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Il PAN secondo Vivoanapoli

by Redazione

 

Sabato scorso, 29 gennaio, si è tenuto il confronto sul tema: “PAN: la riorganizzazione possibile. Proposte per la creazione di un hub del contemporaneo”. L’incontro, promosso dall’associazione Vivoanapoli e moderato da Emilia Leonetti, è stata l’occasione per presentare la proposta di Vivoanapoli sul ruolo del Museo delle Arti di Napoli. Ne pubblichiamo di seguito il testo.

 

Proposta riorganizzazione PAN

Premessa: Il PAN | Palazzo delle Arti Napoli ha sede dal marzo 2005 nel settecentesco Palazzo Roccella in via dei Mille n. 60, con la missione di diventare “un Centro di Cultura dinamico, con momenti importanti di crescita per la comunità e per le istituzioni che rendono viva e animata la prestigiosa struttura” (fonte sito Comune di Napoli).

Partito con eccellenti propositi il PAN è diventato un contenitore di mostre ed eventi strutturalmente distanti da logiche legate ai principi della ‘qualità’, elemento indispensabile per alimentare un vero processo di crescita culturale del tessuto sociale della città.

Per ‘qualità’ si intende una valutazione artistica e storica di un progetto espositivo in grado anche di inserirsi all’interno di una dimensione progettuale e programmatica di mostre ed eventi che siano capaci di determinare un percorso finalizzato all’inclusione delle molteplici anime artistiche, culturali, sociali ed intellettuali della città.

In sostanza un luogo che abbia coerenza di programma, ma che sia anche ‘laboratorio’ per includere gli addetti ai lavori e in grado di determinare un dialogo non astratto con la società civile che deve riappropriarsi dei luoghi di produzione culturale.

Proposta di riorganizzazione: L’idea di riorganizzazione del PAN prevede una ridefinizione inclusiva degli spazi interni finalizzati ad accogliere laboratori di produzione artistica, locali per talk e presentazioni, sale per mostre, ambienti per un archivio storico ed un book shop per la vendita di cataloghi, gadget e prodotti necessari per favorire introiti legati non solo ed esclusivamente alla vendita di biglietti.

Il PAN dovrebbe diventare una sorta di “HUB” dell’arte contemporanea in cui sviluppare non solo mostre/laboratori/eventi legati al mondo del contemporaneo, ma anche un centro di coordinamento/direzione di iniziative/eventi da diffondere sull’intero territorio cittadino e sull’area metropolitana.

Dal PAN dovrebbero partire, in dialogo con i quartieri della città metropolitana, iniziative culturali, prevalentemente legate a mostre di opere da esporre in spazi di quartiere (per questo sarebbe opportuno disegnare una mappa degli spazi disponibili nelle dieci municipalità).

L’idea è prevedere, con cadenza bimestrale, riunioni al PAN con associazioni culturali, imprese del terzo settore e/o altre realtà operanti nei diversi quartieri con cui confrontarsi sull’opportunità e possibilità di utilizzare luoghi abbandonati o scarsamente utilizzati da destinare a mostre/eventi per gli artisti. Ma non solo.

La linea lungo cui sviluppare la nuova organizzazione del PAN dovrebbe essere quella della definizione di un ruolo centrale nel campo della cultura e soprattutto dell’arte contemporanea. Per questo diventerebbe funzionale la destinazione di alcuni spazi a laboratori per artisti. Così come diventerebbe funzionale l’attività di concertazione con il territorio e l’individuazione di spazi dove “esportare” mostre, eventi, in una logica di costante e diffusa contaminazione dal centro PAN ai vari quartieri di Napoli.

È necessario sottolineare che la presente proposta intende puntare alla creazione di un sistema della cultura e dell’arte contemporanea in cui il motore sia rappresentato dal PAN ma che coinvolga centri di formazione come l’Accademia di Belle Arti, i musei, centri espositivi anche privati come le gallerie d’arte, in un dialogo esteso tra quartieri, associazioni, spazi di produzione artistica …

Accanto all’attività di direzione/coordinamento dovrà svilupparsi un’attività più direttamente connotata ad un Museo e definita in una pianificazione/programmazione triennale per mostre/eventi, annuale per iniziative di carattere culturale.

La Direzione: prima di proporre un’ipotesi di destinazione d’uso degli spazi del PAN, è bene sottolineare la necessità di affidare ad un Direttore Artistico/manager la pianificazione delle attività del Museo. Un Direttore affiancato da un team di esponenti del settore.

Il ruolo del Comune di Napoli: la riorganizzazione del PAN che si propone prevede un ruolo preminente per il Comune di Napoli cui spetterebbe la scelta nelle forme ritenute più idonee del Direttore e del team, insieme al mantenimento della funzione di controllo degli scopi e delle modalità di realizzazione della nuova organizzazione del PAN.

Gli spazi e le destinazioni d’uso:

⁃ Realizzare degli “spazi laboratorio” da individuare tra le aree al piano terra o in quelle che la nuova direzione del Museo destinerà a seguito di una progettazione e pianificazione della configurazione della nuova struttura. Gli spazi “laboratorio” dovranno essere messi a disposizione per un periodo definito (es. 3 settimane) agli artisti provenienti dall’Accademia di Belle Arti o selezionati dal territorio.

⁃ Allestire un programma espositivo, da organizzare in una parte dello spazio Loft per gli artisti ed al 2 piano per le mostre che saranno affidate partendo da una approfondita analisi di quelli che operano sul territorio. Anche in questo caso la destinazione per l’allestimento di mostre/ esposizioni è connessa all’attività di progettazione e pianificazione. Si dovrebbe, in ogni caso, dare spazio e voce a coloro che determinano il “sistema arte napoletano”.

⁃ Creazione di un archivio storico in grado di mettere a disposizione delle nuove generazioni di artisti e studiosi le esperienze dei grandi artisti, mercanti, storici d’arte di cui Napoli si pregia di esserne la fucina. L’obiettivo è rendere costante e disponibile un archivio di informazioni ed immagini capace di creare un percorso immersivo dagli anni della scuola di Posillipo, per poi confluire ai magici anni 70/80 dei grandi galleristi Amelio, Trisorio, Morra, Lia Rumma, Artiaco, Di Marino fino a giungere alle analisi della contemporaneità artistica, dei nuovi linguaggi, le nuove tecnologie, delle nuove tematiche sociali. In sostanza un archivio in progress sempre aggiornato con nuove pubblicazioni.

⁃ La riapertura del book shop, se possibile anche bar/bistrot, negli ambienti ritenuti più idonei e a seguito di una riorganizzazione degli spazi dell’intera struttura.

La sostenibilità:

l’idea di sostenibilità si basa su tre punti fondamentali:

– Revisione ed ampliamento del budget da parte dell’assessorato competente.

– Forme di autofinanziamento da definire per la parte relativa ai laboratori e alle mostre pianificate.

– Ricerca di partner finanziari privati ed istituzionali. La proposta di riorganizzazione che vorrebbe favorire la nascita di un sistema del contemporaneo incentrato sul PAN e diffuso sul territorio, potrebbe attrarre l’ interesse di imprenditori privati, locali ed istituzionali (istituti di credito e assicurativi, finanziarie….) attenti alle finalità artistiche, culturali e al contempo di rigenerazione urbana presenti nella proposta e che dovrebbe e potrebbe essere messo a punto, se accolto, in un articolato progetto di riorganizzazione e rivalutazione del Museo delle Arti di Napoli.

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