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Carta Natura, febbraio 2023

by Giulio Espero
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 Geosito della Mefite in Valle d’Ansanto – Foto by Carta della Natura

 

GenteeTerritorio continua a parlare dell’ EcoAtlante, quello straordinario strumento digitale messo a disposizione sul proprio portale dal SNPA (Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente) e che permette di visualizzare facilmente dati e mappe sull’ambiente in Italia.

In particolare, ci riferiamo al numero di febbraio 2023, il quarto per la precisione, della rivista on line denominata AmbienteInforma – speciale EcoAtlante, che è dedicato alla Carta della Natura e al progetto Carg (Cartografia geologica), ultime storymap pubblicate in ordine di tempo. Gli approfondimenti regionali sono dedicati a Liguria e Campania.

Vero e proprio strumento di conoscenza e valutazione del territorio, la Carta della Natura è nata con la finalità di “individuare lo stato dell’ambiente naturale in Italia, evidenziando valori naturali e profili di vulnerabilità territoriale”, descrivendo il territorio attraverso la cartografia, combinando quindi fattori fisici, biotici ed antropici, sulla scorta della declaratoria della legge quadro sulle aree naturali protette.

Efficace strumento di lavoro, facilmente accessibile, e che può essere utilizzato in differenti settori: dalla pianificazione alle valutazioni ambientali, dalla definizione di reti ecologiche al monitoraggio ambientale e all’analisi sui cambiamenti climatici e molto altro ancora.

Risultano individuate e cartografate esattamente 2.158 Unità di Paesaggio, 37 Tipi di Paesaggio suddivisi in 7 macrocategorie. Ricordiamo che ogni “Unità di Paesaggio” è formata da un insieme di habitat, alcuni dei quali di pregio ed incontaminati ed altri sui quali la pressione antropica può essere particolarmente minacciosa.

Ne deriva che la Carta della Natura assolve alla funzione caratteristica di mappare gli habitat terrestri italiani ed evidenziare le aree di maggior valore naturale e quelle a rischio di degrado sulle quali attuare indispensabili interventi salvaguardia.

La metodologia cartografica utilizzata avviene attraverso due fasi fondamentali e ben distinte temporalmente, come si evince dallo specifico articolo “….la fase del Rilievo Cartografico utile per conoscere e rappresentare a diverse scale la tipologia e la distribuzione degli ecosistemi e habitat terrestri italiani su tutto il territorio nazionale e la Valutazione ecologico-ambientale che evidenzia le aree a maggior pregio naturale e quelle più a rischio di degrado utilizzando gli indici di Valore Ecologico, Sensibilità Ecologica, Pressione Antropica e Fragilità Ambientale…”.

La Carta, oltre a rappresentare uno strumento di conoscenza e di supporto alle valutazioni ambientali, permettendo un primo controllo delle conseguenze che un piano o un progetto possono avere sugli habitat, contribuisce alla tutela della biodiversità in Campania, dove, come in molte altre regioni, si è realizzato un patrimonio di conoscenze sulla distribuzione degli habitat che in altri modi difficilmente si sarebbe potuto costruire.

“…In prospettiva, è uno strumento di supporto fondamentale per la comprensione di come questa distribuzione cambia nel tempo e, in molti casi, anche del perché cambia…”

Con particolare riferimento alla conoscenza degli aspetti botanici, storicamente molto sviluppata nella regione Campania, ma specializzatasi su aspetti localistici e specifici, il particolare focus utilizzato dalla Carta ha permesso di raggiungere “… una visione complessiva che mancava, abbracciando l’intero territorio regionale, comprese le aree antropizzate, agricole e marginali, a naturalità diffusa. La cartografia degli habitat, associata alle carte derivate degli Indici di valutazione ecologico-ambientale, ha fornito al settore pubblico, come a quello privato, una base conoscitiva di partenza, molto spesso di per sé sufficiente per tutta una serie di attività che comportano una stima degli impatti sulla biodiversità regionale…”.

Veniamo messi a conoscenza, sempre dallo specifico articolo riportato sulla rivista digitale, del ruolo di cerniera geografica e biologica che assume la regione campana, che rappresenta in molti casi, sia per la flora sia per la fauna, il limite meridionale per alcune specie e settentrionale per altre.

Piace infine segnalare ai nostri lettori una curiosità geologica, di cui colpevolmente ignoravamo l’esistenza e che abbiamo appreso leggendo l’articolo in argomento. Parliamo del Geosito della Mefite in Valle d’Ansanto, luogo di interesse storico e naturalistico situato a Rocca San Felice in provincia di Avellino, dove è possibile rinvenire la più grande emissione mondiale di CO2 a bassa temperatura di origine non vulcanica.

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