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Giornata in ricordo di Fabio Rossi

by Domenico Pianese

Domattina, 22/02/2021, con inizio alle 9:30 e conclusione prevista alle ore 13:00, si terrà, per via telematica a causa delle restrizioni provocate dal COVID-19, la manifestazione “Giornata in ricordo di Fabio Rossi”, nell’ambito della quale circa una trentina di docenti universitari del Settore dell’Ingegneria dell’Acqua, rappresentanti di Associazioni Nazionali del Settore e di numerose Università italiane, commemoreranno la figura del Prof. Ing. Fabio Rossi spentosi a Napoli lo scorso 3 gennaio.

Il Prof. Fabio Rossi è nato a Torre Annunziata (NA) il 23.01.1944, laureandosi con lode, in Ingegneria Civile Idraulica, il 20.12.1967, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Napoli.

Per le sue spiccate capacità di ricerca è divenuto, molto rapidamente, dapprima Assistente incaricato e, poi, Professore Associato di Idrologia a Napoli, dove continua a tenere questo corso  fino al 1991.

Nel 1988 è vincitore di un Concorso a Professore Ordinario a Salerno nel SSD ICAR/02 “Costruzioni Idrauliche e Marittime e Idrologia”, dove insegna ininterrottamente fino al pensionamento, nel 2014.

Tuttavia, in qualità di professore emerito, vi rimane a svolgere attività di ricerca fin quasi alla sua scomparsa.

La sua opera si è sviluppata, principalmente, in tre diversi campi:

– l’Idrologia, che lo ha visto come uno dei principali interpreti italiani ed internazionali relativamente alla difesa dalle piene e all’utilizzazione e gestione delle risorse idriche;

– la Morfodinamica fluviale, che lo ha visto creatore di interessantissimi modelli numerico-concettuali volti a studiare l’evoluzione spazio-temporale dei corsi d’acqua con letto in ghiaia tipici dell’Italia Meridionale, con solo una parte del greto fluviale “attiva” rispetto al deflusso delle correnti e al trasporto solido;

– le colate rapide di fango, studiate sia in relazione all’individuazione delle cosiddette “soglie pluviometriche di innesco” in relazione alle quali fare scattare situazioni di pre-allertamento della popolazione potenzialmente esposta, che con approcci numerici e sperimentali.

Oltre ai numerosissimi contributi alla Ricerca in tali campi, la capacità di trasferirne i principali risultati anche in campo applicativo. Suoi, ad esempio, l’ideazione e lo sviluppo del famoso Studio “Valutazione delle Piene in Campania”, del 1995, tanto utilizzato dai professionisti campani e dall’Autorità di Distretto dell’Appennino Meridionale per l’individuazione delle aree “a pericolosità” e “a rischio” da alluvione. Sue le basi fisiche per lo sviluppo del ben noto Modello probabilistico TCEV (Two Components Extreme Value), utilizzato in tutto il nostro Paese per lo studio sia dei massimi annuali delle precipitazioni in brevi intervalli di tempo (non superiori alle 24 ore) che dei massimi annuali delle portate istantanee e dei volumi di piena che possono affluire ad una determinata sezione di un corso d’acqua in preassegnate durate D.

Sempre notevole, fin dalla sua gioventù, l’impegno sociale e politico, che lo ha spinto, in campo accademico, ad attivare una Scuola basata sul solo principio della meritocrazia e della parità di opportunità, con numerosi allievi a loro volta oramai Professori Ordinari o Associati in servizio presso varie Università italiane.

Parimenti da ricordare il grande impegno professionale, civile ed umano profuso per la ricostruzione degli abitati di Sarno, Siano, Quindici e Bracigliano, sconvolti dalle colate di fango realizzatesi il 5 maggio 1998, e per l’ideazione, la valutazione e la progettazione delle opere necessarie al contrasto di tali fenomeni.

Tutto ciò, sempre col sorriso sulle labbra, e con l’innocente ma sottile ironia che ne caratterizzava sempre gli interventi in pubblico.

Con la sua scomparsa, gli amici, i colleghi e gli allievi di ogni ordine e grado, e di ogni età, hanno perso un sicuro e costante riferimento.

Con la sua scomparsa, è forse finita un’epoca nella Storia dell’Idraulica italiana e, in particolare, napoletana.

Il pensiero non può che correre a lui grato da parte di quanti, come me ed altri, hanno avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo.

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