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Cara Europa ti scrivo

by Flavio Cioffi

“Lei è piena di spavento, e si volge a guardare la riva ormai lontana. La destra stringe un corno, la sinistra è poggiata sulla groppa. Tremolando le vesti si gonfiano alla brezza.”

E’ la scena finale, drammaticamente sensuale, del rapimento di Europa da parte di Zeus trasformatosi in toro, come raccontato da Ovidio nelle Metamorfosi. La porterà a Creta, in un viaggio dall’Oriente verso l’Occidente, a generare Minosse. Qualcuno in quelle tremulae vestes vede il fermento intellettuale degli Elleni.

“Se l’Europa è una ninfa,/Allora i suoi occhi celesti sono Napoli,/E Varsavia il suo cuore:/Sebastopoli e Azov,/Pietroburgo, Mitau, Odessa:/Queste sono spine nei suoi piedi./Parigi è la testa,/Londra il colletto inamidato/E Roma lo scapolare” (J. Slowacki, 1836). Magari il fatto che il poeta fosse polacco e cattolico avrà contribuito a piazzare il cuore a Varsavia, a dimenticare la Germania e a fare di Roma lo scapolare, però com’è bella l’immagine di Napoli occhi celesti dell’Europa.

“…una specie di grande repubblica divisa in molti stati … tutti simili tra loro… hanno gli stessi fondamenti giuridici e politici, sconosciuti invece alle altre parti del mondo”, questo è Voltaire a proposito di Europa. “Non esistono più francesi, tedeschi e spagnoli, ma solo europei”, quest’altro è Rousseau. Penser à l’européenne venne invece in mente a Madame de Stael.

Caterina la grande ebbe a dire “la Russia è uno stato europeo” e tutti gli uomini d’affari presero nota. “Popoli d’Europa, non sapete quanto ci siete cari” (Dostoevskij).

A Londra, tra le sculture che attorniano l’Albert Memorial (1876) vi è un gruppo che simboleggia l’Europa, vi sono: Gran Bretagna, Germania, Francia e Italia.

“Non dimentichiamo il bisogno di una causa comune per qualcosa di più emozionante del prezzo del burro…” by Seton-Watson nel 1985 che prosegue “non è un monopolio degli eurocrati … l’unità della cultura europea è semplicemente il prodotto finale di 3000 anni d lavoro … di cui sarebbe un crimine privare i giovani e le future generazioni … il nostro compito è conservarla e rinnovarla”.

“Pur riconoscendo la differenza delle rispettive valutazioni, il Governo italiano proseguirà nel dialogo costruttivo e leale … Il posto dell’Italia è in Europa e nell’area Euro.” Tria nella sua lettera di ieri di chiarimenti alla Commissione europea.

L’enfasi non è servita a molto, la manovra economica oggi è stata bocciata. D’altronde tutti sono in campagna elettorale e anche oltr’Alpe devono fare i conti con le promesse fatte o le stangate assestate. Discuteranno, litigheranno, tratteranno e alla fine troveranno un accordo. Già si parla di spostare l’avvio delle riforme, tagliare un po’ di spesa, ridimensionare qualche agevolazione.

In ogni caso, se è vero che l’Europa non esiste senza l’Italia, è altrettanto vero che l’Italia muore senza l’Europa, quindi attenti a quello che fate. Altrimenti il mandato all’avvocato del popolo e danti causa associati lo revochiamo d’emblée.

di Flavio Cioffi

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