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Metro Napoli. Il Ministero autorizza la griglia al Plebiscito

by Giulio Espero

“Pertanto, si autorizza, ai sensi ecc. ecc., l’esecuzione dei lavori finalizzati a collocare la griglia di ventilazione nella nuova posizione così individuata.”

Il direttore generale del MIBAC, Gino Famiglietti, deve essersi finalmente reso conto dell’indifendibilità amministrativa, tecnica, storico-scientifica, e chi più ne ha più ne metta, degli atti finora adottati e ha dato il via libera alla famosa griglia a piazza del Plebiscito per la camera di ventilazione a servizio della nuova tratta Chiaia-Municipio della metro.

Lo ha fatto con una lettera del 14 giugno indirizzata al Comune di Napoli, all’Avvocatura dello Stato, al Capo di Gabinetto del Ministero e al Soprintendente Garella. Quanto gli sarà costato aggiungere quest’ultimo destinatario.

Nella forma, ha accettato la proposta del Comune di spostare la grata al di fuori dell’emiciclo, che sarebbe la zona di maggiore interesse della piazza, evidenziata anche da una differente pavimentazione, dislocandola verso Palazzo Reale. Nella sostanza, appare come una resa senza condizioni.

Ergo, niente più ricorso contro le sentenze del TAR di Napoli che avevano annullato i suoi annullamenti dell’autorizzazione a suo tempo rilasciata dalla Soprintendenza partenopea. Sentenze che alcuni avvocati hanno definito one shot, per la loro chiarezza ed esaustività. Sembra che la stessa Avvocatura Distrettuale dello Stato avesse incontrato difficoltà nell’impostare la difesa. Sarebbe interessante se qualcuno prendesse l’iniziativa di raccogliere tutta la documentazione sparsa nei vari uffici, per avere un quadro più definito della vicenda.

Che appare più politica che tecnica. La pavimentazione della piazza, infatti, risalirebbe al 1994/95. Esisterebbero anche foto storiche che mostrano gli orti di guerra, quando nella piazza si coltivavano ortaggi durante il secondo conflitto mondiale. Difficile parlare di compromissione del patrimonio artistico del Plebiscito. E infatti.

Ma quale sarebbe l’interesse politico? Boicottare l’azione del Comune, peraltro dimostratosi in questa occasione equilibrato e collaborativo? Mandare un segnale a proposito di chi comanda davvero? Se si collega la vicenda del Plebiscito a quelle napoletane dei Girolamini, degli Incurabili, dello spostamento del Caravaggio o di Villa Paolina a Roma o di Palazzo dei Diamanti a Ferrara (per tacere di Milano), si ha la sensazione di una certa esuberanza amministrativa da parte della direzione generale del Ministero.

La Soprintendenza napoletana al contrario, pur in passato arroccata su un approccio dogmatico, sta ormai da tempo assicurando una tutela del bene effettiva e non solo teorica. Per citare il Tribunale amministrativo. Ma bisogna stare molto attenti ai rigurgiti. Dal centro e dalla periferia. Dal Ministero che vuole dettare legge da lontano, a quanti dopo essere stati allontanati starebbero brigando per tornare alla ribalta. Come sia e dove sia.

Nel frattempo, speriamo che Comune e Metropolitana di Napoli inizino i lavori al più presto. Prima che qualcuno cambi idea e ci dica che le metropolitane a sud del Garigliano non si possono fare.

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