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Le Donne Verdi x Le Donne Costituenti

dalle 21 Madri della Repubblica alle sfide di oggi.

by Caroline Abeille
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NAPOLI. Un filo verde lungo ottant’anni unisce il coraggio delle pioniere della Repubblica Italiana alle battaglie civili, ambientali e sociali contemporanee. È questo il senso dell’evento promosso dal Forum Donne Verdi, dal titolo “Le Donne Verdi x Le Donne Costituenti”, svoltosi ieri nella Sala Nassirya della sede del Consiglio Regionale della Campania al Centro Direzionale.

Nella griglia centrale della locandina spiccano i volti in bianco e nero delle 21 Madri Costituenti, le uniche donne elette il 2 giugno 1946 su un totale di 556 componenti dell’Assemblea Costituente. Nonostante rappresentassero appena il 3,8% dei seggi, il loro lavoro trasversale e la loro determinazione furono decisivi per plasmare l’architettura dei diritti civili italiani. 

Chi sono le 21 pioniere della Repubblica che, pur appartenenti a culture politiche tra loro distanti (Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito Socialista, PSIUP, Fronte dell’Uomo Qualunque), seppero trovare una straordinaria sintesi per scolpire nella Carta fondamentale principi che hanno cambiato per sempre la società italiana?

Lina Merlin (PSI). A lei si deve l’inserimento dell’espressione fondamentale “senza distinzione di sesso” nell’Articolo 3, pietra angolare dell’uguaglianza formale e sostanziale dei cittadini. Successivamente fu promotrice della celebre legge del 1958 per la chiusura delle case di tolleranza.

Nilde Iotti (PCI). Membro della Commissione dei 75 (incaricata di redigere la bozza della Costituzione), diventerà poi la prima donna nella storia della Repubblica a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati (dal 1979 al 1992).

Teresa Noce (PCI). Partigiana e sindacalista, diede un contributo essenziale all’Articolo 37, che sancisce la parità di retribuzione a parità di lavoro e la speciale protezione per la maternità e l’infanzia.

Teresa Mattei (PCI). Con i suoi 25 anni fu la più giovane eletta alla Costituente. A lei dobbiamo non solo importanti battaglie sul lavoro, ma anche l’introduzione della mimosa come simbolo dell’8 marzo in Italia.

Angela Gotelli e Maria Federici (DC). Insieme nella Commissione dei 75, si batterono con forza per la tutela della famiglia, dell’assistenza sociale, della sanità pubblica e per l’accesso delle donne a tutte le professioni, compresa la magistratura.

Bianca Bianchi (PSIUP). Insegnante e pedagogista, orientò la sua attività parlamentare verso la tutela dei diritti dei figli nati fuori dal matrimonio e la valorizzazione dell’istruzione pubblica.

L’elenco completo delle 21 figure storiche si arricchisce dei nomi di: Adele Bei, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Nadia Gallico Spano, Angela Guidi Cingolani, Rita Montagnana, Maria Nicotra, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio e Vittoria Zaccagnini.

L’incontro di Napoli ha voluto ribadire che la difesa del territorio, la tutela della salute pubblica, il diritto a un lavoro dignitoso e la lotta contro i cambiamenti climatici non sono argomenti isolati, ma il naturale proseguimento dell’impegno civile iniziato nel 1946.

 

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