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Maturità. Analisi delle tracce

by Piera De Prosperis

Le tracce assegnate come prima prova all’Esame di Stato 2018, rispecchiano i valori che la scuola deve trasmettere.

Analizziamole nel loro complesso, cercando, attraverso un processo a ritroso, di arrivare ai nuclei concettuali di cui gli estensori hanno voluto accertare il possesso negli esaminandi.

Il brano di Giorgio Bassani impone una riflessione forte sull’antisemitismo ed in particolare sulle leggi razziali promulgate in Italia nel 1938. I programmi di storia dell’ultimo anno sviluppano ampiamente la tematica, non così, forse, il programma di letteratura italiana. Bassani non è un autore gettonato, spesso si lascia il suo studio alla sensibilità del docente. L’educazione all’antisemitismo è, tuttavia, elemento fortemente presente nella scuola, se solo pensiamo alla Giornata della Memoria del 27 gennaio. Certo, perché questa non diventi uno stanco rito di fine primo quadrimestre, bisognerebbe che tale commemorazione si richiami costantemente all’attualità: antisemitismo è discriminazione ed emarginazione. Invitare a riflettere su questo è un compito di ogni educatore, se non vogliamo ripetere gli errori dei nostri nonni che hanno vissuto, in modo forse inconsapevole, le problematiche dell’era fascista.

A questa tematica si ricollega il concetto di massificazione/globalizzazione, argomento del saggio di ambito storico-politico: la massa resa tale dai regimi totalitari era omogeneizzata dall’ideologia del conflitto. Cercare un nemico che compatti l’opinione pubblica, contro cui sviluppare la propaganda di stato, è, purtroppo, storia degli ultimi giorni. Il nemico oggi è il migrante africano in cerca di una soluzione alla propria esistenza, è il rom dei campi-ghetto, sono i bambini separati dai genitori che hanno oltrepassato la frontiera degli States, il cui pianto disperato sta mettendo in difficoltà l’America trumpiana.

Come arginare la deriva populista: tornare alla Costituzione, è questo l’invito implicito. Essa ci ricorda che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Concetto che è nel DNA anche della nostra storia in quanto Europa. Nel tema di argomento storico, l’estensore della traccia ha sottolineato, proponendo come documento l’intervento di Moro alla Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, Helsinki, 1975, come l’Italia nel periodo di definizione dell’identità europea abbia sempre tenuto presente la necessità della tutela dei diritti umani, in forza di una migliore conoscenza reciproca.

Come è possibile chiedere ai ragazzi di parlare di questi argomenti ed avere davanti agli occhi i volti dei derelitti dell’Aquarius. Cosa dovrebbero scrivere i ragazzi? La scuola ha veramente insegnato loro il valore dell’accoglienza?

Anche nell’affrontare l’argomento dell’ambito tecnico-scientifico, il dibattito bioetico sulla clonazione ed il richiamo al rispetto della persona umana, si invitano i ragazzi a riflettere sulla normativa europea vigente e a discutere, analizzare e discernere l’uso pericoloso della clonazione da quello benefico riguardante il settore della ricerca sulle cellule staminali. Prima di accettare qualunque sbandierato progresso scientifico bisogna fare propria la definizione di bioetica: disciplina che si occupa dell’analisi razionale dei problemi morali … proponendosi di definire criteri e limiti di liceità … affinché il progresso avvenga nel rispetto di ogni persona umana.

 La scuola cura e coltiva anche l’aspetto individuale della personalità di ciascuno, insegna a guardare in interiore hominis, cercando il senso della propria esistenza.

L’argomento dell’ambito artistico-letterario non è quindi altro rispetto agli argomenti precedenti. Dà spazio ai diversi volti della solitudine, intesa come otium, dove è possibile recuperare la creatività e l’immaginazione che il negotium ci nega.

 La creatività, la cui discussione si propone nell’argomento dell’ambito socioeconomico, può crescere e arricchirsi solo nel silenzio dei social, senza le continue e fuorvianti distrazioni del cinguettio. Essa è una solitaria caccia quasi a caso, mossa dal fuoco della passione e dal paziente lavoro di ricerca, in cui ci si potrà imbattere in ciò che non si sta cercando.

Attraverso le proposte di lavoro dell’Esame di Stato abbiamo provato a ricostruire come in un puzzle ciò che la scuola deve insegnare ad essere: cittadini consapevoli, rispettosi della dignità dell’altro, capaci di non farsi massificare ma di pensare con la propria testa, in un processo collettivo ed individuale di crescita, per prepararsi ad un mondo del lavoro in cui la capacità di creare oltre che di eseguire è l’elemento distintivo del futuro.

Le tracce proposte, formulate ben prima degli ultimi cambiamenti politici, inducono, dunque, ad una riflessione sui comportamenti da assumere nelle presenti difficili circostanze.

La scuola, quest’anno, ha dato di sé un’immagine forte e costruttiva, di un ente educativo attento alla crescita umana e personale del discente: stiamo bene attenti a non perdere tutto questo.

di Piera De Prosperis

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