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Il Comune ha pagato e ANM sicuramente NON fallirà

by Amedeo Manzo

L’autore è presidente di Napoli Holding, la società del Comune di Napoli proprietaria di ANM.

Parto dalle dichiarazioni rilasciate l’altro giorno dal presidente De Luca sulla base delle indicazioni che avrebbe ricevuto dai suoi collaboratori. La principale è che il Comune di Napoli, nel 2018, non avrebbe versato un euro all’ANM la quale, a fine 2019, sicuramente fallirà.

Al riguardo, il primo punto, incontrovertibile, è che in un anno di attività della Napoli Holding, che gestisce l’unica partecipata reale che è ANM, dal dicembre 2017 al dicembre 2018, il tempo è un fattore importante in economia, sono state sviluppate le seguenti azioni. Domanda di concordato (22 dicembre 2017). Ottenimento dell’ammissione al concordato (dicembre 2018, dopo solo un anno). Approvazione di due bilanci, relativi al 2016 e al 2017, passando da una perdita (2016) di 56 milioni di euro all’utile dell’esercizio 2018. Un dato già certificato all’interno della procedura del concordato, laddove la PricewaterhouseCoopers, una delle big four società di revisione mondiali alla quale è stata affidata da ANM, a seguito di gara, la validazione dei dati contabili, a settembre 2018 ha valutato che il bilancio lasciava presagire appunto un utile. Oggi, a febbraio 2019, affermo che il bilancio sicuramente chiuderà in utile.

Un risultato conseguito grazie alla collaborazione congiunta dell’Assessore comunale ai trasporti e dell’amministratore di ANM e al nostro lavoro. Che ha comportato la chiusura di una serie di siti, l’azzeramento di sprechi (leggi assicurazioni che oggi abbiamo affidato a gara direttamente alle compagnie assicurative senza passare per i broker), l’ottimizzazione del personale anche ricorrendo alla mobilità e soprattutto la meticolosa, per quanto possibile con le modeste risorse disponibili, azione di contrasto all’evasione che ha comportato un incremento dei ricavi da traffico e da sosta di circa 12 milioni l’anno.

Il tutto, in aggiunta al contributo del Comune di Napoli che è stato erogato puntualmente nell’anno 2018. I 54 milioni di euro del Comune sono infatti arrivati regolarmente. Ho consegnato personalmente le relative ricevute agli avvocati che le hanno a loro volta inserite nel fascicolo della procedura del concordato. Mai il Tribunale avrebbe autorizzato l’ammissione al concordato se una delle componenti più importanti di ricavo non fosse stata adempiuta. Poi sono arrivati i 58 milioni, puntualissimi, della Regione Campania e in più i ricavi diretti dell’ANM.

A questo proposito, uno degli elementi sui quali ho lavorato moltissimo è stato quello della rivalutazione dei cespiti sotto il profilo locativo. Vale a dire che ANM è proprietaria di una serie di beni immobili che venivano affittati con un ricavo di 400.000 euro totali annui. Oggi producono tre milioni all’anno. Sono stati disdetti i contratti, eseguiti gli sfratti, effettuate le nuove gare e dobbiamo ancora lavorare.

Tutti questi aspetti insieme hanno fatto si che un organo terzo e indipendente quale la Sezione VII fallimentare del Tribunale di Napoli, presieduta dal giudice Scoppa, persona qualificatissima, abbia ritenuto di ammettere al concordato l’ANM. Il voto dei creditori, il prossimo maggio, si terrà sotto buoni auspici. Perché ritengo che i creditori saranno d’accordo? Perché la percentuale di soddisfo di pagamento dei singoli creditori prevista dal piano concordatario è tra le più alte d’Italia. I privilegiati e i prededucibili saranno pagati al 100%, i chirografari al 60%, un record nazionale. Perlopiù i concordati pagano intorno al 25/30%, qualcheduno al 40. Il nostro arriva al 60%.

Ci siamo riusciti con il contributo di Napoli Holding, che ha ceduto una serie di risorse ad ANM, con la contribuzione della Regione e del Comune, con l’efficientamento aziendale che ha trovato uno spazio all’interno del dispositivo del Tribunale che raccomandava la verifica del ripristino dell’efficienza aziendale, tema sul quale ho fortemente lottato.

Cosa succederà a fine 2019? Sicuramente ANM non fallirà. I posti di lavoro non sono a rischio. Il punto interrogativo è legato a chi curerà il servizio l’anno prossimo, dato che il contratto di gestione del trasporto pubblico locale scade a fine anno. Per esercitare una proroga è necessario che Regione Campania e Comune di Napoli continuino a dare il loro contributo e che i ricavi diretti continuino a crescere.

La discussione verte sulla possibilità che la Regione Campania, su un totale di 600 milioni di euro del fondo nazionale trasporti, dia qualcosa in più alla città di Napoli. Infatti, Napoli e provincia, che costituiscono l’area di interesse di ANM, valgono il 65/70% dell’intero traffico regionale ma ricevono meno del 10% dei fondi disponibili e il rapporto di contribuzione Regione/Comune è di 1 ad 1. Forse unico caso in Italia. In altre realtà il rapporto è di 5 ad 1.

Quindi bisogna capire se esiste possibilità di dialogo in questo senso. Si tratta di un lavoro che naturalmente esorbita dalle mie funzioni. E’ un’attività di carattere politico che dovranno sviluppare il Sindaco di Napoli e il Governatore della Campania.

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