Mentre la data delle elezioni si avvicina, si sta allontanando di pari passo la pacatezza e la civiltà dei toni che gli stessi tre candidati a Sindaco parevano garantire ciascuno all’altro, reciprocamente, nei valzer dei confronti a tre, che stanno caratterizzando questa tornata elettorale comunale di maggio 2026.
Essa risulta fuori tempo “ordinario” rispetto alla generalità dei Comuni, per gli esiti di vari commissariamenti prefettizi – verificatisi in passato – che chi scrive ha sempre considerato essere spesso più letali delle consiliature comunali ordinarie, nonostante tutto.
In questa attuale campagna elettorale gravano, comunque, nel bene e nel male, gli effetti negativi della scomparsa prematura del sindaco Lo Sapio, rimpianto maggiormente da una delle tre coalizioni, ma avversato dalle altre due, che si sono costituite raggrumandosi intorno ai suoi più duri avversari degli ultimi anni. Ma anche questo aspetto fa parte della normale dinamica delle cose.
In questi giorni, però, qualcuno ha avvelenato i pozzi della Politica e gli effetti negativi delle accuse, rivolte a singoli candidati di diverse liste pubblicamente, si sono riverberati e sviluppati in smentite, altrettanto pubbliche, sui social media, le quali hanno generato querele multiple che daranno lavoro ai penalisti e, credo, anche alla Polizia postale, la quale potrebbe essere chiamata a valutare l’eventuale uso improprio dei mezzi di comunicazione informatici.
A noi di “Gente e Territorio”, che riusciamo faticosamente, ma puntualmente, a non parteggiare nelle nostre cronache, ci rimane invece di premere l’acceleratore delle notizie sulle prospettive amministrative che, alla fine, aspettano il futuro Sindaco – quale che sia la coalizione che lo esprimerà, con la determinante azione del suffragio elettorale cittadino – perché sarà il futuro Sindaco a trovare sulla propria strada una serie di problematiche che attraversano trasversalmente, già oggi, le tre coalizioni in campo e il corpo elettorale di Pompei.

Tra gli obiettivi più importanti e “trasversali” si annoverano, infatti, alcuni lavori già in corso o, addirittura, in via di esecuzione avanzata. Su queste stesse colonne precedentemente abbiamo già scritto del Palazzetto dello Sport e segnaliamo adesso anche il recupero del Palazzetto della Legalità, avviati meritoriamente dal defunto Sindaco Lo Sapio. Ma oggi, in clima elettorale, tratteremo progetti a lavori che – nati prima della Amministrazione Lo Sapio – risultano importanti per la Città di Pompei, ma scontano ritardi passati, che non sono addebitabili a tutti e tre i competitors aspiranti Sindaco e alle tre coalizioni che li sostengono.
Ci riferiamo, prima di ogni altra cosa, al Progetto EAV per Pompei, rallentato in passato da improvvide e inestinguibili polemiche, troppo a lungo alimentate, che prevede parcheggio interrato per circa 350 posti auto, già utilizzato in tutta fretta per le esigenze connesse alla visita di Leone XIV, avvenuta nella stessa giornata, l’8 di maggio, a Pompei e a Napoli. E anche – eccezionalmente – un’area archeologica musealizzata risalente alla Pompei pre-romana, osco-sannitica.
I lavori del Progetto EAV per Pompei interesseranno anche la stessa Stazione EAV, gradevole edificio ex SFSM del primo Novecento, che dovrebbe essere riqualificata anche tecnologicamente. Intanto i lavori EAV hanno interessato anche la nuova sistemazione urbana della grande Piazza San Bartolo Longo, antistante il Santuario della Madonna di Pompei. Ma presto i lavori in corso procederanno alla realizzazione della strada “lungobinari EAV”, che risulterà estremamente utile, perché dotata di sottopassi – una volta definiti famigerati, oggi semplicemente indispensabili – idonei ad agganciare il traffico “da e per” i Paesi vesuviani alla vecchia, centralissima Via Lepanto, in antico Statale N°18, che porta a Scafati e, dunque, alla provincia Salernitana.
La Via Lepanto – che ripercorre il tracciato della antica via romana da Neapolis a Nuceria – è stata infatti in parte pedonalizzata con lavori finanziati dalla Regione Campania, talmente malriusciti, che la parte oggetto di pedonalizzazione risulta clamorosamente modesta, sia per progettazione che per esecuzione. E – per di più – in meno di un biennio d’uso risulta già vecchia e bisognosa di lavori di manutenzione straordinaria, a causa della scarsa qualità della sconnessa pavimentazione stradale e delle griglie lapidee di captazione dell’acqua piovana. Insomma, è davvero un frutto avvelenato della “carità pelosa” della Regione Campania.
Un altro cantiere di importanti “lavori in corso” è quello dell’Hub desaparecido, che si sta costruendo, a valle di Via Plinio e Porta Marina Inferiore, secondo un Progetto discusso e discutibile. Non più un Hub turistico – da qui l’aggettivo desaparecido – nascente come nodo di scambio da “ferro a ferro” (cioè da Rete ferrata TRENITALIA a Rete ferrata EAV).
Nella ultima versione progettuale – più volte riproposta per le faticose intese intercorse tra gruppo Trenitalia e le espropriande aree delle Aziende turistiche già operanti nella zona – i lavori prevedono ancora una “canna pedonale”, meccanicamente assistita, che porterà direttamente fino a Porta Marina i turisti – provenienti da Roma – scesi alla erigenda Stazione Trenitalia di Pompei Scavi, come un “vomitorio di varia umanità”, evitando ogni contatto con la realtà pompeiana, letteralmente sorvolata .
Insomma, “l’affaire Pompei scavi”, grazie ai lavori in corso, sembra prospettarsi e consolidarsi in aree contigue a monte del Parco Archeologico di Pompei, ma fuori della cinta daziaria pompeiana… e, chi vivrà vedrà, per dirla in breve al nuovo Sindaco, il quale dovrà affrontare la allocazione di decine di “chioschetti” che punteggeranno la lunga “promenade” della Via Plinio, appositamente pedonalizzata, con vista sugli Scavi pompeiani.
Un altro importantissimo progetto, forse – anzi, senza forse – il più importante, riguarda l’acquisizione del grande fabbricato del sacro Cuore. Una acquisizione possibile grazie al “tesoretto” di circa venti milioni di euro che il Sindaco Lo Sapio ebbe a segnalare in più occasioni pubbliche e presente nei programmi elettorali.
Al lettore intanto segnaliamo che Pompei, nata meno di un secolo fa, non è nuova a queste acquisizioni, perché non vanta un significativo patrimonio immobiliare. Lo stesso Palazzo comunale, detto anche Palazzo De Fusco, fu oggetto di una acquisizione onerosa della Comunità Pompeiana, che acquistò il Palazzo – già Hotel Fonte Salutare – nell’anno 1930, cioè due anni dopo la istituzione del Comune di Pompei, avvenuta il 29 Marzo del 1928.
Il grande fabbricato dell’Istituto Sacro Cuore è una monumentale espressione del tardorazionalismo architettonico italiano. L’immobile è ubicato a pochi passi dagli scavi pompeiani e oggi risulta disabitato e inagibile, ma vanta un’area di circa quindicimila metri quadrati di solaio (!) su cinque livelli, compreso il livello inferiore, attingibile a due quote diverse per la orografia del sito.
E’ un edificio di caratura straordinaria, il cui recupero può dotare la Città nuova e anche la Città Antica degli spazi espositivi, culturali e direzionali mancanti ad entrambe, che conferirebbero alla Città di Pompei la consacrazione di Città leader del comprensorio vesuviano della Grande Pompei, ripresa opportunamente dalla Buffer Zone Unesco, anche se non del tutto compiutamente.
Ai tre aspiranti-Sindaco la parola. Chi se la sente, batta un colpo chiaro per gli elettori.
