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by Francesco Vorro

Ravenna. Ancora senza soluzione la vicenda del cimitero delle navi e della motonave Berkan B affondata nel porto di Ravenna nell’antica Pialassa dei Piomboni. A denunciarlo è Italia Nostra che chiede la “proclamazione dello stato di emergenza ambientale tramite Ordinanza di Protezione Civile”. Sono state organizzate due manifestazioni: il 13 maggio a Roma, davanti al Ministero della Transizione Ecologica, e il 17 maggio a Ravenna, davanti al Tribunale, per l’udienza preliminare del processo per l’affondamento della Berkan B.

Monaco. Scorpio Pool e Sea World Management di Monaco hanno unito le forze in un pool che comprenderà solo tanker Handysize di età superiore ai 15 anni. Una “flotta di navi cisterna Handymax con un profilo ‘vintage’ ma caratterizzate allo stesso tempo da altissimi standard qualitativi”. La strategia si baserebbe su due considerazioni di mercato: “l’invecchiamento della flotta Handymax fleet con ordinativi ai minimi storici e le grandi opportunità che si sono schiuse nel mercato di nicchia sia per il trasporto di prodotti petroliferi che di oli alimentari”. La speranza è di riuscire ad attrarre nuovi membri in rapida successione.

La Spezia. “Il retroporto, anzi l’interporto naturale, dei porti di La Spezia e Marina di Carrara è Santo Stefano Magra”. Alessandro Laghezza, presidente dell’omonimo Gruppo e di Interporto La Spezia, è netto. “L’idea di estendere una Zona Logistica Semplificata verso le aree di Parma, tra Noceto e Medesano, al di là delle difficoltà oggettive, rappresenterebbe un rischio per gli investimenti e gli sforzi attuati dagli operatori spezzini”. Nessuna ZLS dal mare sino a Parma, quindi. Perché una cosa è sostenere “il completamento della Pontremolese e il potenziamento delle relazioni economiche con Emilia e Veneto lungo il corridoio Tirreno-Brennero”, tutt’altra sarebbe delocalizzare le attività logistiche e doganali.

Roma. Soddisfazione di Assarmatori per la creazione del tavolo di lavoro sul “Sistema Marittimo Portuale” nell’ambito della “Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”. Per il presidente Stefano Messina, che partecipa alla Consulta, si tratta dello strumento giusto per indirizzare al meglio gli investimenti previsti nel PNRR per il settore marittimo sulle tre direzioni prioritarie: transizione energetica; rinnovo delle flotte; infrastrutture di approvvigionamento.

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