurante dell’aiuto e dell’efficientamento, stanno occupando spazi che non competono loro. Con la promessa di sostenere le nostre sedi nella promozione, nel reclutamento e nell’indirizzare i donatori agli ospedali, questi soggetti entrano nel nostro sistema, intercettano relazioni, acquisiscono dati sensibili e –diciamolo con forza– trasformano il dono in una leva di profitto. Questo non è supporto. Questa è appropriazione. È una colonizzazione silenziosa del volontariato che non possiamo più tollerare”.
Nel 2025 AVIS Lombardia conta 271.534 soci di cui 262.853 donatori attivi. Le donazioni di sangue intero sono in lieve flessione (-0,54%) rispetto al 2024, mentre il plasma continua a crescere. Il che rappresenta una sfida che AVIS Lombardia intende affrontare “rafforzando il legame con i territori, coinvolgendo nuove generazioni e promuovendo una cultura del dono sempre più consapevole”.
La distribuzione sul territorio: Bergamo, 157 sedi e 35.058 donatori; Brescia 103 sedi e 35.943 donatori; Como 21 sedi e 15.998 donatori; Cremona 53 sedi e 15.985 donatori; Lecco 19 sedi e 15.581 donatori; Lodi 15 sedi e 7.460 donatori; Mantova 87 sedi e 16.865 donatori; Milano 79 sedi e 53.139 donatori; Monza e Brianza 40 sedi e 22.335 donatori; Pavia 19 sedi e 12.791 donatori; Sondrio 10 sedi e 8.008 donatori; Varese 42 sedi e 23.690 donatori.
