Museo Messina Cristo in pietà, Antonello da Messina.
BCsicilia, la nota Associazione per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali della Sicilia, ha definito il furto avvenuto il 15 agosto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, intitolato a Maria Accascina, “un’offesa alla memoria e all’identità della Sicilia”.
Ignoti sono riusciti a introdursi nell’edificio e a rubare cinque tavole del famoso Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina, due delle quali poi ritrovate all’esterno del Museo, e la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e il Cristo in pietà.
Per BCsicilia, il MuMe è uno dei più prestigiosi musei dell’Italia meridionale e appare quindi “ancora più grave che sia stato possibile penetrare nell’edificio, raggiungere le opere, rimuoverle dai sistemi di protezione e allontanarsi prima dell’intervento delle forze dell’ordine. Sottrarre i capolavori di Antonello da Messina non significa soltanto privare la comunità siciliana di opere d’arte di valore inestimabile. Significa colpire la memoria storica di un’intera collettività e attentare alla sua identità, che trova nel patrimonio artistico e culturale uno dei propri elementi fondanti”.
Se – come affermato dal presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani – l’allarme e il sistema di videosorveglianza hanno funzionato regolarmente, BCsicilia chiede “che venga avviata con urgenza una verifica straordinaria dei sistemi di vigilanza di tutti i musei e dei luoghi della cultura della Sicilia. È indispensabile accertare l’effettiva efficacia della sorveglianza tecnica e umana e stabilire dove essa debba essere rafforzata, migliorata o profondamente riorganizzata”.
Alle autorità competenti BCsicilia chiede di “mettere in campo ogni risorsa investigativa possibile per recuperare nel più breve tempo le opere sottratte”, perché “difendere il nostro patrimonio culturale significa difendere la Sicilia stessa”.
