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Intermodalità sostenibile. ALIS, descritta dal direttore Di Caterina

by Flavio Cioffi

L’Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile – A.L.I.S., nata nel 2016 con l’obiettivo di promuovere il trasporto intermodale in Italia, è già diventata una realtà innovativa importante della cosiddetta economia del mare, ineludibile quando si parla di portualità e, più in generale, di mobilità, soprattutto nel nostro territorio. Abbiamo quindi voluto raccontarla, raccogliendone nel contempo l’analisi prospettica, intervistando il suo direttore generale Marcello Di Caterina.

Cos’è precisamente Alis?

ALIS, nasce per dare voce ad un settore, quello della logistica intermodale, che sino ad ora non aveva trovato risposte nelle già esistenti associazioni di categoria. Alis è un’associazione trasversale che mette a sistema tutti gli operatori del comparto logistico: società di autotrasporto, compagnie armatoriali, aziende ferroviarie, terminal, interporti, agenzie, spedizionieri e autotrasportatori. Grazie all’ingresso di porti, università ed ITS in qualità di Soci Onorari, è oggi un esempio unico di integrazione nella catena logistica. I risultati che ALIS è riuscita a raggiungere sono di assoluto rilievo, a partire dai dati circa la rappresentatività. Sono quasi 1.300 le aziende di trasporto che hanno aderito con convinzione al nostro progetto associativo, 140.500 le unità di forza lavoro, oltre 103.000 mezzi, più di 2.700 collegamenti marittimi e più di 120 linee di Autostrade del Mare.

Il panorama delle associazioni datoriali in questo settore è molto frammentato.

Esattamente. Le realtà imprenditoriali che hanno aderito alla nostra associazione hanno deciso di essere parte attiva di un progetto unitario molto chiaro finalizzato al raggiungimento di importanti obiettivi che si identificano con la mission dell’associazione, ovvero: l’internazionalizzazione delle aziende di trasporto, la continuità territoriale con le grandi isole, lo sviluppo del Mezzogiorno e la riduzione di emissione di Co2, quindi la decarbonizzazione del pianeta. Ci siamo impegnati nel promuovere lo sviluppo di un sistema logistico sostenibile dei trasporti attraverso l’utilizzo dell’intermodalità. Il trasporto su gomma è infatti responsabile di circa il 30% delle emissioni di Co2 prodotte ogni anno in Italia. Grazie ad ALIS e ai suoi associati l’intermodalità nel nostro Paese nel solo 2017 è cresciuta del 13% rispetto all’anno precedente, riducendo le emissioni di Co2 di quasi 1 milione di tonnellate.

ALIS fa parte del sistema confindustriale?

Per il momento, no. Abbiamo fatto la scelta di non aderire a nessuna confederazione. Ma abbiamo aderito all’IRU, l’associazione mondiale facente capo alle Nazioni Unite, costituita da associazioni di trasporto stradale, operatori logistici provenienti da più di 100 paesi, per riuscire ad avere più voce a livello internazionale. Con questa importante adesione, ALIS e ALIS Service, ciascuna per le aree ed i profili di competenza, stanno portando avanti iniziative importantissime volte alla sperimentazione ed implementazione sul territorio europeo di sistemi di digitalizzazione applicati al settore dell’autotrasporto.

Parliamo allora di politiche per l’intermodalità.

Bisogna ragionare a livello europeo, perché è in Europa che vengono prese le decisioni che riguardano il mondo del trasporto e che gli Stati membri devono poi recepire. Per esempio: il pacchetto mobilità, che proprio in questi giorni il Parlamento europeo sta elaborando e che comprende aspetti che riguardano il trasporto combinato; la non uniforme applicazione delle regole riferite alla Direttiva su Pesi e Dimensioni, penso in particolare alle criticità esistenti nel trasporto combinato ed internazionale tra Italia e Spagna; i passaggi ai valichi; i costi autostradali; ecc. Esiste, cioè, una diffusa esigenza di uniformità normativa perché al giorno d’oggi il trasporto e la logistica hanno assunto una dimensione globale che richiede rapidità di azione e interpretazione semplificata delle norme europee ed internazionali.

ALIS come fa sentire la propria voce in Europa?

Abbiamo mosso i nostri primi passi a Bruxelles sin dalla nostra costituzione, aprendo un presidio nel cuore del quartiere europeo e avvalendoci di collaboratori specializzati in grado di monitorare i processi legislativi e analizzare le proposte normative dell’esecutivo comunitario. Così facendo riteniamo di poter partecipare alle fasi di consultazione degli operatori del trasporto ed offrire un punto di vista qualificato ed autorevole alle istituzioni europee affinché apportino miglioramenti normativi in linea con le esigenze di tutti nostri associati.

Appare chiaro che a questa attività operativa corrisponde una intensa attività relazionale e politica. È infatti intenso il dialogo e la cooperazione con i principali referenti della Commissione, del Consiglio e del Parlamento Europeo. Tuttavia, se da una parte avvertiamo la necessità di far comprendere agli attori politico-istituzionali quanto il nostro segmento economico sia in crescita e possa apportare benefici all’economia europea, dall’altra stiamo portando avanti un’operazione culturale affinché i nostri associati comprendano che per essere competitivi occorre necessariamente estendere le proprie attività al di fuori dei confini nazionali.  Tra i paesi europei, l’Italia è quello con il più̀ alto numero di piccole e medie imprese. Si tratta della spina dorsale dell’economia nazionale: imprese che esportano all’estero, contribuendo in modo esponenziale al volume complessivo delle nostre vendite al di fuori del territorio nazionale, generando valore aggiunto, ricchezza ed occupazione. In Europa ALIS rappresenta le esigenze delle imprese italiane facendole sposare con le politiche di digitalizzazione, decarbonizzazione e competitività imposte da Bruxelles.

Ma anche le navi inquinano.

Il settore dello Shipping, a livello globale, sta vivendo un periodo di rinnovamento. C’è chi punta sul GNL e chi ritiene che le batterie di ultima generazione possano sostituire egregiamente i motori a combustibile in prossimità e nelle manovre in porto. Inoltre, sulle navi vengono applicate pitture siliconiche non tossiche in grado di ridurre la resistenza all’avanzamento dello scafo; vengono installati scrubbers – ovvero grandi catalizzatori – ed eliche che incrementano l’efficienza propulsiva. La sperimentazione e l’implementazione di tali tecnologie andrà certamente a beneficio dell’ambiente. Ma la profonda attenzione alle tematiche ambientali interessa l’intero comparto del trasporto, non solo quello marittimo. Ed in effetti anche in ambito di trasporto stradale c’è una dualità nell’approccio: molti nostri associati stanno investendo in camion a gas e camion elettrici. Ed è per tale ragione che ALIS si sta impegnando in prima linea nel costituire partenariati in grado di accedere ai fondi europei per la realizzazione di stazioni a GNL per l’autotrasporto e, in prossimità dei porti, per le navi. Sostenibilità ambientale attraverso l’elettrico ed il gas, è questo il futuro.

Veniamo al patrimonio infrastrutturale.

Il tema è delicato ma è fondamentale parlarne. La riforma portuale che ha determinato l’accorpamento dei porti italiani e la nascita delle Autorità di Sistema Portuali, rappresenta certamente un passo in avanti. Tuttavia, l’Italia ha la necessità di una programmazione in grado di determinare un adeguamento infrastrutturale rispetto alle esigenze del mercato. L’Italia è un HUB fondamentale per l’intero mercato europeo ma la rapidità di evoluzione del settore del trasporto e della logistica deve trovare rispondenza nelle infrastrutture che dovranno essere sempre più sostenibili e tecnologicamente avanzate. Per esemplificare: il settore del RO.RO., grazie alle Autostrade del Mare, sta vivendo un periodo di grandissimi incrementi di traffico, molto di più rispetto a quello dei contenitori che, al contrario, registra un enorme calo dei noli. Il fatturato RO.RO. è ormai significativamente più alto di quello dei contenitori. Con i trailer si perde meno tempo nel carico e scarico ma è necessario che le connessioni infrastrutturali di ultimo miglio siano efficientate a livello nazionale per rispondere ad una forte esigenza di dinamismo. Le infrastrutture portuali dovranno quindi essere adeguate e chiediamo al nuovo Ministro, che ci sembra molto sensibile alle dinamiche del trasporto, di essere vicino alle politiche di ottimizzazione infrastrutturale, soprattutto al Sud. Anche per contrastare la concorrenza. Il porto del Pireo, per esempio, che fino a qualche anno fa non era tra i primi in Europa, oggi è cresciuto moltissimo grazie agli investimenti cinesi e tedeschi. Ma non è solo di porti che occorre parlare. ALIS infatti pone molta attenzione alla rete infrastrutturale degli interporti, anch’essi nodi logistici di fondamentale importanza rispetto all’economia dei trasporti e della logistica. Serve anche lì una programmazione per distribuire in maniera strategica i traffici e implementare le connessioni da e per l’Europa del nord.

Cosa è cambiato in Campania con la nascita dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale?

Certamente il Sistema portuale campano è in un momento di profonde e positive trasformazioni. Il Presidente Spirito ha sposato il progetto ALIS, diventando socio onorario della nostra associazione sin da subito e questo ci fa molto piacere. È un presidente che ha una visione ampia, lungimirante e competente e dialoga costantemente con noi e con i maggiori operatori mondiali che si avvalgono dei porti del Sistema Tirreno Centrale. Certo, il lavoro da fare è tanto ed il rilancio internazionale del Sistema campano passa necessariamente attraverso una sintesi di dialogo con le altre Autorità di Sistema affinché si valorizzi in maniera organica il sistema Italia spesso imbrigliato nei troppi oneri burocratici che ritardano i previsti indispensabili interventi infrastrutturali. È chiaro che i porti campani sono fondamentali per il nostro Paese. Quello di Salerno è tra i più frequentati dagli armatori per il traffico RO.RO. ma comincia ad essere insufficiente.

Qual è lo scenario internazionale della Campania?

La Campania, con Napoli rientrante nella rete Core Network, è attraversata dal corridoio europeo Scandinavo Mediterraneo, un asse strategico per l’Italia in chiave internazionale per il trasferimento delle merci da e per l’Europa. Ma non solo, le quote di traffico tra la Campania ed alcuni porti importanti della Spagna sono in grande aumento e rivestono un interesse enorme per le aziende di autotrasporto italiane. Sono sicuro che l’istituzione delle Zone Economiche Speciali aumenterà in maniera esponenziale il potenziale del territorio per un grande rilancio del Mezzogiorno.

di Flavio Cioffi

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